15 anni, “Il Bernina” in pensieri

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E’ stato come salire su un treno in corsa, patrimonio non dell’Unesco ma di una valle che crede nel proprio futuro, e trovarmi catapultato in cabina di regia. Un viaggio seducente, pieno di insidie, sorprese, disillusioni, responsabilità. Il Bernina è stata la visione e quindi la volontà di un gruppo di persone – che nel tempo si sono avvicendate -, di dare alla nostra gente un servizio di informazioni online d’attualità, integro. Il numero importante di abbonati palesa la volontà popolare di sostenere questo progetto. E in ambito culturale Il Bernina è molto di più. (Bruno Raselli)

Avete presente la staffetta? Uno corre la sua tratta dopo aver raccolto il testimone per consegnarlo al prossimo compagno di squadra. Ecco, il Bernina è il testimone, perché un giornale testimonia la quotidianità. Qualcuno lo accompagna per una tratta, con pazienza e tenacia, per consegnarlo al prossimo corridore che, a sua volta, ci metterà nuova energia. Ho raccolto con gioia la fatica di chi ha corso prima di me e ora sto correndo la mia tratta, a orizzonte libero: una bella storia. Il tifo dei lettori a bordo strada è e sarà prezioso! (Serena Bonetti)

Ci siamo ancora! Dopo 15 anni di avventure appaganti ma anche con svariate difficoltà pratiche e ostruzionismi di vario genere, Il Bernina vive più che mai con alle spalle un’apprezzabile storia di crescita. Non era e non è per nulla scontato, considerate le modestissime risorse a disposizione e l’apporto fondamentale di una grande dose di volontariato. I fondatori e in particolare chi si è alternato nella conduzione fino ad oggi, possono affermare con orgoglio che Il Bernina è stata una scommessa vinta! Mi auguro che il nostro giornale online sappia mantenere un’identità capace di contrastare le logiche di clic, distinguendosi per la credibilità dei nostri contenuti. Dovremo continuare a reinventarci e a sperimentare ma rimanendo realisti, ne va non solo della sopravvivenza del nostro giornale ma soprattutto della qualità e pluralità dell’informazione locale. Ricordiamoci che Il Bernina siamo noi! (Adriano Zanolari)

Il Bernina rappresenta per me l’eco quotidiano della Valposchiavo. Uno strumento d’informazione di grande valore per la nostra regione, tutt’altro che scontato per una piccola realtà come la nostra. Il Bernina ti permette di essere sempre aggiornato su quanto succede in valle e, nel contempo, di esprimere il tuo parere in modo estremamente semplice sui vari temi pubblicati. Una possibilità di interscambio di pareri e visioni fra chi risiede in valle e chi ci segue da fuori. (Sandro Cortesi)

Per me il Bernina è confronto, innovazione, idee, servizio, territorialità, giovani e tanto altro ancora. Il Bernina è più di semplice comunicazione. È una realtà quotidiana che ti coinvolge e che ti accompagna ovunque tu vada. È un filo diretto con la nostra valle, la sua gente, i problemi, i successi e le tante storie da raccontare. In qualche modo Il Bernina te lo porti sempre appresso e non ti fa mai sentir solo neppure quando sei lontano. L’esperienza redazionale è stata per me una piacevole novità. Mi ha fatto scoprire un mondo nuovo, interloquire con la gente, mettermi in gioco e mi ha permesso di conoscere meglio il nostro territorio. Un processo di maturazione e di crescita che ha lasciato il segno e mi fa ancora sentir parte di questa famiglia seppur non più in redazione da tempo. Il Bernina è entrato un po’ nel nostro immaginario quotidiano, difficile poter immaginare la nostra valle senza la sua voce. (Piero Pola)

Per me Il Bernina è un’associazione importante della Valposchiavo che permette ai giovani interessati di approcciarsi al mondo del giornalismo in modo autentico e dà loro la possibilità di fare delle esperienze uniche. Inoltre, negli anni, Il Bernina è sicuramente diventato una lettura quotidiana irrinunciabile per diversi valposchiavini.
In futuro mi auguro che Il Bernina continui a rappresentare al meglio la realtà della Valposchiavo diventando un punto di riferimento soprattutto per i giovani.
(Davide Vassella)


