Arsenico nell’acqua: informazioni e consigli pratici

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Da sinistra: Nicolas von Orelli, Matthias Beckmann, Carlo Crameri e Marco Passini

Sebbene l’acqua potabile in Svizzera sia di qualità molto elevata, a Poschiavo, ma anche in Bregaglia, nella Surselva, in Val Monastero, in Prettigovia e in Engadina Alta la presenza di arsenico risulta per certe sorgenti elevata. Per questo motivo, il Comune di Poschiavo ha invitato la popolazione a una serata informativa che si è svolta giovedì 16 maggio in Casa Torre.

Il Capodipartimento Carlo Crameri ha dato il benvenuto ai presenti e ai relatori della serata: Matthias Beckmann, chimico cantonale, all’ingegnere Nicolas von Orelli e a Marco Passini, responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Poschiavo.
Dopo le nuove valutazioni tossicologiche effettuate nel 2013, a partire dal 1° gennaio 2014 il valore limite di arsenico nell’acqua è stato abbassato da 50 a 10 microgrammi per litro (µg/l]).
L’arsenico è presente a bassa concentrazione in tutto il suolo, la maggiore quantità si trova invece nelle rocce, dalle quali, attraverso la degradazione meteorica, finisce nell’acqua. Il quantitativo dipende dal tipo di roccia.

Matthias Beckmann si è poi soffermato sui livelli di tossicità , ovvero:

  • l’intossicazione acuta che può condurre a crampi, nausea, vomito, emorragie interne, diarrea e coliche, insufficienza renale e circolatoria.
  • l’Intossicazione cronica, responsabile per malattie della pelle e danni ai vasi sanguigni, necrosi delle zone colpite e sviluppo di tumori maligni della pelle, dei polmoni, del fegato e della vescica.

A Poschiavo, la probabilità di rimediare un’intossicazione acuta è minima, dal momento in cui i livelli di arsenico nell’acqua non sono tali da poterla provocare, mentre un’intossicazione cronica potrebbe colpire alcune persone.

Beckmann ha in seguito illustrato alcune soluzioni adatte per diminuire la presenza di arsenico nell’acqua potabile. Miscelare l’acqua con altre sorgenti è una prima possibile soluzione per riportare il valore sotto i 10 µg/l. Purtroppo non è di facile attuazione, in quanto le acque mischiate sono spesso aggressive, il che potrebbe portare a problemi di corrosione. La seconda soluzione è il filtraggio, con una procedura di assorbimento a letto fisso con dei filtri che in seguito vanno smaltiti nelle discariche di tipo C.

L’ultima opzione entra in considerazione soltanto nel caso in cui i consumatori siano pochi, oppure che non vi sia la disponibilità di altra acqua o quando non ci sia la possibilità di allacciamento a un’altra sorgente e il filtraggio di arsenico risulti troppo costoso. In quel caso verrà utilizzata per bere e cucinare soltanto acqua che sia dell’acquedotto comunale oppure minerale in bottiglia; inoltre sulle fontane dovrà apparire “acqua non potabile”.

Marco Passini ha poi fatto un breve istoriato della rete idrica fino ad arrivare al 2017, momento in cui anche Miralago è stata allacciata all’acquedotto comunale. In seguito si è soffermato sui consumi dell’acqua nelle varie zone.  Si stima che il 50% venga usato dagli abitanti, il 20% dalle fontane, il 10% dal turismo, il 4% dalle aziende agricole, mentre il restante 16% su vari consumatori.

Per concludere ha tematizzato la qualità dell’acqua, la quale, sulla sponda sinistra del fiume (guardando verso nord) contiene una maggiore quantità di arsenico. Per la sorgente Lavineu sono risultati 25,4 µg/l di arsenico, mentre la sorgente Torn ne contiene solo 5,5 µg/l in più rispetto al valore massimo consentito. Le altre tre sorgenti, Acqui Marsci, Turiglia e Cologna, sono pari o inferiori al 5,5 µg/l. Parlando di tossicità dell’acqua è stato analizzato anche l’uranio presente nella nostra zona, risultato ben inferiore rispetto ai valori fissati dalle normative in materia. Passini ha terminato la sua esposizione ricordando che durante gli anni sono state dismesse diverse sorgenti, come ad esempio quella di Pedemonte, la quale conteneva 164 µg/l (quando la soglia massima era ancora di 50 µg/l).

Al serbatoio del “Lungh” è stato applicato un filtro grazie al quale sono stati nettamente abbassati i valori, passati dagli iniziali 26,3 µg/l a 0.00249 µg/l.
A questo proposito, il signor Nicolas von Orelli, titolare della ditta “Acque e Chimici”, ha presentato alcuni modelli, tra cui proprio quello installato nel serbatoio del “Lungh”. Lo smaltimento dei filtri va ritenuto come un rifiuto potenzialmente pericoloso e quindi va smaltito in modo corretto.

Molte le domande poste ai relatori a testimonianza di quanto sia sentita la tematica. Tra queste, le più significative hanno riguardato i seguenti punti.

Se decido di bere l’acqua con un quantitativo di arsenico maggiore ai 10 µg/l e quindi me ne assumo il rischio, vengo punito?
Anche nel caso di un acquedotto privato, al quale non attinge nessun’altra abitazione, non è consentito usare l’acqua contenente più di 10 µg/l per cucinare o bere. E’ invece consentito usare quest’acqua per lavare le stoviglie, fare la doccia ecc. L’ufficio delle derrate alimentari non emana delle sanzioni, ma può effettuare controlli, i quali possono portare a delle spese per la sistemazione della problematica.

Se gestisco un ristorante, in una zona dove l’acquedotto comunale non passa, è un mio compito quello di provvedere a un controllo del quantitativo di arsenico nell’acqua e di quindi cercare una soluzione?
Il gestore è incaricato di controllare e di mettersi in regola, valgono le stesse disposizioni come per le derrate alimentari.

Quanto costa un filtro delle dimensioni per una famiglia?
Il costo iniziale è tra i 1000 e i 2000 CHF, ogni volta che bisogna sostituirlo (ca. dopo 5400 m3 di acqua) va calcolato con spese di 15 CHF/l di materiale filtrante.

E’ possibile che la qualità dell’acqua di una sorgente che in passato rientrava nei valori possa cambiare?
È improbabile, siccome le rocce rimangono le stesse.

Nel caso di un maggengo con un acquedotto che alimenta anche altri insediamenti, una volta discussa la questione, è possibile che ognuno faccia quello che vuole?
No, bisognerà incaricare un responsabile, il quale dovrà regolare la questione per trovare una soluzione comune, ad esempio miscelarla con un’altra sorgente vicina, aggiungere un filtro, oppure decidere di non utilizzarla più come acqua potabile, ma soltanto come acqua per lavare i piatti, per fare la doccia ecc.


Selena Raselli