Una serata con le zecche

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Venerdì 5 aprile 2019 alle 20.15, grazie all’organizzazione Unione femminile Poschiavo, nel Centro Parrocchiale si è svolta la serata informativa sulle zecche. Le relazioni del dr. med. Cristian Raselli e di Michela Ferrari grazie alla moderazione del dr. med. Emanuele Bontognali, ci hanno portato nel mondo in parte ancora sconosciuto delle zecche.

Le zecche sono uno di quei piccoli animali che risvegliano un ribrezzo e in molti anche una paura atavica. Due sono le specie che vivono in valle: la Dermacentor marginatus (di grosse dimensioni 3-5 fino a 15 mm) e la Ixodes ricinus (più piccola, 0.5-6 mm, e quindi anche più difficile da trovare). Sono degli acari ectoparassiti che necessitano di un ospite per vivere e riprodursi. Non sono degli insetti, come molti potrebbero pensare, bensì dei parenti dei ragni e degli scorpioni. Solo il rostro, il loro apparato boccale, viene inserito nella pelle degli ospiti e si ancora con dei particolari uncini di cui è dotato. Niente di diverso, tranne forse per gli uncini, da ciò che fa una zanzara, ma come le zanzare anche le zecche possono trasmettere delle malattie. Non è il caso però di allarmarsi perché comunque solo un quarto delle due specie che vivono nella nostra regione è potenzialmente pericoloso.

I mutamenti climatici che stiamo vivendo favoriscono la loro proliferazione e anche noi. Lo studio di Michela Ferrari ha riportato tre zone della valle in cui le zecche sono presenti: da Brusio fino al lago di Poschiavo, la zona della “Calchera” e da Poschiavo fino a Somaino.Questi acari prediligono zone ombrose, umide e con una gran affluenza di potenziali ospiti. I sentieri molto battuti, costeggiati da erba alta e con delle zone d’ombra sono il loro habitat ideale. Di solito le zecche sono attive da marzo a ottobre se l’umidità relativa è abbastanza alta, quando in inverno le condizioni non sono favorevoli si rifugiano nel suolo o in cavità. La loro vita si traduce in pasti e ricerca di un ospite. Passano dopo ogni pasto da uno stadio all’altro (larve, ninfe e adulte).

Al contrario di ciò che comunemente si pensa, le zecche non saltano e nemmeno si lanciano dagli alberi, bensì si arrampicano sull’erba aspettando che la preda passi loro accanto. Le loro zampe le rendono molto sensibili a qualsiasi tipo di movimento, quindi si preparano e appena l’ospite passa loro accanto si lasciano cadere tentando di ancorarsi a qualsiasi pezzo di pelle esposta.

Due sono le malattie che questi acari possono trasmettere: la borreliosi di Lyme e la meningoencefalite (MEVE). La borreliosi è una malattia di origine batterica (https://www.helsana.ch/it/blog/borreliosi). Come qualsiasi malattia batterica può essere debellata se riconosciuta in tempo con una terapia antibiotica. Genera in stadi avanzati infiammazioni articolari, alterazioni cutanee e affezioni croniche del sistema nervoso. La meningoencefalite è causata da un virus (https://www.infovac.ch/it/vaccinationi/per-le-malattie/meningoencefalite-da-zecche). Nella maggioranza dei casi questo virus è asintomatico. Il 5-15% delle persone può sviluppare rigidità alla nuca, confusione mentale e paralisi, generalmente i disturbi scompaiano dopo poche settimane. Comunque nei casi più gravi può portare alla morte. È possibile ed auspicabile vaccinarsi contro questo virus, questo porta ad essere immunizzati alla malattia.

Bisogna prima di tutto prevenire la possibilità di diventare un ospite di questi animali vestendosi adeguatamente ed evitando, dove possibile, i luoghi che le zecche prediligono. Dopo essere tornati a casa sempre osservare bene il proprio corpo alla ricerca delle stesse. Le parti del corpo maggiormente colpite sono: i capelli, il collo, le pieghe di gomiti e ginocchia ed infine la zona dall’ombelico ai genitali. Se purtroppo si è vittima di questi parassiti bisogna usare una pinzetta per estrarli, prendendoli il più vicino possibile alla pelle e tirando gentilmente senza dare strattoni forti o girando la pinza, disinfettare la parte colpita e osservare nei giorni seguenti se il tipico arrossamento scompare o si ingrandisce. Nel caso che la parte lesa si espanda consultare il proprio medico.

La serata mi ha insegnato che non bisogna aver paura delle zecche ma che con un pizzico di oculatezza si può continuare a passeggiare nella nostra splendida valle senza averne timore.


Paolo Marveggio