A che punto siamo con la parità dei sessi in Svizzera?

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L’8 marzo viene spesso festeggiato con delle cene tra amiche, delle mimose e dei fancy cocktails, dimenticandosi, forse, del vero significato della giornata internazionale della donna. L’obiettivo di questa giornata è quello di riesaminare le conquiste sociali, economiche e politiche delle donne. Ma anche per ricordarsi delle discriminazioni e violenze che molte donne subiscono ancora oggigiorno e analizzare come queste possano possibilmente essere risolte. Questa giornata offre quindi un’ottima occasione per discutere gli eventi storici, attuali e quelli a venire sulla parità dei sessi in Svizzera.

Di certo, negli ultimi decenni ci sono stati tanti cambiamenti in relazione ai diritti delle donne e del loro ruolo nella società. I primi approcci per organizzare un movimento femminile in Svizzera risalgono al 1870, nonostante la prima grande conquista politica avvenne soltanto nel 1959, quando i due cantoni Vaud e Neuchâtel hanno introdotto il diritto di voto per le donne a livello cantonale (il cantone dei Grigioni appena nel 1972). A livello nazionale, invece, il suffragio femminile è stato introdotto solo nel secondo tentativo, nel 1971. Le donne svizzere hanno finalmente ricevuto l’uguaglianza politica, ma questo di certo non garantisce gli stessi diritti e le stesse possibilità come il sesso opposto in tutti gli ambiti della vita quotidiana. Per esempio, la parità dei sessi è un obbligo costituzionale solo dal 1981 e non come si potrebbe pensare dal 1971. Nel 1988 invece, è stato introdotto il nuovo diritto matrimoniale; questo definisce che i coniugi possono decidere liberamente come ripartirsi il lavoro. Questa legge ha influenzato fortemente la libertà di scelta riguardo la gestione del lavoro e famiglia della donna. Nel 2004 è finalmente stato introdotto il congedo di maternità – dopo più di 50 anni di controversie. Queste sono solo poche delle tante conquiste raggiunte negli ultimi anni e non va dimenticato che, spesso, per cambiare una sola legge (la quale oggi diamo per scontata) ci sono voluti anni e anni di discussione e mobilizzazione della popolazione.

Certamente, come svizzeri, abbiamo riformato e introdotto tante misure che promuovono la parità dei sessi e queste vanno festeggiate. D’altronde, dando un’occhiata alle date e comparandoci con altri Stati europei, non credo che possiamo veramente esserne fieri.
Fatto sta che non possiamo cambiare queste date, ma possiamo sicuramente cercare di tematizzare maggiormente la questione sull’uguaglianza tra uomo e donna e cercare di trovare delle soluzioni alle tante domande aperte a riguardo: come il congedo di paternità, la disparità salariale tra uomo e donna o le riforme di leggi riguardo il matrimonio, il divorzio e la custodia dei bambini. Oppure il fatto che le donne siano tuttora sotto rappresentate nelle posizioni dirigenziali o nella politica. Inoltre, ancora oggi, la maggioranza delle madri, e solo una minoranza dei padri, svolge un’attività professionale a tempo parziale. La Svizzera sarà confrontata nei prossimi anni con queste e molte altre tematiche. È per questo motivo che la giornata internazionale della donna è anche oggi assai importante.


Lena Baumann

1 COMMENTO

  1. Buon giorno DONNE!
    365 giorni all’anno moglie,Mamma,figlia,sorella,compagna,amante,amica…la donna va festeggiata….tutti i giorni e non solo un giorno all’anno!
    Va amata,coccolata,apprezzata,capita,ascoltata,considerata ma sopratutto va RISPETTATA!