Piccoli passi: un buco nero in cucina

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Quando si parla di misure per combattere il cambiamento climatico, uno degli argomenti più usati dalle persone contrarie è che il costo delle misure necessarie per rendere la nostra società ecologica è troppo alto. Questa affermazione mi fa sempre arrabbiare, un po’ perché a mio modo di vedere è sbagliata. È vero che i panelli solari, le auto e gli impianti eolici richiedono grandi investimenti, ma le conseguenze che il surriscaldamento climatico avranno sull’economia mondiale se non facciamo nulla saranno molto più costose rispetto alle misure necessarie per evitarlo. Inoltre, ciò che molte persone non sanno è che spesso le soluzioni ecologiche permettono di risparmiare soldi, oltre che a diminuire le emissioni di gas a effetto serra. Questo non vale solamente per interventi su larga scala, ma anche per le piccole cose che ognuno di noi può fare tutti i giorni per rendere il proprio stile di vita più ecologico.

Uno degli esempi migliori in questo senso è la riduzione dello spreco di derrate alimentari. Nell’ultimo articolo sulla carne abbiamo già visto come la produzione di ciò che mangiamo abbia un grande impatto sul nostro clima. Naturalmente, ognuno di noi deve mangiare ogni giorno, ed è impossibile sfamare l’intero pianeta senza utilizzare delle risorse. Ciò che però possiamo e dobbiamo fare è rendere il nostro rapporto con il cibo più efficiente. Basta pensare che in Svizzera vengono buttati ogni anno 2,3 tonnellate di generi alimentari. Ognuno di noi butta in media 300 grammi di cibo ogni giorno.

La mole di questo spreco è sbagliata sotto molti punti di vista. Prima di tutto non è accettabile che un terzo della produzione alimentare nazionale finisca nella spazzatura, mentre in altri paesi del mondo non tutti riescono a sfamarsi. Inoltre, anche da un punto di vista finanziario la cosa non ha senso, perché questo spreco trascina con sé milioni di franchi nella spazzatura. Dal punto di vista ecologico è anche un grande problema: la produzione di cibo necessita molto terreno, acqua, fertilizzanti e richiede molta energia per il trasporto e l’immagazzinamento dei prodotti.

Mentre circa il 50% dello spreco viene prodotto durante la raccolta, la lavorazione e la vendita del cibo, la restante metà viene prodotta dalle economie domestiche. Questa è la parte su cui mi voglio concentrare in questo articolo. Ridurre ciò che viene buttato durante la produzione è molto difficile se non si è direttamente coinvolti (questo non significa però che non si debba fare niente) ma ognuno di noi può ridurre la quantità di cibo che butta. Una delle cose più efficaci è pensare a ciò che si vuole cucinare prima di fare la spesa, evitando così di comperare ingredienti che poi non si usano. Un altro trucco è congelare le cose prima che vadano a male. Spesso mi capita di comperare troppe cose, oppure di cucinare porzioni troppo grandi e di non riuscire a finirle. Se non si intende mangiarle subito, la cosa migliore è metterle nel congelatore, in questo modo non si corre il rischio che vadano a male. Un’altra cosa che si può fare è regalare ciò che si ha di troppo ad un vicino oppure ad un parente. Inoltre, ci sono moltissime ricette che premettono di salvare dei cibi non più freschissimi come il pane raffermo.

Ciò che bisogna però sempre tenere in considerazione è che nessuno di noi è perfetto. Quando si parla di zero sprechi si ha sempre l’impressione che sia un obbiettivo irraggiungibile e non sia alla portata di tutti, quindi molti si sentono un po’ scoraggiati. Vivere senza avere un’impronta ecologica è impossibile, ciò che però si può fare è provare a ridurla. Ognuno di noi deve cercare di fare il suo meglio nella situazione in cui si trova, poi se una volta bisogna buttare un yogurt oppure un cartone di latte perché è andato a male non muore nessuno.

E tu che cosa fai per ridurre il tuo spreco alimentare? Hai dei trucchi o delle ricette che permettono di salvare degli alimenti? Non essere timida/o e condividilo nei commenti con gli altri lettori del Bernina!


Daniele Isepponi