Acquisto immobile CTL, tra i partiti prevale la cautela

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Ora che il Centro Tecnologico del Legno è fallito, una nuova partita si è aperta per quanto riguarda il suo immobile, che pare destinato a finire all’asta con lo scopo di pagare i creditori. Tra i possibili acquirenti potrebbe figurare il comune di Poschiavo, che potrebbe utilizzare lo spazio, per esempio, come centro polifunzionale. A questo proposito, i partiti si dimostrano, al momento, prevalentemente cauti.

Il più scettico rispetto a questo tipo di soluzione appare l’UDC che, per bocca del suo portavoce, Fulvio Betti, aveva espresso al nostro giornale l’idea che, in futuro, “l’utilizzo debba rientrare in ambito privato in quanto l’utilizzo pubblico della struttura a titolo di prova nel 2018 non ha dato buoni esiti. Fra l’altro – aveva aggiunto – si tratta di un edificio tipicamente artigianale situato in zona artigianale, per cui ritengo giustificato un utilizzo conforme a queste caratteristiche”.

Piuttosto scettica, in merito all’acquisto dell’immobile, appare anche la posizione del PLD. Secondo il suo presidente, Fabio Zanetti, la deposizione dei bilanci da parte della CTL SA è “una notizia tutt’altro che piacevole per quelli che hanno sostenuto la proposta di realizzare una scuola del legno. All’idea iniziale, condivisa e sostenuta anche dal PLD, ha lasciato spazio la discutibile decisione di investire gran parte delle risorse in un progetto immobiliare, compromettendo di fatto il raggiungimento degli obbiettivi che la società si era posta. Dopo le numerose defezioni, – ha aggiunto – i rimanenti membri del consiglio di amministrazione hanno fatto il possibile per rimediare alla difficile situazione creatasi, cercando di vendere o affittare l’immobile. Ma i corposi investimenti legati alla ristrutturazione e la non facile riqualifica del sito in una nuova attività commerciale hanno obbligato il CdA a gettare la spugna. L’immobile in Vial da la Stazion, con i suoi ampi spazi, ha sicuramente contribuito alla buona riuscita dell’Expo Valposchiavo. Tuttavia, – ha concluso la sua analisi il presidente del PLD – un eventuale acquisto della proprietà da parte del comune va valutato con estrema cautela“.

Secondo il primo partito comunale, il PDC, toccherà all’Esecutivo valutare il da farsi: “Ci dispiace – ha affermato il portavoce Graziano Crameri – che il progetto non sia riuscito a partire. Adesso sarà compito del Consiglio Comunale valutare se e quali possibilità ha il comune di Poschiavo di poter aproffittare dell’immobile situato, secondo noi, in una posizione strategica all’interno del nostro paese”. L’acquisto, insomma, secondo il PDC, rimane una strada percorribile, cosa che, d’altra parte, aveva annunciato al nostro giornale anche il podestà Giovanni Jochum: “Se le premesse sono date per adempiere a delle esigenze comunali, – aveva dichiarato il primo cittadino facendosi portavoce dell’intero consiglio comunale – l’esecutivo le presenterà alla Giunta e le sottoporrà a votazione popolare”.

Possibilista si è espresso anche il presidente di Poschiavo Viva, Ivan Pola. “La notizia del fallimento, dopo che le attività al CTL sono calate drasticamente, – ha dichiarato in entrata – non mi ha sorpreso più di quel tanto, era nell’aria da alcuni mesi, solo la tempistica sull’annuncio era sconosciuta. Ora si tratterà di ricavarne il meglio per le parti interessate. È comunque affrettato azzardare una soluzione. Prima di tutto bisogna conoscere l’entità del debito scoperto, chi avanza delle pretese e chi è interessato all’acquisto. Un ruolo importante – ha aggiunto – lo giocherà il Cantone come maggior investitore, senza dimenticare la banca che ha concesso l’ipoteca. Saranno queste due istituzioni, in primis, a dire la loro e a dettare i parametri sulla vendita. Gli altri attori hanno un ruolo di peso minore, potrebbero però rientrare in partita se i primi non dovessero dimostrare interesse. Il tutto verterà sulla cifra d’asta”.

Secondo il presidente di Poschiavo Viva, “prima di valutare una proposta di acquisto, sempre che il prezzo sia ritenuto interessante, è necessario avere le idee ben chiare sull’uso futuro dello stabile. Senza un concetto concreto, sicuro e autofinanziabile l’acquisto per il Comune non sarà realizzabile. È comunque ancora presto, – ha concluso il ragionamento – la partita si è appena aperta e le valutazioni si potranno fare solo quando tutti i tasselli del mosaico saranno sul tavolo. A quel momento bisognerà però essere pronti se si volesse calare la carta vincente”.


Marco Travaglia