Ripari fonici sulla circonvallazione di Miralago, una chimera?

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Con lo sfruttamento delle acque del lago per la produzione di corrente elettrica, più di un secolo fa, Miralago subì profondi mutamenti. Ora però il paesello si sta nuovamente preparando a importanti modifiche del suo territorio: l’avanzamento artificiale della riva del lago di alcuni metri verso nord, il rifacimento del tracciato ferroviario e della stazione, la creazione di un laghetto artificiale presso l’emissario del fiume, la costruzione di un porticciolo d’attracco per la “Sassalbo” e la realizzazione di un nuovo svincolo sulla strada cantonale a sud del paese. Tutto ciò sarà di grande utilità pubblica e potrà rivalorizzare il villaggio, come giustamente sottolineato da Antonio Platz nel suo ampio resoconto apparso su “Il Grigione Italiano” il 6 settembre 2018. Anche Livio Luigi Crameri, nell’edizione del 25 ottobre 2018 dello stesso settimanale, si è occupato dei grandi progetti previsti a Miralago, soffermandosi in particolare sulla problematica del rumore. A beneficio di una maggiore comprensione di quest’ultima problematica, la seguente esposizione mira a spiegarne i retroscena.

 

Lo scaricabarile delle amministrazioni pubbliche
Il primo a rivendicare la posa di ripari fonici sulla circonvallazione cantonale a sud del paese è stato Bruno Pianta, proprietario di un immobile a Miralago. Le sue prime richieste di chiarimento, rivolte per iscritto al Comune di Poschiavo, datano infatti già del 2004. Negli anni seguenti lo scambio di corrispondenza è proseguito poi con gli uffici cantonali e federali competenti in materia. Le sue rivendicazioni, sostenute anche dagli altri residenti del villaggio lacustre, si fondano sul continuo aumento di rumore e polveri fini provocato dal traffico di transito e dagli automezzi pesanti provenienti dalla cava di inerti della Motta di Miralago. Il carteggio assume a tratti i contorni di una battaglia in cui il singolo cittadino sembra trovarsi paradossalmente a lottare ad armi impari contro la complessità della burocrazia.
I vari funzionari pubblici non si sono certo risparmiati nel dare spiegazioni, ma in ultima analisi i numerosi rimpalli tra un ufficio e l’altro attestano di un’incapacità – se non della mancanza di volontà – nel volere affrontare la problematica in modo risolutivo. A complicare le cose vi è anche la circostanza storico-politica, in questo caso sfavorevole, per cui il centro abitato di Miralago risulta essere diviso a metà fra i territori del comune di Brusio e quello di Poschiavo, impendendo così un’azione più concertata a livello cantonale. A testimonianza di questo fatto, su sollecitazione degli abitanti del paese (rappresentati dal Consorzio acqua potabile e fognature di Miralago) una prima misura per limitare l’impatto fonico della strada cantonale sulle case del paese è stata introdotta nell’autunno del 2017 con il limite di velocità a 60 km/h: ma solo nel tratto di circonvallazione brusiese, mentre la richiesta sorta in seno all’Assemblea del consorzio mirava a una limitazione lungo tutto il tratto di circonvallazione che costeggia le case, dallo svincolo sud fino a quello nord, ed era stata inviata ad entrambe le amministrazioni comunali.

Un rebus di leggi, numeri e statistiche
Dura lex sed lex dicevano gli antichi Romani. Così, spulciando fra l’incarto che Bruno Pianta mi ha gentilmente messo a disposizione, si evince la sensazione che per accedere a un contributo cantonale inerente misure di contenimento del rumore manchino curiosamente sempre solo pochi punti su una scala di valori fissata a livello federale. I valori limite sono infatti descritti nell’Ordinanza contro l’inquinamento fonico (814.41), dove all’art. 43 vengono pure definiti i quattro gradi (o zone) di sensibilità al rumore.
Tutti i centri storici della valle fanno parte del grado III, ossia di zone “in cui sono ammesse aziende mediamente moleste, segnatamente le zone destinate all’abitazione e alle aziende artigianali (zone miste) e quelle agricole”. Per il grado III vige un valore limite d’immissione di 65 dB(A) il giorno e 55 dB(A) la notte. Se i valori vengono superati il gestore della strada deve provvedere a misure di limitazione dell’inquinamento acustico. Il valore d’allarme è invece fissato a 70 db(A): oltre questo valore i proprietari d’immobili hanno direttamente diritto a un contributo per misure di insonorizzazione (come ad esempio la sostituzione degli infissi).

Per meglio spiegare l’unità di misura in db(A) – corrispondenti alla curva isofonica dell’orecchio umano – inseriamo qui sotto una tabella con l’indicazione in scala degli influssi sulla nostra percezione delle emissioni acustiche.

