L’iniziativa cosiddetta di “autodeterminazione”: un imbroglio sulle merci

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L’iniziativa cosiddetta “per l’autodeterminazione “ in realtà non vuole colpire “i giudici stranieri“. Questa etichetta è stata scelta solamente per strumentalizzare l’odio contro gli stranieri. In realtà il bersaglio è la giustizia svizzera, ossia il nostro “terzo potere“. Ciò che vogliono Cristoph Blocher  e la sua Unione Democatica di Centro” è sostituire la nostra Giustizia elvetica con le votazioni popolari; ci sarebbero riusciti se il popolo svizzero non avesse rifiutato massicciamente, nel febbraio 2016, la loro iniziativa riguardante i cosiddetti “criminali stranieri“. In realtà la nuova iniziativa, ora furbescamente definita “per l’autodeterminazione”, vorrebbe cancellare il risultato di quella votazione popolare.

Quando il Tribunale federale pronuncia una sentenza che non piace a Christoph Blocher, questi attacca persino questi giudici svizzeri e giunge addirittura ad accusarli di fomentare “un colpo di Stato“ (ciò che ha fatto nella Neue Zürcher Zeitung del 6 marzo 2013). Si tratta dello stesso metodo che applica il ministro italiano degli interni, Salvini. E guai a quel giudice – persino dell’UDC –  che non obbedisce a un ordine di questo partito politico! E tanto peggio per la separazione dei poteri e per l’indipendenza giudiziaria.

Esattamente ciò che è successo al giudice federale UDC Yves Donzallaz: questa storia è cominciata nell’ottobre 2017 mediante un attacco orchestrato dal consigliere nazionale UDC Roger Köppel nel suo settimanale “Die Weltwoche”. Yves Donzallaz è stato apofostrato come “uno dei più grandi internazionalisti “essendo sottinteso: “traditore della Svizzera“. Questa campagna venne scatenata perché questo giudice federale aveva partecipato a sentenze che non andavano nel senso desiderato da parte dell’UDC. Per questa ragione il giudice federale venne immediatamente convocato a Berna dal suo partito. Avendo appreso lo scopo di questa convocazione, il giudice federale si rifiutò di darvi seguito. Congratulazioni!
Conclusione: votiamo NO contro l‘iniziativa cosiddetta di “autodeterminazione”.


Niccoló Raselli, giudice del Tribunale federale svizzero in pensione