Presenze turistiche 2018 in rialzo, la formula del successo

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Kaspar Howald e Marcello Gervasi con il il SVSM-Award 2017

Sono stati 57’758 i pernottamenti registrati da alberghi e pensioni in Valposchiavo nel corso del 2018, una crescita, rispetto al 2017, di oltre 6’000 pernottamenti (+11.4%). A questo dato si aggiunge quello relativo ai campeggi, che con un totale di 9’590 (non contando gli stanziali) realizza una crescita che sfiora il 18% in più rispetto all’anno precedente. A mancare all’appello, in questa statistica, solo i dati relativi alle case vacanza e alle colonie, che Valposchiavo Turismo attende a breve dai Comuni. Indipendentemente dalla bontà o meno dei dati mancanti, che sono solo una piccola fetta dell’indotto totale, la situazione economico turistica in Valposchiavo sembra quindi tornata a crescere costantemente di anno in anno. Uno dei fautori di questo successo, il direttore di Valposchiavo Turismo, Kaspar Howald, prova a spiegarci come siamo arrivati a questo risultato e cosa ci riserverà il prossimo futuro nel campo turistico. 

 

Il 2018 è stato l’anno in cui avete potuto iniziare realmente a programmare l’utilizzazione dei fondi della tassa turistica. Quanto ha influito questo “aiuto” nell’aumento dei pernotamenti registrato? 
È vero, nel 2018 siamo riusciti a lavorare a pieno regime con il budget a disposizione, grazie ai fondi della tassa turistica. Questo ottimo risultato, secondo me, però, non è imputabile solo a quanto fatto in un solo anno, ma piuttosto il risultato di tutto il lavoro svolto negli ultimi anni messo insieme.
I cicli, nel mondo del turismo e del marketing turistico, secondo me, sono più lunghi di quello che si è portati a pensare. Non è che se per caso qualcuno vede un nostro stampato o un’inserzione decide subito di passare le sue prossime vacanze in Valposchiavo.
Decidere dove passare le vacanze o il weekend è diventato un processo piuttosto complicato. I periodi di ferie sono pochi e le mete sempre più costose; da qui, diventa fondamentale per il turista non sbagliare la scelta della destinazione.

Puoi farci un esempio di come un turista sceglie la Valposchiavo?
Poniamo che il “turista tipo” legga sul giornale o in un blog su internet un articolo positivo sulla Valposchiavo. Prende nota mentalmente, ma non decide nulla. Dopo un po’ ne vede un altro, magari tramite un giornale diverso, si ricorda del primo e comincia ad interessarsi con maggiore convinzione. Dopodiché, magari, scopre che un suo collega è un “pusc’ciavin in bulgia“ di seconda o terza generazione e passa spesso le sue vacanze in Valposchiavo, parlandone molto bene. Solo a questo punto, dopo due o tre apprezzamenti diversi, la Valposchiavo, ipoteticamente, entra nella lista dei posti che vorrebbe visitare il “turista tipo”, ma per quest’anno si è già organizzato e va in Svezia, avendo prenotato da tempo. Durante l’inverno vede un breve servizio sulla Valposchiavo (magari sul Bernina Express) e poi ancora sente un amico, che è stato in Valposchiavo e si è trovato benissimo. Solo a questo punto, dopo innumerevoli conferme, decide di andare sul sito di Valposchiavo Turismo e di cominciare a pianificare seriamente un soggiorno in valle, ma dalla prima volta che ha avuto notizie sulla Valposchiavo sono già passati degli anni… Per questo motivo il marketing turistico non va letto guardandolo anno per anno, ma sul lungo periodo. L’obiettivo è spesso quello di perseguire una strategia a lungo termine con cicli di almeno 5 anni.

Qual è il piano a lungo termine che si prefigge Valposchiavo Turismo e come lo attuerà? 
Da un paio d’anni, Valposchiavo Turismo concentra il suo marketing e la sua offerta sul progetto 100% Valposchiavo, essendo convinti che, questo discorso, piace e che è un tema con il quale ci possiamo distinguere da altre destinazioni. Quali mezzi di comunicazione per il nostro marketing usiamo quelli che abbiamo sempre usato: invitiamo i giornalisti a passare del tempo da noi, con la speranza di avere buoni riscontri con gli articoli che pubblicheranno, andiamo alle fiere e usiamo i social media. Dal 2018 siamo attivi anche con Google Adwords.
Quindi direi che, nel 2018, la differenza principale dagli altri anni, è stata che, usufruendo della tassa turistica, abbiamo più mezzi a disposizione, che ci permettono di generare una visibilità più alta.
La cosa più importante, però, resta lavorare sul prodotto stesso, tentando di aumentarne sempre la qualità. Visto che “convincere” nuovi ospiti con i mezzi di marketing sopraelencati è molto faticoso e costoso, dobbiamo essere sicuri che chi ci viene a trovare diventi un accanito sostenitore della Valposchiavo. Questo ci aiuterà tantissimo a promuovere la nostra valle.

