Selvaggina della Valposchiavo in buona condizione, importante non disturbarla

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    Immagine dal sito: stop-fuetterung.ch

    L’arrivo tardivo della neve in questa stagione invernale ha fatto riflettere sulla condizione della selvaggina in Valposchiavo; nei circoli di appassionati ci si domanda soprattutto quali effetti questa situazione avrà sulla prossima stagione venatoria. Contattato da Il Bernina, il Guardiacaccia Arturo Plozza risponde alle domande in merito e sottolinea l’importanza della quiete, particolarmente in questo periodo, per la sopravvivenza degli animali selvatici.

     

    Quest’inverno un po’ particolare ci ha fatto attendere la neve fino alla fine del mese di gennaio. Alla luce di queste peculiari condizioni climatiche, può dirci quali effetti avete riscontrato sugli animali selvatici? 
    La selvaggina è pronta per affrontare i rigori dell’inverno e fino a fine gennaio ha approfittato di condizioni eccezionali, in particolare per la mancanza di neve. Questo le ha permesso di rimanere ben ripartita sul territorio, in particolare nella fascia dei monti e maggesi, dove ha goduto della necessaria tranquillità e dove ha potuto spostarsi senza problemi. La selvaggina è in buona condizione, in un ambiente e in uno stato ottimale per la stagione. Questo viene confermato dal fatto che non si è a conoscenza di nessun particolare scompenso e di nessun sintomo di malattie. Pochi i capi periti rinvenuti finora e pochi gli incidenti sulle strade.
    La strategia principale della selvaggina per superare l’inverno è quella di rimanere tranquilla e limitare gli spostamenti. Non serve una particolare offerta alimentare in quanto il metabolismo viene ridotto e le riserve di grasso sopperiscono alla carenza di cibo.

    In generale, negli ambienti si sente parlare di un calo della selvaggina, può confermarcelo?  Questo implicherà un aumento di contingente per la caccia speciale il prossimo anno? 
    In generale la consistenza degli effettivi di ungulati in Valposchiavo è stabile o in leggera crescita. Per il cervo, invece, la tendenza è di costante crescita. Questo anche dopo il rigido inverno 2017/18 e il forte prelievo venatorio della caccia alta 2018.
    Il capriolo è la specie che a livello di consistenza ha subito un certo calo, ma nulla di drammatico; questa specie sa riprendersi più velocemente di altre. Costanti nel numero, inoltre, gli effettivi di camoscio e di stambecco.
    Per il cervo è previsto l’allestimento di un piano di prelievo sulla scorta del rilevamento primaverile e di tutti i parametri di valutazione che annualmente, ai sensi di una pianificazione sostenibile, vengono analizzati. Infine, il piano dipende dall’obiettivo gestionale che, al momento, per il cervo è quello di non lasciar incrementare ulteriormente la consistenza (l’obiettivo è stabilizzare e/o localmente ridurre).
    Nel capriolo la pianificazione del prelievo dipende dal numero di maschi abbattuti durante la tradizionale caccia alta. E’ utile ricordare che la caccia speciale è solo un mezzo per raggiungere gli obiettivi di regolazione che si basa sul sistema di caccia grigionese (caccia in due distinte fasi).

    Immagine dal sito: stop-fuetterung.ch

    A metà gennaio, nel Grigioni settentrionale, sono state avviate diverse misure di acquietamento a beneficio degli animali selvatici, dopo le forti nevicate. Qui in Valposchiavo tali misure di protezione temporanee sono attive o non sono necessarie? 
    Nessuna misura particolare è stata necessaria grazie alle condizioni oltremodo favorevoli. Ricordo che nei Grigioni vige il divieto di foraggiamento della selvaggina. Solo in casi eccezionali si possono mettere in campo misure straordinarie relative al soccorso alimentare per gli ungulati in difficoltà, in situazione di inverni particolarmente rigidi e ricchi di neve.

    Proprio a proposito, un’altra preghiera che arriva dall’Ufficio per la Caccia e la Pesca è quella di tenere i cani sempre al guinzaglio e di non foraggiare la fauna selvatica. In estrema sintesi di non disturbare in alcun modo il loro habitat naturale. In questo senso quali sono i suoi consigli ai valposchiavini?
    Gli animali selvatici hanno soprattutto bisogno di quiete e di non essere costretti a un’inutile spreco di energie per darsi alla fuga. In questo senso tenere i cani al guinzaglio è importante, soprattutto d’inverno e in zone dove si può contare sulla presenza di selvaggina. Per quanto concerne il foraggiamento, che ricordo di nuovo è vietato, indico un interessante link: stop-fuetterung.ch; si tratta di una pubblicazione che illustra molto bene la tematica.


    A cura di Ivan Falcinella