Centro giovanile Valposchiavo: un vuoto è stato colmato

1
1728

L’Associazione Appoggio familiare Valposchiavo (AFV) ha organizzato ieri, nelle palestre delle scuole del Borgo, una conferenza volta ad informare il pubblico di genitori sul neocostituito centro giovanile, a presentarne le due animatrici responsabili (Michela Giudici e Stefania Pola) e a tastare il polso ai genitori dei ragazzi che lo stanno frequentando. Oltre all’apertura settimanale del centro ai ragazzi delle superiori il venerdì, fra le 15.30 e le 18.30, iniziata già nell’agosto del 2018, la novità a partire da gennaio di quest’anno è l’apertura anche di martedì, fra le 16.15 e le 18.15, ai ragazzi di 5^ e 6^ elementare.

Il presidente di AFV, Franco Albertini, ha introdotto la serata citando sinteticamente le tappe che hanno portato alla nascita del Centro giovanile Valposchiavo: dal primo progetto di attività giovanili, ideato negli anni 2006/07 dagli insegnanti Luca Beti e Igor Sertori e denominato “Tra palco e realtà”, fino al progetto “Jugendmobil” e alla formazione di un gruppo di lavoro promosso dall’insegnante Luca Crameri fra il 2016 e il 2017, che sono sfociati nella realizzazione del centro giovanile a Poschiavo presso il “Crot” grazie al sostegno ricevuto dai due comuni di valle.

Franco Albertini

Il Cantone non prevede nessun tipo di finanziamento a questo genere di attività in favore dei giovani e di conseguenza nei Grigioni, a seconda delle esigenze e delle possibilità finanziarie di ciascun comune, il panorama risulta molto variegato, ha spiegato il presidente dell’AFV. Il budget annuo di 25’000 franchi a disposizione del Centro giovanile Valposchiavo non consentirebbe al momento di estendere ulteriormente gli orari di apertura, ma getta comunque delle ottime basi di partenza per l’attività: “Meglio dare avvio a un’iniziativa con pochi mezzi e molta richiesta, anziché viceversa”, ha aggiunto Albertini.

Sottolineando come nella nostra valle le due maggiori comunità religiose, nonché numerose associazioni si dedichino già al tempo libero dei giovani, egli ha tuttavia ribadito che mancava ancora un luogo o uno spazio in cui essi potessero sperimentare la progettualità, lo sviluppo, il rispetto reciproco e il senso di autostima in piena autonomia; un ambiente in cui poter cimentarsi in propri progetti e iniziative distanti da scuola e famiglia, ma con l’appoggio e la sorveglianza discreti di persone qualificate.

Francesca Zala Rampa, direttrice di AFV, presentando il regolamento ha illustrato alcuni aspetti pratici e legali relativi all’organizzazione del centro giovanile. Su suggerimento degli insegnanti si è ad esempio optato per una frequentazione libera da parte dei ragazzi, senza orari fissi, in cui essi possono scegliere quando entrare ed uscire dal centro, cercando di evitare però un continuo andirivieni. Con l’obbligo dei ragazzi a firmare, assieme ai genitori, il modulo d’iscrizione, si è poi intenzionalmente voluto dare particolare peso all’aspetto della libertà e della responsabilità che essi si devono assumere.

Francesca Zala Rampa

Un altro aspetto cui si è voluto dare speciale rilevanza è quello del rispetto reciproco: le animatrici del centro non tollerano alcun episodio di mobbing o molestia. In questi casi esse possono anche provvedere ad un’ammonizione verbale o a un’espulsione dal centro con relativa informazione ai genitori. Visto il divieto di consumare alcol, sigarette o droghe, è inoltre vietato l’accesso ai giovani in palese stato di ebrietà, mentre sono tollerati il cibo e l’uso dei dispositivi tecnologici, sebbene in modo parzialmente limitato. Vale inoltre anche la regola del rispetto delle cose, con conseguenza che chi sporca è tenuto a pulire.

