Serata dedicata a filmati d’archivio della RSI sulla Valposchiavo

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    Venerdì 15 febbraio 2019 alle 18, nel salone della Tor a Poschiavo si è svolta la proiezione di numerose immagini conservate nelle teche della RSI proposte dalla CORSI (Società cooperativa per la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana).

    Tanti filmati d’archivio per raccontare la storia della valle, partendo dai lontani anni ’30 arrivando fino ai giorni nostri, i quali hanno fatto da spunto ad un colloquio tra il pubblico e gli ospiti sul palco. Moderati magistralmente da Fabrizio Casati ci hanno raccontato le loro impressioni Emanuele Bontognali, Giovanna Giuliani-Crameri e Guido Lardi.

    La CORSI (Società cooperativa per la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana) è la società regionale che rappresenta gli utenti di lingua italiana della radiotelevisione di servizio pubblico in Svizzera, cioè gli ascoltatori e gli spettatori della RSI. La sua missione consiste nel fare da garante sui contenuti e sulla qualità dell’offerta editoriale e dei programmi, nel rispetto del mandato federale. Questo compito di vigilanza spetta principalmente ai suoi organi istituzionali.

    La CORSI è però anche chiamata a promuovere e mantenere vivo il dibattito sul ruolo del servizio pubblico radiotelevisivo, creando opportunità di dialogo e di incontro fra la popolazione e i collaboratori della RSI, contribuendo così a radicare l’azienda nel suo territorio di riferimento.

    Gli eventi e le iniziative della CORSI rappresentano un’occasione unica per confrontarsi con tutte le fasce di pubblico e raccogliere opinioni, attese e suggerimenti utili che la società cooperativa può trasmettere ai responsabili delle trasmissioni e dei vari dipartimenti (https://www.corsi-rsi.ch).

    Dopo le presentazioni e i ringraziamenti di rito ci immergiamo con Gritli Olgiati nella storia della sua coperta ricamata. Un viaggio attraverso la vita di questa grande donna poschiavina che incarna perfettamente le difficoltà che ancora oggi devono affrontare i giovani con l’obbligo di dover lasciare la valle per poter studiare o trovare un futuro lavorativo. La rivalità linguistica e di fede la fa da padrone nel filmato seguente, dove tramite racconti di ricordi viene messo a nudo il secolare conflitto che esisteva tra la comunità cattolica e quella protestante.

    Poi in una raccolta che spazia su vari anni l’onnipresente Trenino del Bernina ci porta alla riscoperta della sua storia e di ciò che questa ha portato in termini turistici e economici alla valle. Passando dunque ad una panoramica raccontata da Grytzko Mascioni (scrittore svizzero oriundo di Brusio) che ci fa vedere la nostra valle da un’altra prospettiva mescolata di nostalgia e rimpianto. Il clima ludico e sportivo di “Giochi senza frontiere” ci riporta a ridere e tifare per gli sforzi dei nostri concittadini nelle varie sfide. Un programma ideato per unire tutti i paesi d’Europa dimenticando ideologie politiche o rivalità storiche.

    Passiamo poi ad un capitolo doloroso della storia valligiana in quella che viene denominata impropriamente come “santa alluvione”. Molteplici filmati ci fanno rivivere quei drammatici momenti per poi volgere, sia tramite il video che con la discussione, sul lato collaborativo dei poschiavini che in poco tempo hanno ricostruito, forse anche meglio di prima, ciò che la forza della natura aveva devastato. Un evento che ha dato ulteriore linfa all’imprenditoria poschiavina.

    Passiamo poi ad un altro capitolo buio della nostra storia: lo sterminio delle streghe. Lo scempio protratto grazie all’ignoranza e alla superstizione verso povere anime, forse d’intralcio per le loro idee, che venivano torturate ed uccise con l’assenza di prove concrete per poterle condannare. Ritorniamo a parlare dell’emigrazione grazie al documentario “Il Café Suizo”. Molti concittadini hanno cercato fortuna all’estero in passato, spaziando dai vicini stati europei (Spagna, Paesi Bassi, Ucraina, ecc…) come pure oltreoceano (Stati Uniti, Australia, ecc…), per poi tornare in patria e contribuire economicamente allo sviluppo valligiano o rimanendo all’estero a portare lustro al nome del paese.

    Passiamo infine a tre spezzoni che raccontano della costruzione delle scuole di Brusio, grazie ad artisti locali, alle marmitte dei giganti e al loro prezioso contributo al turismo della valle, contributo reso possibile grazie ai molteplici sforzi di chi si occupa di esse ed infine ai giovani degli anni ’70 che hanno dovuto – e devono tutt’oggi purtroppo – lasciare la valle ed andare oltre Bernina. Questo ci ricollega, come un filo rosso, alla coperta ricamata vista all’inizio della serata.

    Un evento che ci ha dato l’opportunità di capire quanto sia importante ciò che la CORSI fa per salvaguardare il nostro patrimonio culturale grazie al suo archivio storico. Molte discussioni sono poi proseguite, alla fine, davanti ad un bellissimo rinfresco.


    Paolo Marveggio (foto: Selena Raselli)