Rodolfo Fasani, “Ave avi/Ave Av – Poesie, dediche e proverbi”

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Per i caratteri delle Edizioni Fratelli Roda SA, è appena uscita (29 febbraio 2019) una nuova raccolta di poesie di Rodolfo Fasani, dal titolo eponimo dei primi due componimenti Ave avi, Ave av, cioè: Vi saluto antenati, in italiano e in dialetto. Sono 57 componimenti per lo più di una pagina l’uno, due pagine per quanto riguarda i proverbi, equamente distribuiti in tre sezioni preannunciate nel sottotitolo. La prima sezione, Poesie, comprende 11 componimenti in italiano e la relativa versione in dialetto di Mesocco; la seconda, Poesie – dediche, si compone di 23 liriche esclusivamente in italiano; la terza, Proverbi sui mesi, 12 doppie pagine di proverbi in italiano e in dialetto mesoccone, commentati in prosa. Colpisce il fatto che in un libro prevalentemente di liriche ogni pagina è riccamente illustrata con fotografie, la maggior parte a colori, miniaturizzate ma non troppo, sapientemente distribuite con apparente casualità, senza didascalie, ma che fungono egregiamente da commento e celebrazione della tematica presente nei testi.

Una tematica ricca di elementi che i lettori di Rodolfo riscoprono come vecchi amici: gente del paese, uomini e donne, il padre e la moglie, le case e le cascine, la campagna e gli alpeggi, le montagne e i corsi d’acqua di Mesocco; esperienze vissute come la fienagione e la caccia; oggetti come il fucile, la falce, il portacote, la cote, il secchiello inox con il caffellatte; gli animali domestici, la selvaggina e gli uccelli. I profumi delle erbe e del fieno, la meraviglia dei fiori, il canto degli uccelli, le luci e le ombre del giorno e della notte con predilezione per le albe, i tramonti e le notti lunari, il ciclo delle stagioni, il variare delle condizioni atmosferiche e le forze della natura. Tutti elementi appartenenti all’idillico mondo agreste e alpino di un passato relativamente prossimo, al quale si aggiungono, e per certi versi si contrappongono, attualità e storia, paesaggi e figure eccezionali del grande mondo, esperienze universali e il bene e il male dell’umanità: poeti come Alfonsina Storni, pittori e scultori come Segantini e Giacometti, musicisti come de André, figure icastiche come papa Bergoglio, la persecuzione delle streghe nel passato, le guerre in Vietnam e in Siria, le migrazioni e i rifugiati in tempi recenti e recentissimi.

La poesia di Rodolfo nasce da questo materiale grezzo in quanto portatore di elementi interiori, sentimenti, riflessioni, atmosfere. Il mondo, la vita contadina, l’immediato contatto con la natura è rivissuto con riconoscenza e con un velo di nostalgia, come un bel sogno, ma senza pessimismi. È piuttosto come il ricordo di un paradiso perduto che, tuttavia, non gli impedisce di vivere l’attualità. Anzi, gli infonde orgoglio, forza e fiducia per affrontare le sfide del presente, lo induce ad apprezzare i valori espressi dai personaggi famosi, a denunciare le storture e le malvagità, sempre esistite e sempre attuali.

La poesia dell’idillico mondo agreste e alpino, del “paradiso perduto”, si riscontra in tutte e tre le sezioni, ma è particolarmente presente nella versione dialettale della prima sezione, con la limpida proprietà della sua terminologia, per cui questi versi costituiscono un documento preziosissimo del linguaggio locale destinato col tempo a scomparire insieme alla cultura che l’ha creato. Nella seconda sezione, nelle dediche, l’accensione lirica scocca inoltre dai personaggi sopra citati. La parola luce e amore ricorrono con frequenza. Il padre diventa il simbolo, la personificazione stessa dei più sani principi e delle virtù civiche. La donna, anche la più tapina è trattata con rispetto, la più amata è esaltata con echi del Dolce stil novo. L’anima si eleva fino a Dio come in una preghiera. La lettura è piacevole, grazie al verso libero raccolto in strofe piuttosto brevi; grazie alle figure retoriche tra cui primeggia la similitudine e la sinestesia; grazie alla struttura fatta di contrasti, parallelismi, ripetizioni (anafore ed epifore), struttura a volte in progressione, a volte circolare. Piacevole anche in virtù del tono discorsivo, dei periodi piuttosto brevi e mai nebulosi. Nella sezione dedicata ai proverbi, un genere letterario presente anche nella Bibbia, il lettore può scoprire con diletto una serie di sentenze originali, altrove sconosciute, e confrontarli con quelli che sono presenti anche nella propria parlata e nella lingua italiana.

Ave avi / Ave av è un’opera che arricchisce il panorama letterario del Grigioni italiano e merita di essere conosciuta.


Massimo Lardi