Schiusi e liberati

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Luca 4.14 – 21
Sermone del 27 gennaio 2019

Il culto è stato registrato e si può riascoltare al seguente indirizzo:
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14 Gesù, nella potenza dello Spirito, se ne tornò in Galilea; e la sua fama si sparse per tutta la regione. 15 E insegnava nelle loro sinagoghe, glorificato da tutti.

16 Si recò a Nazaret, dov’era stato allevato e, com’era solito, entrò in giorno di sabato nella sinagoga. Alzatosi per leggere, 17 gli fu dato il libro del profeta Isaia. Aperto il libro, trovò quel passo dov’era scritto:

18 «Lo Spirito del Signore è sopra di me, perciò mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato per annunciare la liberazione ai prigionieri e il ricupero della vista ai ciechi; per rimettere in libertà gli oppressi, 19 per proclamare l’anno accettevole del Signore».

20 Poi, chiuso il libro e resolo all’inserviente, si mise a sedere; e gli occhi di tutti nella sinagoga erano fissi su di lui.

21 Egli prese a dir loro: «Oggi, si è adempiuta questa Scrittura, che voi udite».

Cara comunità, la scorsa settimana, la foto di Instagram più gradita per quasi un anno è stata buttata giù dal suo trespolo. Sul trono del social media per tanto tempo c’è stato un tenero scatto di un neonato che stringeva il pollice della famosa mamma. Quale avvincente foto avrà mai buttato giù dal podio questo tenero scatto? La foto di un uovo. Non è un uovo esotico, raro o situato in un luogo pittoresco. È solo un comune uovo marrone di gallina su sfondo bianco, ma perché un uovo comune ha suscitato tanto interesse? L’uovo è straordinario nella semplicità della sua struttura, è una meraviglia ingegneristica. È una delle creazioni più straordinarie in questo mondo. È stato definito il design più perfetto al mondo. È progettato per proteggere e nutrire una nuova vita che entra in questo mondo.

Nel Vangelo di oggi, Gesù torna in Galilea per insegnare il suo messaggio nelle sinagoghe, liberando le persone da quello degli scribi. Gesù si presenta e “posta” l’immagine perfetta del suo uovo nella sinagoga di casa. Prende il rotolo di Isaia, cerca e trova il testo con cui spiegare il suo messaggio: lo Spirito del Signore è su di me… è un passo perfetto, come un uovo per descrivere con cura, l’inizio e il fine della sua missione, che è già iniziata. Lo Spirito del Signore è già su di lui e lui è la presenza divina promessa dal Padre. Gesù prende il messaggio dalle parole del profeta Isaia ma ne dà un senso che sorprende i suoi paesani. Quel brano è la consacrazione del messia. Gesù mostra l’uovo perfetto della missione divina per il mondo. L’uditorio però riceve quel messaggio come se fosse un uovo marcio. Perché? Gesù è nella sua città natale, Nazareth, in mezzo a un uditorio difficile, il luogo in cui andava ogni sabato per essere parte della comunità. Ai loro occhi egli è solo il ragazzino locale che è tornato a casa, è una parte integrata di quella comunità, diranno al v. 22: ma costui non è il figlio di Giuseppe? Quella sinagoga sarà stata un semplice capanno, con qualche panca e un piccolo pulpito dal quale leggere la Tora e i profeti. Non sappiamo che cosa si sarebbe dovuto leggere quel sabato, ma non importa. Sappiamo solo che Gesù cercò proprio quel testo di consacrazione del messia in Isaia per lanciare la sua missione fra le mura di casa. Quel testo era tanto semplice quanto straordinario nella struttura, proprio come un uovo.

Per i suoi uditori fu scioccante sentire che “il figlio di Giuseppe” avesse indossato il mantello di Isaia. Un giovane visto crescere, ora si proclamava come l’unto dal Signore per portare la Buona Notizia. “Io sono quello che tutti voi aspettate da secoli”, ecco la sorpresa, ma il rifiuto è per il contenuto del suo intervento: io sono mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista, a rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l’anno di grazia del Signore, la liberazione nel paese di tutti gli abitanti. Poi Gesù si ferma, e non avrebbe potuto, perché il versetto continua con quello che voleva sentire arrivare il popolo: il giorno di vendetta del nostro Dio. È questo che attendono, ma Gesù non è d’accordo né con Isaia, né dà al popolo quello che vogliono sentire, ma solo la Parola di Dio. E Dio ha solo una parola di grazia, non di vendetta. La tensione è massima: Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. La lettura è finita. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Gesù accende la miccia che fa esplodere l’ira: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». E l’evangelista aggiunge “con i vostri orecchi”. Perché? Prepara il rifiuto con le parole di Ezechiele: Figlio dell’Uomo tu abiti in mezzo a una genia di ribelli che hanno occhi per vedere e non vedono, hanno orecchi per udire e non odono. Il messaggio di Gesù non incarna l’attesa di un messia vendicatore che rende grande la nazione ma porta la Buona Notizia di liberazione ai poveri, ai ciechi, agli oppressi e agli emarginati in un sistema politico – religioso che emargina e opprime. Gesù disegna linee oltre le attese delle persone che volevano udire solo della “loro” liberazione. Loro attendono: prima noi, la nostra liberazione e benessere. No, a tutti, partendo da chi soffre, spiega Gesù.