Il Bernina per me, quando non ero in Valposchiavo, rappresentava la finestra sulla mia valle, che mi ha permesso di mantenere un legame molto forte. Questo legame mi ha portato, qualche anno fa, a decidere di tornare. Adesso, il Bernina è una sfida che mi dà sempre molte soddisfazioni, e ogni tanto anche un qualche grattacapo. Credo che l’associazione sia sempre stata fonte di innovazione, al passo con i tempi, un esempio raro di informazione locale, e questo non cambierà in futuro. Siamo pronti e motivati ad affrontare tutte le sfide che ci aspettano! (Francesco Luminati)

Spesso con i colleghi di redazione, a fine turno, in base alle coperture, ci aggiorniamo sul lavoro svolto e concludiamo la comunicazione con un: ”ti lascio il timone… ”. Ecco, forse, quella della barca, è la metafora che trovo si sposi meglio con la mia avventura a Il Bernina. Sono salito a bordo in punta di piedi oramai tre anni e mezzo fa; mentre la barca, con l’equipaggio ridotto, si apprestava a riprendere il mare. Piano piano, mettendoci tutta la mia buona volontà, ho imparato a svolgere tutti i preparativi per la navigazione e a volte, in mancanza del capitano, ho anche preso il timone. Oggi, dopo leghe e leghe di mare, dopo qualche arrivederci ai marinai più esperti a cui devo molto e dopo aver cercato di insegnare qualcosa anche io, nel mio piccolo, alle nuove leve, direi che mi sento parte integrante della ciurma de Il Bernina. Il vento che gonfia le nostre vele, permettendoci di solcare ”il mare della rete”, è rappresentato dai nostri lettori, da chi ci sostiene e dagli instancabili volontari che ci donano il loro tempo. La rotta futura, per forza di cose, è legata alla direzione in cui questo vento deciderà di spingerci. (Ivan Falcinella)

Facendo parte della redazione di un giornale si è spesso posti davanti a questioni quali la ricerca delle fonti, la loro veridicità e l’uso appropriato del linguaggio. È inoltre fondamentale che ci si avvicini a una potenziale notizia liberi da ogni pregiudizio. Da questo punto di vista «Il Bernina» offre l’opportunità di sperimentare il giornalismo nella sua essenza e apre lo sguardo su quanto possano essere laboriosi la descrizione dell’attualità e l’approfondimento di una tematica in un linguaggio che sia il più chiaro possibile e accessibile a chiunque. La mia avventura a tempo parziale in redazione è iniziata nell’autunno del 2017 con l’intento di mettermi alla prova e con una buona dose di incoscienza. Ben presto mi sono reso conto che la grande libertà di cui usufruisco fin dal primo istante mi sta imponendo una dedizione e un rigore che raramente ho sperimentato altrove. (Achille Pola)

Per me Il Bernina è stato sicuramente un punto di lancio. Contribuisco a Il Bernina da almeno sei anni, i primi come collaboratrice esterna, durante i quali ho potuto seguire i miei primi eventi con la macchina fotografica. Alcuni eventi sono rimasti, altri non ci sono più e hanno lasciato spazio a quelli nuovi. Il Bernina per me è un giornale online al passo con i tempi, sempre attento a quel che succede nella nostra valle, dalla cultura alla politica, dallo sport alla cronaca. Mi auguro che questo non cambierà in futuro! (Selena Raselli)


Quattro anni e quattro mesi fa, quando sono entrato a far parte del gruppo di redazione, ho capito subito che Il Bernina era una realtà straordinaria rispetto a quanto ero abituato a vedere. Venendo dal giornalismo locale valtellinese, non avevo mai visto un’associazione e un giornale così ricco di energia e di volontariato. Questo mi ha fatto capire e apprezzare la caparbietà e la volontà dei valposchiavini nel portare avanti le diverse vite associative che animano la valle, creando un’unione tra i cittadini che poche realtà possono vantare. Ecco, anche Il Bernina contribuisce a mantenere vivo il legame tra i valposchiavini rimasti e quelli andati via; una funzione che nel quotidiano tendiamo a dimenticare, ma che nella realtà contribuisce a raccontare le nostre storie e lasciare un segno per le prossime generazioni. (Marco Travaglia)

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