I genitori dei ragazzi devono aver stipulato un’assicurazione di responsabilità civile privata contro eventuali danni causati dai minori e sono invitati a divenire soci dell’AFV, mentre le due animatrici sono tenute a mantenere il segreto professionale. Ciò significa che il ragazzo può confidarsi all’animatrice nella consapevolezza che quest’ultima non ne parlerà con nessuno, ma al contrario, in caso di infrazioni del regolamento o comportamento inadeguato da parte del giovane, l’animatrice è comunque tenuta ad avvisare i genitori e a fornire loro informazioni qualora essi lo richiedano.

In fase progettuale la direzione di Appoggio familiare Valposchiavo si era interrogata a lungo sul profilo ideale dell’animatore di un centro giovanile ed è giunta alla conclusione che questi non poteva essere un insegnante né un genitore, ma che doveva disporre di una buona formazione in campo pedagogico o psicologico.

La prima animatrice assunta dall’AFV, Michela Giudici di Tovo S. Agata, laureata in psicologia e con un’ampia esperienza nel settore educativo, rispondeva pienamente a queste esigenze. Inoltre Michela era già stata precedentemente ingaggiata dall’APE Valposchiavo quale monitrice: una contingenza particolarmente favorevole. Quando Michela si è però trovata a dovere gestire il centro giovanile con punte di frequenza fino a 35 ragazzi, ci si è subito resi conto che il personale non era sufficiente. L’AFV ha quindi cercato una seconda persona, che è stata individuata nella tiranese Stefania Pola, diplomata in assistenza educativa di comunità infantili e laureata in scienze dell’educazione nel settore formativo.

da sx. Michela Giudici e Stefania Pola

Durante la serata informativa le due responsabili del centro giovanile si sono presentate al pubblico dei genitori raccontando dei progetti finora portati a termine o ancora in cantiere, ed esprimendo un certo entusiasmo per l’ottima risposta dei giovani a quest’offerta di animazione. Come sottolineato da entrambe, uno dei punti centrali del loro operato è quello di cercare di installare un rapporto di fiducia con i ragazzi e di fungere da sostegno e motivazione nella concretizzazione di progetti provenienti sostanzialmente dai giovani. Il loro non facile compito – come ben espresso da Michela – è quello di “essere presenti, ma tenendosi un passo indietro”. A ciò hanno aggiunto che, come già avvenuto nel corso di questi ultimi mesi, donazioni, idee e competenze messe a disposizione del centro giovanile da parte di volontari sono sempre ben accette.

Il presidente dell’AFV ha poi velocemente presentato al pubblico il ventaglio di attività dell’associazione (per maggiori informazioni clicca qui), e in particolare dell’avvio, a breve, dell’offerta di appoggio educativo familiare in collaborazione con l’Autorità di protezione dei minori e degli adulti grigionese (APMA). Un’offerta che andrà a sostenere o sostituire i genitori in difficoltà nel percorso educativo dei figli, oppure, in casi di coppie separate o divorziate, sarà offerto un accompagnamento al genitore che non gode più della fiducia del proprio figlio. Per questo servizio l’AFV si servirà del personale qualificato attualmente impiegato presso il centro giovanile. Franco Albertini non ha nemmeno escluso la possibilità, in futuro, di ampliare l’offerta del centro giovanile a studenti o apprendisti che hanno terminato l’obbligo scolastico: una richiesta che potrebbe venire proprio dai giovani che stanno oggi frequentando il centro.

Ottimo il riscontro dei genitori presenti (circa una trentina), che non hanno espresso particolari preoccupazioni, bensì soprattutto parole di elogio e apprezzamento per l’attività intrapresa e di soddisfazione per il fatto che sia stata finalmente colmata una lacuna sociale in ambito formativo.

Il prossimo appuntamento pubblico con il Centro giovanile Valposchiavo è previsto in primavera, con una giornata delle porte aperte.


Achille Pola

1 COMMENTO