Il cristianesimo ha ripreso la simbologia legata all’uovo come simbolo di vita e di resurrezione, collegandola alla Pasqua, in cui si celebrano la risurrezione di Gesù il Cristo e la vita con Dio. L’uovo racchiude dentro una nuova vita, così come il sepolcro, vuoto, rappresenta la resurrezione dopo la morte. L’annuncio di Gesù parla di una schiusa d’uovo, di fedeltà. A Gesù non interessa coccolare un vecchio nido di attese marcie. Una nuova schiusa è cominciata e il risultato inizia a vedersi nei discepoli che accolgono il suo messaggio. L’espressione ‘Uovo di Colombo’. Si usa per descrivere un modo banale di risolvere un problema che sembrava senza soluzione. Si narra che Cristoforo Colombo venne invitato a una cena al ritorno dalle Americhe e che durante il banchetto dei gentiluomini spagnoli cercarono di sminuire le sue imprese: chiunque ci sarebbe riuscito. Colombo li sfidò a mettere un uovo diritto sul tavolo, senza che cadesse. Non riuscendoci, i gentiluomini sfidarono Colombo a farlo: il navigatore batté leggermente l’uovo sul piano e lì lo lasciò, dritto e fermo. Gli spagnoli dissero che anche loro potevano averlo fatto e Colombo rispose: è vero, però l’ho fatto io. Il messaggio di Isaia come lo interpreta Gesù è “l’uovo di Colombo” della Parola di Dio, una soluzione facile a un problema in apparenza insolubile: anche i più esclusi sono nella sua mente. È questa inclusione che fa infuriare la folla e genera rifiuto. Nazareth, una comunità in lotta per la sopravvivenza, voleva udire solo della propria salvezza, non quella degli altri, non di chi era considerato infedele, immorale o straniero. Gesù, portando l’amore perfetto per tutti in questo mondo perché Dio lo ama e lo ha mandato per riportarlo a sé, alza l’uovo perfetto. A costo della morte in croce perché includere ogni persona, significa donarsi in modo totale.

Questo messaggio ci ricorda la necessità di crescere, di maturare nella fede, di rompere il guscio dei luoghi stagnanti e delle vecchie forme per abbracciare la libertà del discepolo. C.S. Levis disse: è una trasformazione difficile passare da uovo a volatile, sarebbe ancora più difficile per un uovo imparare a volare restando tale. Al momento noi siamo uova, ma non possiamo continuare a esserlo per sempre. Dobbiamo schiuderci o marciremo. L’opposizione che Gesù ha avuto mettendo l’uovo diritto sarà la tua quando ti schiuderai. Quando rompi il guscio, è sempre una violenta rottura e si ha confusione. Le persone si oppongono al cambio per una ragione: rompi quelle antiche convenzioni, che ti danno sicurezza, a costo della vita vera. Tu, innovatore, sei visto come disonesto, ingannatore e impostore. Come con l’uovo di Colombo, nessuno pensa a rompere l’uovo, perché viola una convenzione, ma una volta che il guscio è rotto, chiunque può farlo e non è un problema. C’è bisogno di crescere anche se porta confusione e violenza.

Gesù è inclusivo. Mette le sue uova nel cesto di Isaia. Sei anche tu inclusivo? Le tue uova sono nel cesto di Gesù? E si stanno schiudendo? Stai uscendo da vecchi preconcetti e dalle camicie di forza dei fanatismi, per imparare a volare nello Spirito? Sei pronto al trambusto che porta l’innovazione e ai contraccolpi che arrivano quando ti liberi delle convenzioni? Gesù sarà lì con te, chiamandoti ad andare avanti, portandoti da embrione, a pulcino e poi a volare come un uccello. È tempo di volare cara Chiesa. Questo è un tempo di esclusione e ricerca della salvezza privata, si respira troppo odio in giro. È tempo che le nostre uova si schiudano. Gesù porta liberazione nella nostra storia e vita. Schiuditi Chiesa!

Appunti per la predicazione del pastore Antonio Di Passa