Da sinistra: Marcello Gervasi (presidente Valposchiavo Turismo), Kaspar Howald (direttore) e Marcello Raselli (membro del gruppo operativo)

Sempre parlando di queste presenze, ci dai un’idea delle percentuali dei Paesi da cui provengono i turisti della Valposchiavo? 
La stragrande maggioranza dei nostri ospiti viene, ovviamente, dal resto della Svizzera (nei soli alberghi sono circa l’80%). Poi, a sorpresa, troviamo quest’anno gli italiani, che hanno superato, per la prima volta nel 2018, la Germania, con l’8% presenze. I tedeschi si fermano al 6% e tutto il resto (circa il 6%) vengono un po’ da ogni dove. Con una percentuale così alta di turisti svizzeri siamo molto sopra la media cantonale, che si aggira intorno al 50%. Quindi, per la nostra realtà, il mercato svizzero è un mercato molto positivo, relativamente facile da raggiungere, aperto alla nostra offerta e ancora, secondo me, con un potenziale di crescita. Ci sono tantissimi svizzeri che non ci conoscono ancora e che sicuramente saranno contenti di farlo in futuro.

Analizzando le presenze 2018, quali sono stati i mesi più gettonati? C’è stato qualche evento particolare che ha attirato i turisti?
I mesi più forti del 2018 sono stati, come sempre, luglio e agosto, con più di 10’000 pernottamenti ciascuno. Tra gli eventi più trainanti, ovviamente, la Stramangiada, con più di 1’500 presenze. Ma, secondo me, il nostro turismo non dovrebbe basarsi esclusivamente sugli eventi. Per fare delle manifestazioni occorrono veramente molti fondi, sia per finanziare gli eventi stessi ma anche per comunicarli. È un po la strategia che segue Arosa. Per una piccola destinazione come la nostra, gli eventi hanno una certa rilevanza soprattutto perché possono aiutare la comunicazione (per esempio il Festival delle erbe spontanee, la Stramangiada, la Sagra delle Castagne e PaneNeve) aiutandoci  a sottolineare l’importanza dell’enogastronomia nella nostra offerta. Oltre a questo fanno vedere che siamo una valle viva.
Più importante, però, è avere una comunicazione coerente. Dobbiamo spiegare bene ai nostri potenziali ospiti che cosa aspettarsi qui, che cosa possono fare. Così, una volta arrivati vedranno che le loro aspettative trovano conferma con la realtà. Per questo motivo abbiamo investito tanto nel nostro Reiseführer, il catalogo, che da ormai tre anni realizziamo con Transhelvetica, una rivista turistica della Svizzera interna, e anche nel nostro sito.
Infine, non mi stancherò mai di ripeterlo: a noi il progetto 100% Valposchiavo, al suo quarto anno di vita, magari già ci stufa un po’, ma c’è da considerare che tantissimi dei nostri potenziali clienti non sanno neanche dalla sua esistenza… “.

Più in generale, quali novità ci anticipi per gli eventi in Valposchiavo del 2019?
Per il 2019 non ci sono in programma grandi novità a livello di eventi, a parte la gara del Gir dai Tröcc, che, però, nella prima edizione non mira in particolare ai turisti. Per il resto si ripetono gli eventi degli anni scorsi, ma questo va benissimo. Non dobbiamo sottovalutare il costo e l’impegno di far nascere un nuovo evento, e secondo me abbiamo già una bella scelta. È più efficace concentrare le forze su quelli che abbiamo, per mantenerli e migliorali.

Sempre su questo tema, l’ampliamento del Giardino dei Ghiacciai avrà importanza nelle strategie future di Valposchiavo Turismo?
L’ampliamento del Giardino dei Ghiacciai sicuramente è una cosa molto auspicabile per la nostra offerta turistica. È molto in linea con le strategie di Valposchiavo Turismo perché con un intervento, che ha comunque un impatto ambientale minimo, possiamo dare la possibilità ai nostri ospiti di ammirare uno spettacolo naturale unico e inaccessibile fino ad ora.


A cura di Ivan Falcinella