Pensiero azzurro

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Problemi a leggermi? Suvvia, c’è tutto quello che serve per decodificare il mio scritto: conoscete l’alfabeto, le parole, la calligrafia, i significati, semplicemente ho tralasciato la punteggiatura e la spaziatura! Eppure chi legge si trova spaesato senza più punti di riferimento. Tranquilli, il mio articolo continuerà ora su un terreno che conoscete, la lettura e la comprensione saranno immediate. L’esperimento serviva a portarvi in terra sconosciuta, a togliervi le sicurezze che vi fanno stare tranquilli.

La fatica e lo spaesamento che avete sentito nel leggere quelle prime righe forse assomiglia un po’ alla fatica e allo spaesamento che, ogni giorno, chi è portatore d’autismo deve affrontare per tentare di funzionare nella nostra quotidiana “normalità”.

L’autismo più che una malattia è un modo di essere che rende la comunicazione e la relazione con l’altro difficile e a volte dolorosa. E non è neppure così raro: oggi pare che 1 bambino su 68 sia un bambino con autismo. Solo pochi anni fa si parlava di 1 su 100. Casi in aumento? Non saprei dirvi, di sicuro si è più attenti a diagnosticarlo. Ma tra i tanti problemi che questa diagnosi trascinerà dentro la famiglia, la scuola, la società, non va dimenticata la ricchezza che questi bambini portano dentro. Meritano la nostra fatica per capirli, ne fanno tanta loro per stare ai nostri ritmi, alle nostre regole.

Consapevolezza dell’autismo significa anche lasciarci insegnare qualcosa da loro: come, per esempio, spostare i nostri paletti di valori, ribaltare le nostre aspettative, vedere bellezza dove crediamo di trovare solo problemi. In qualche modo è come se ci insegnassero a leggere un testo senza spaziature.

Le terapie oggi aiutano, sono terapie comportamentali, riabilitative, non esiste la pillola magica: ne va di consegnare a questi bambini strategie per farsi sentire, capire, per raggiungerci e lasciarsi raggiungere. Nessuno sa ancora quale sia la causa di questa diagnosi così difficile da capire e da gestire. Ma non va dimenticato che dietro la parola Autismo c’è sempre una persona, con un mondo interiore tutto da scoprire, da difendere e da rispettare.

E proprio per aiutare a prenderne consapevolezza vi lascio leggere le parole di Jim Sinclair, un adulto con autismo che ha saputo, crescendo, raccontare dal di dentro questa diagnosi:

L’autismo non è qualcosa che una persona ha, o una bolla dentro cui un individuo è intrappolato. Autismo è un modo di esser, è pervasivo: colora ogni esperienza, ogni sensazione, percezione, pensiero, emozione e incontro, ogni aspetto dell’esistenza.

L’autismo è più profondo del linguaggio e della cultura: le persone autistiche sono straniere in ogni società.

Ognuno di noi che impara a parlare con voi, ognuno di noi che riesce a funzionare all’interno della società, ognuno di noi che riesce a raggiungervi e a connettersi con voi, sta operando in un territorio alieno, prendendo contatto con creature aliene. Noi spendiamo la nostra intera vita facendo ciò. E poi voi dite che non siamo capaci di relazionarci.

Prendere consapevolezza dell’autismo, aiuterà e tanto chi purtroppo ne è colpito, facilitandogli la vita. E non è poco, è già un pensiero azzurro.


Serena Bonetti

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