Fonte: http://www.suonoevita.it

In Svizzera il valore in db(A) del rumore proveniente dal traffico stradale si calcola anche senza fonometro grazie a una complessa formula matematica e sulla scorta dei dati statistici provenienti dai diversi punti di misurazione del traffico distribuiti sul territorio. Il punto di rilevamento del traffico più vicino a Miralago è quello di Brusio-Nord. Applicando la formula di cui sopra, nella parcella in cui si trova l’immobile di Bruno Pianta, a febbraio 2018 è stato calcolato un valore medio diurno di 62.7 db(A) e uno medio notturno di 49.4 db(A). Quindi – anche se di poco – i valori non superano i limiti d’immissione.
Se però il nucleo di Miralago facesse parte di un azzonamento con grado di sensibilità II, ossia delle zone “in cui non sono ammesse aziende moleste, segnatamente le zone destinate all’abitazione e quelle riservate agli edifici e impianti pubblici”, il valore limite d’immissione si abbasserebbe a 60 db(A) il giorno e 50 db(A) la notte, obbligando verosimilmente il Cantone a mettere in atto misure di contenimento acustico, come ad esempio ripari fonici presso la strada cantonale.

Scarse probabilità per una realizzazione di ripari fonici
Leggi, cifre e ragionamenti sopra esposti aiutano innanzitutto a capire perché un contributo cantonale per la posa di ripari fonici lungo la strada cantonale nei pressi di Miralago non è dovuto per legge.
Pertanto allo stato attuale l’installazione di una struttura contro l’inquinamento acustico provocato dai mezzi in transito sulla H29, che avrebbe un costo approssimativo di CHF 1’500.- per m², andrebbe interamente a carico dei proprietari degli immobili. Il Cantone, dal canto suo, come dichiarato in uno scritto inviato a Bruno Pianta non avrebbe nessun tipo di obiezione a una simile installazione qualora avvenisse sotto il suo coordinamento e la sua direzione. In questo contesto è importante ricordare che i lavori di finitura del manto stradale della circonvallazione sono imminenti e che più tardi, verosimilmente, si aprirà ancora un altro importante cantiere per l’ampliamento dello svincolo sud.
In una lettera inviata ai due Comuni della Valposchiavo il 4 luglio 2018 dall’attuario del Consorzio acqua potabile e fognature di Miralago, Sergio Gurini, si legge: “I cittadini di Miralago sono disposti, a determinate condizioni e nei limiti ragionevoli, ad assumersi una parte dei costi di tale infrastruttura”. Sembra quindi evidente che senza un sostegno finanziario da parte dei Comuni, di Repower e della Ferrovia retica, il progetto non può che rimanere un sogno nel cassetto. Nemmeno l’esistenza di un programma di risanamento fonico per il paese di Miralago risalente al 2005, indicato in una lettera del 19 ottobre 2017 dal Comune di Poschiavo a Roberto Rampa, è particolarmente confortante. Tutto sommato però, qualora si trovasse una chiave di ripartizione delle spese, si tratterebbe di mettere l’installazione di barriere fonoassorbenti fra le priorità dei lavori di riqualificazione del villaggio che avverranno nei prossimi anni.
Un’altra ipotetica via per la realizzazione di ripari fonici sembrerebbe essere quella di inserire il nucleo del paese nella zona II di sensibilità al rumore (cambio di azzonamento). Una misura che, grazie ai valori limite in db (A) inferiori rispetto all’attuale zona III, permetterebbe di attingere a finanziamenti cantonali. Ma da quanto evinto da un colloquio avuto presso l’Ufficio tecnico del Comune di Poschiavo, per una loro caratteristica intrinseca, tutti i nuclei storici e le vecchie contrade del nostro territorio non rispondono ai criteri per rientrare nella zona II di sensibilità al rumore. Sul territorio di Poschiavo esistono già alcune aree urbanizzate con questo grado di sensibilità, ma si tratta di aree residenziali di recente pianificazione, distanti dalle principali arterie stradali e in cui non è possibile installare alcun tipo di attività artigianale o industriale.

Per ragioni morfologiche e per la sua collocazione al di sotto del profilo stradale, a mio avviso Miralago rappresenta comunque un caso piuttosto eccezionale, se non unico nel panorama valligiano, in cui una barriera fonica nei pressi della strada cantonale potrebbe essere realizzata, anche se rimarrebbe aperta la questione dell’impatto paesaggistico di una simile costruzione. E qui andrebbe aperto un ulteriore capitolo su cosa sia più importante per il bene pubblico: lo sguardo idilliaco sul paesello che s’affaccia sul lago oppure il fastidio di chi abita le case vicino a una fonte di rumore?
In ogni caso sembrerebbe probabile che, introducendo una limitazione a 60 km/h lungo tutto il tratto di circonvallazione (dallo svincolo sud a quello nord) e costruendo una parete fonoassorbente nei pressi del suo nucleo di case, il villaggio di Miralago possa tornare a ripopolarsi – fosse anche solo di villeggianti durante i mesi estivi – e soprattutto migliorare la qualità di vita di chi vi risiede tutto l’anno: a beneficio dell’industria turistica e delle casse di entrambi i Comuni.


Achille Pola