“Palazzi signorili nella Rezia italiana”, Poschiavo ancora protagonista

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E’ da poco disponibile il secondo volume intitolato Palazzi signorili nella Rezia italiana, una documentazione che tratta temi culturali, storici ed architettonici dei palazzi di pregio presenti sul territorio retico di Valtellina, Valchiavenna, Valposchiavo e Val Bregaglia. La nostra valle è ben rappresentata con circa 60 pagine, 4 residenze signorili presentate da Urbano Beti. Il volume è distribuito presso le migliori librerie, da Sondrio a Milano, da St. Moritz a Coira e anche a Zurigo. E’ anche presente nelle biblioteche svizzere che ne hanno fatto richiesta, tra cui la Biblioteca Nazionale della Confederazione a Berna. Per la Valposchiavo, il riferimento è presso il Comune di Poschiavo.

Il volume presenta vari argomenti, oltre alla descrizione di 30 palazzi storici. Il primo volume ha avuto e ha tuttora un ottimo riscontro di interesse sia grazie al tema trattato sia grazie agli aspetti culturali e storici presenti. “Lo scorso anno – afferma l’editore Livio Piatta – abbiamo avuto una tiratura di 3’500 copie, in parte acquistate da uno sponsor, la banca Credito Valtellinese, che ne ha fatto un utilizzo divulgativo come strenna di Natale. Ma abbiamo distribuito il volume attraverso le librerie (da Milano a Zurigo, Zugo, Lugano, Coira, Appenzello e molti altri luoghi) e i privati. Non solo, – aggiunge – il volume, avendo al suo interno anche le traduzioni, è stato chiesto anche da librerie inglesi e tedesche”.

Il contributo di Urbano Beti, già protagonista nel primo volume della collana, è proseguito anche sul secondo, grazie all’attiva collaborazione con l’editore: “Un rapporto di collaborazione – spiega il valposchiavino – iniziato già con il libro delle stüe. Quale responsabile dell’edilizia privata a livello comunale è evidente che mi interesso dell’edificato e in particolare della sostanza storica del borgo e delle frazioni, nonché dell’evoluzione degli insediamenti e degli edifici stessi nel corso dei secoli”. Le informazioni relative ai palazzi sono state reperite in diversi modi, aggiunge Beti: “Di solito i proprietari stessi degli edifici sono molto informati sulla storia degli edifici. Inoltre, ci sono fonti bibliografiche da poter consultare, oppure il Servizio monumenti”.

Il volume è autofinanziato dalla ditta di Livio Piatta, la World Images. “Poi – racconta l’editore – chiediamo sostegno a sponsor che si dimostrino sensibili al tema e al sostegno del territorio. La Credito Valtellinese è un esempio.
Rispetto al primo volume, – aggiunge – il secondo ha cercato di aprire e di approfondire i cosiddetti “scrigni di memoria”, in gran parte privati, con lo scopo di farli conoscere in un viaggio storico culturale ad un pubblico sicuramente ammirato da tanta bellezza e interessato alla cultura e alle vicende storiche delle famiglie. Le immagini sono testimonianza di quanta ricchezza culturale viene custodita nel territorio”.

L’interesse del pubblico spinge gli autori dell’opera a valutare un terzo volume. “Ma dovremmo avere  – spiega Piatta – più sostegno dagli enti preposti, in quanto l’aspetto finanziario è sempre importante per realizzare opere storico divulgative di questo tipo, essendoci molti mesi dedicati alla ricerca e alla realizzazione fotografica, con diversi autori coinvolti. Vorrei segnalare che anche la Biblioteca nazionale svizzera si è interessata per avere entrambi i volumi, dimostrando un notevole interesse”.

I palazzi recensiti per Poschiavo sono 7, 3 nel primo volume (a questi si aggiungono, grazie al contributo di Dario Monigatti, 2 di Brusio: Palazzi Besta e Misani) e 4 nel secondo (Albrici, Devon, Matossi Lendi e Semadeni). “Sicuramente – racconta Urbano Beti – ce ne sono molti altri ancora che possono essere recensiti. A partire dal palazzo Dorizzi di San Carlo, che è l’unico ubicato in una frazione, e molti altri ancora, prevalentemente nel borgo. Va anche detto – conclude – che questi palazzi hanno il loro pregio estetico, ma la loro forza è data dalla presenza urbanistica nel contesto, penso in modo particolare al quartiere dei palazzi”.


Marco Travaglia