CTL fallito, si apre la partita sull’immobile

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Martedì 5 febbraio, il presidente del Cda Karl Heiz ha depositato in tribunale la richiesta di fallimento del Centro Tecnologico del legno, un passo obbligato visto che le perdite hanno ormai raggiunto i 100’000 franchi di capitale proprio. La comunicazione ufficiale è arrivata il giorno stesso, a mezzo di un comunicato stampa.

“Siamo delusi – ha dichiarato Heiz a Grigioni Sera – ma dobbiamo arrenderci all’evidenza, abbiamo provato, ma adesso dobbiamo tirare le conseguenze”. Dopo 2 anni passati a cercare possibili acquirenti e soluzioni, vedasi, per esempio, l’Accademia Gualtiero Marchesi, e un 2018 rimasto in piedi grazie agli affitti pagati dal Comune per utilizzare gli spazi dello stabile, il centro transfrontaliero di formazione ha dovuto arrendersi al suo destino, nonostante, solo negli ultimi 6 mesi, siano state avviate altre due trattative con altrettanti gruppi, interessati a comprare la società; la richiesta economica troppa alta avrebbe però sancito il fallimento della trattativa e ora lo stabile pare destinato a finire all’asta con lo scopo di pagare i creditori, tra i quali figurano un istituto di credito, il Cantone e la Confederazione.

Le cause dell’insuccesso del Centro Tecnologico del Legno paiono molteplici. Nonostante, secondo il presidente del Cda, la collaborazione con i partner italiani sia stata ottima (“hanno fatto quello che potevano”), per Karl Heiz hanno pesato fortemente i mancati investimenti in attività di reclutamento, determinati dal cambio sfavorevole franco/euro e dalla crisi economica.

Karl Heiz all’inaugurazione del CTL nel 2015

Tra gli scettici in merito alla riuscita del progetto si è da sempre schierato il gruppo UDC che, sul finire del 2017, aveva sottoposto al Consiglio comunale di Poschiavo anche un postulato con il quale si tentava di far luce sul destino della struttura. “Il deposito del bilancio della CTL SA – dichiara a Il Bernina il portavoce Fulvio Betti – non stupisce. Purtroppo, il progetto non è mai decollato ed è andata persino peggio di quanto avevamo previsto nel 2013, quando abbiamo promosso il referendum contro la concessione del credito. Anche le indicazioni circa un’attività ridotta del CTL si sono rivelate infondate. Questo epilogo – aggiunge – va ricondotto a valutazioni ampiamente errate in fase di progettazione, come pure a un impiego inappropriato delle risorse in fase di realizzazione. Arrivo a queste conclusioni riprendendo quanto emerso in seguito al postulato UDC dell’11 settembre 2017 relativo a questa tematica”.

Se da una parte il progetto imprenditoriale, iniziato nel 2015, è ufficialmente fallito, rimane tuttavia aperta la partita che riguarda lo stabile, costato, a suo tempo, tre milioni di franchi. “Per quanto riguarda l’immobile – questo il parere di Betti – ritengo che in futuro l’utilizzo debba rientrare in ambito privato in quanto l’utilizzo pubblico della struttura a titolo di prova nel 2018 non ha dato buoni esiti. Fra l’altro si tratta di un edificio tipicamente artigianale situato in zona artigianale, per cui ritengo giustificato un utilizzo conforme a queste caratteristiche”.

Fulvio Betti, portavoce dell’UDC Poschiavo

Cosa succederà ora? L’amministrazione comunale di Poschiavo ha qualche piano a riguardo? “Il Comune – afferma a Il Bernina il Podestà Giovanni Jochum a nome del Consiglio comunale – ha preso atto del comunicato diffuso dal Consiglio di Amministrazione del Centro Tecnologico del Legno S.A. (CTL) ed è dispiaciuto del fatto che il progetto iniziale non abbia avuto il successo sperato”.

“L’Esecutivo – aggiunge il primo cittadino – ha il compito di valutare tutti i temi d’interesse comunale. Nello specifico sappiamo che l’edificio denominato CTL potrebbe adeguarsi a diverse tipologie d’utilizzo, tra le quali quella di edificio polifunzionale. La procedura fallimentare è regolata dalla legge. Nel rispetto delle competenze, anche il Consiglio Comunale valuterà le opportunità che potrebbero nascere da tale processo. Se le premesse sono date per adempiere a delle esigenze comunali, – conclude Jochum – l’esecutivo le presenterà alla Giunta e le sottoporrà a votazione popolare”.


Marco Travaglia