“Iperconnessi” parte 2: da pesci rossi a S… tronauti!

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Mercoledì 20 marzo scorso si è tenuta, nelle palestre delle scuole di Poschiavo, la seconda parte della conferenza sul tema dell’iperconnessione.
La serata è stata aperta dal responsabile della sede Moreno Raselli che ha illustrato nel dettaglio i risultati emersi dal sondaggio sottoposto agli allievi del 2° e 3° ciclo sul tema delle dipendenze.

Proprio alla tematica delle assuefazioni si è allacciato il relatore Antonio Di Passa, dimostrando come la dipendenza dai nuovi media abbia la stessa origine delle tradizionali dipendenze.
Collegandosi a quanto presentato durante il primo incontro Di Passa ha, dapprima, suggerito alcuni testi – dai quali lui stesso ha preso le informazioni per la realizzazione della presentazione – che possono spiegare, in modo molto dettagliato, il problema dell’abuso da media e social e come questi stiano totalmente manipolando le nostre vite.

Per questo ha presentato le “Dieci ragioni” per cui sarebbe opportuno cancellare i propri account social.

  1. Stiamo perdendo la libertà di scelta, essendo costantemente “seguiti” e pilotati da post e like.
  2. Dobbiamo resistere alla follia dei social, che ci portano in un mondo di “fake”, di illusioni, di vite irreali
  3. I social ci stanno facendo diventare degli S… tronauti, perché non siamo più in grado di vivere in una vita reale, a contatto con gli altri, ma protetti dallo schermo di un cellulare, nella solitudine delle nostre stanze, diventiamo un branco che si accanisce contro gli altri.
  4. I social minano la verità, celando dietro falsi profili pericoli reali
  5. I media tolgono significato a quello che diciamo, modificando le nostre opinioni in base al contesto nel quale vengono gettate.
  6. I media stanno distruggendo la nostra capacità di provare empatia, perché sui social ognuno di noi vede ciò che la rete vuole farci vedere e i miei post su facebook non saranno mai uguali a quelli di qualcun altro. Ecco che i temi di discussione, gli scambi di opinione, le informazioni sono sempre diverse da quelle degli altri e diventa quindi impossibile dar vita a una conversazioni. A meno che la conversazione non sia la lite e l’insulto, linfa vitale dei social.
  7. I social ci rendono infelici. I ricercatori di Facebook si sono vantati di essere riusciti a rendere infelici gli utenti senza che questi ne capissero il motivo. I media sanno influenzare il nostro umore e spingerlo nella direzione a loro più conveniente, la depressione.
  8. I media minano la nostra dignità economica, spingendoci nel circolo vizioso della dipendenza di cui l’instabilità economica è una delle prime conseguenze.
  9. I social influenzano anche la politica manipolando elezioni, scelte e voti nei confronti dei partiti che “pagano”.
  10. I social media (ti) odiano (nel profondo dell’) anima. Perché ti tolgono la dignità e la vita reale.

Questo decalogo ha spiegato in modo molto preciso, e a tratti angosciante, come la digitalizzazione abbia totalmente invaso le nostre vite e, in modo ancora più spaventoso, manipolato quelle dei nostri ragazzi.

Davanti a questo scenario non bisogna però gettare la spugna. Ci sono delle strategie da adottare che possono, se non risolvere totalmente il problema perché i media sono una realtà da cui non si può sfuggire, almeno limitare i danni e insegnarci a sfruttarne gli aspetti positivi.

Alcune regole devono quindi essere imposte ai nostri figli e allievi:

  • Non usare il telefono quando si è a tavola.
  • Ritardare il regalo del telefonino più a lungo possibile.
  • Se è necessario che ne possiedano uno dar loro un telefonino che permetta solo di telefonare e non accedere a internet.
  • Non lasciarli mai navigare sui social e se lo fanno sempre sotto la supervisione di un adulto.
  • Limitarne l’uso ad un’ora al giorno
  • Incentivare i rapporti con gli altri e le attività di gruppo, anche attraverso l’attività fisica all’aperto
  • Installare sul telefono dei figli delle applicazioni che limitino il tempo di utilizzo e i siti su cui possono navigare
  • Non permettere loro (e nemmeno a noi) di dormire a meno di 3 metri dal telefono.
  • Non lasciare a loro disposizione lo smartphone mentre studiano
  • Controllare costantemente i loro account e avere accesso alle loro password

    E soprattutto impegnarci noi, in prima persona, a mettere via il telefono quando siamo con una persona.
    Il buon esempio è la base di ogni insegnamento.

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Catia Curti

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