La zuppa di sasso

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Luca 2.6 – 20
Sermone del 24 dicembre 2018 Vigilia Natale a Brusio e Poschiavo

6 Mentre erano là, si compì per lei il tempo del parto; 7 ed ella diede alla luce il suo figlio primogenito, lo fasciò, e lo coricò in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo.

8 In quella stessa regione c’erano dei pastori che stavano nei campi e di notte facevano la guardia al loro gregge. 9 E un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore risplendé intorno a loro, e furono presi da gran timore. 10 L’angelo disse loro: «Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà: 11 “Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è il Cristo, il Signore. 12 E questo vi servirà di segno: troverete un bambino avvolto in fasce e coricato in una mangiatoia”». 13 E a un tratto vi fu con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: 14 «Gloria a Dio nei luoghi altissimi, e pace in terra agli uomini ch’egli gradisce!»

15 Quando gli angeli se ne furono andati verso il cielo, i pastori dicevano tra di loro: «Andiamo fino a Betlemme e vediamo ciò che è avvenuto, e che il Signore ci ha fatto sapere». 16 Andarono in fretta, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia; 17 e, vedutolo, divulgarono quello che era stato loro detto di quel bambino. 18 E tutti quelli che li udirono si meravigliarono delle cose dette loro dai pastori. 19 Maria serbava in sé tutte queste cose, meditandole in cuor suo. 20 E i pastori tornarono indietro, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato loro annunciato.

Cara comunità, il racconto della scrittrice ungherese Anais Vaugelade, Una Zuppa di Sasso, prende spunto da una vecchia storia popolare ed è di una bellezza strabiliante. È una storia adatta a un pubblico di tutte le età, che vede protagonisti un vecchio lupo (sdentato) affamato e furbo, una gallina e una comunità di animali curiosi. Ti cattura perché ti aspetti qualcosa che non succede, e ti sorprende, perché fino alla fine sei convinto che accada… e non accade. Se un lupo nel cuore della notte bussa alla porta della gallina, noi immaginiamo un solo epilogo.  Una zuppa di sasso non è una ricetta, ma molto di più, è un piccolo insegnamento di vita… Ascoltiamola per capire che cosa ha da dirci con la storia di Natale.

Zuppa di sasso, il video è illustrato con i disegni dei bambini, ho poi inserito l’audio. Una fiaba di Anais Vaugelade, ed. Babalibri (http://www.babalibri.it/). Voce narrante Marco Amodio, fonte Youtube.

È una storia di furbizia, fiducia, amicizia, condivisione, curiosità. Forse una delle chiavi di lettura è questa: nella vita, ogni individuo è portatore di ricchezza, della propria, che è sempre diversa, anche se di poco, da quella dell’altro! È grazie alla diversità di punti di vista che prende forma l’arricchimento; ogni persona che incontriamo ci offre un pezzo di sé ed è grazie a questo sé che è allontanata la solitudine fisica e mentale. Quando la curiosità vince sulla diffidenza, questa può serbare piacevoli sorprese.

Come il lupo è emarginato, anche Gesù nasce in emarginazione, al freddo e al gelo, e chiede di entrare nella nostra casa, per insegnarci a condividere, ad abbattere i muri, la diffidenza, le barriere che erigiamo e che ci impediscono una vera comunione in famiglia e nella società. Dalla nostra dispersione egli si è creato un popolo, insegnandoci che, anche se non si hanno i mezzi, con l’ingegno e l’aiuto degli altri si possono raggiungere dei buoni risultati.

Qualcosa mi sfugge. Perché alla fine il lupo se ne va riprendendosi il suo sasso, il suo sacco e lascia la casa della gallina? La gallina lo implora quasi e gli chiede se tornerà, ma il lupo rimane in silenzio e va via. È quasi certo che il lupo, in effetti, non torni dalla gallina, e dopo l’ultima pagina, si vede il lupo davanti la porta di un’altra casa e, un nuovo amico ad aprire, curioso e spaventato proprio come lo era stata la gallina prima di lui.

Di solito i bambini chiedono: “perché il lupo va via?”. E noi gli diamo tante risposte razionali. “Eh, perché era tardi e tutti gli amici animali dovevano andare a letto”. “E non torna più dalla gallina?”. “No, ehm, cioè, sì…forse sì, chi lo sa” ma queste risposte non li lasciano contenti, anzi tristissimi. E non basta dirgli che ora il lupo ha già trovato un amico in più, e comincia una nuova storia. Vorrebbero che il lupo tornasse dalla gallina forse perché i bambini, meglio di noi, vedono che insieme, tutti quegli animali erano davvero felici in armonia. Tutto era bello, perfetto. E forse, proprio per questo, non doveva finire… piace ai bambini perché parla molto della loro comunità, del loro cerchio, racconta di case e di cibo e di amicizia, perché possiamo essere lupi, galline o maialini, ma siamo parte della comunità nella quale viviamo.

Quante volte abbiamo voluto fermare una comunione di benessere e armonia, dire al tempo: fermati, mi piace così! Vorrei che i bambini non crescessero così velocemente, che i genitori non morissero mai, che una persona cara non ci lasciasse, eppure, sappiamo che non è possibile fermare questi momenti. Allora, dobbiamo imparare a dire alle persone che ci portano armonia: ti voglio bene, sto bene con te, questi momenti con te mi danno forza. Fai e dì le cose quando le persone sono ancora presenti, perché quando non ci saranno più, ci sarà solo il rimpianto di non avere amato al momento o di non averle frequentate abbastanza. Poi, poi e ancora poi… Stasera, domani, mangeremo e staremo con le nostre famiglie, tempi duri per i nervi e l’autocontrollo, ma se c’è qualcuno speciale, che ti porta armonia, allora gustati la presenza e digli che per te è un dono. Quando non ci sarà più, sarai felice di averlo avuto.

Come il lupo, Gesù se n’è andato affinché noi portassimo avanti questo messaggio di aiuto, condivisione, fratellanza. Ci ha lasciato la maturità di portare avanti il suo regno di pace e armonia, dove il lupo e l’agnello riposano insieme. La sua presenza ci garantisce che possiamo inventarci tante “Zuppe di Sasso”. Il diverso, l’estraneo, lo straniero spaventa ma, se superiamo la diffidenza, possiamo trovare l’armonia che arricchisce. Buon Natale.

 

Appunti per la predicazione del pastore Antonio Di Passa