Il mondo è giovane ancora, basta crederci!

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    Quella di giovedì 23 maggio scorso è stata, per i numerosi presenti nella splendida cornice dell’Hotel Le Prese, una serata unica e di grande valore sociale e culturale. Grazie alla Pro Grigioni Italiano Valposchiavo e alla regista sondriese Gigliola Amonini abbiamo avuto l’immensa fortuna di assistere a una conferenza di alto livello tenuta dal sociologo di fama internazionale Domenico De Masi.

    La presenza di un personaggio di tale calibro alle nostre latitudini è stata possibile grazie alla regista valtellinese, amica di De Masi, che ha più volte portato in scena delle pièce ispirate alle opere del grande pensatore. Proprio l’ultima sperimentazione teatrale della PGI condotta dalla stessa Amonini, e presentata il 17 e 18 maggio scorsi, ha proposto alcuni spunti che nel corso della serata De Masi ha ripreso e ulteriormente sviluppato.

    Rispondendo alle domande del moderatore, il pastore Antonio Di Passa, il sociologo ha affrontato il tema dei mutamenti che stanno avvenendo nella società post – industriale. Partendo dalla sua recente pubblicazione “Il mondo è giovane ancora”, De Masi ha voluto offrire un’interessante visione sulla società attuale. Una società orfana di modelli, divisa tra vecchi dirigenti analogici e nuovi apprendisti digitali. Una società completamente diversa da quelle finora esistite, dove i giovani si trovano spesso privi di punti di riferimento, catapultati dalla nascita in un mondo che dà loro poche certezze e tante insicurezze ma che, nonostante questo, – sostiene De Masi – se la stanno cavando benissimo.

    Foto di Achille Pola

    Il sociologo ha fatto il punto anche sull’attuale situazione economica piena di contraddizioni. Oggi, buona parte del lavoro in serie viene svolto dalle macchine, ma questo, pur avendo aumentato la produzione e di conseguenza la ricchezza, non ha migliorato la condizione di vita dei lavoratori. Spesso molti dipendenti si ritrovano a svolgere numerose ore di lavoro straordinario a fronte del numero sempre crescente di giovani disoccupati. Ancora più sbalorditive le cifre che De Masi ha offerto. L’85% della ricchezza mondiale è in mano a 1200 persone. Il problema non è dunque la produzione, ma la sua ridistribuzione.

    In una società tanto complessa e complicata la visione del sociologo è però molto ottimista. De Masi si è detto assolutamente entusiasta delle invenzioni, soprattutto informatiche, che stanno segnando il nostro tempo. Dal telefonino al telelavoro – di cui De Masi è stato uno dei fautori fondando la SIT ( Società italiana telelavoro)- , da internet alle nuove tecnologie. Tutta l’evoluzione che spesso viene criticata e accusata di impoverire i rapporti sociali, soprattutto tra i giovani, è considerata invece da De Masi una grande opportunità, una possibilità aggiunta che la società odierna ha per essere costantemente in contatto con chiunque, in ogni parte del mondo.

    Nel pessimismo cosmico che oggigiorno pervade la nostra realtà, l’ottimismo di De Masi è dirompente. La ricerca della felicità deve essere il mantra di ognuno, legata al desiderio di possedere beni inalienabili come amore, amicizia, condivisione. Tutti doni gratuiti che, in una società consumistica, spesso vengono messi in secondo piano a discapito di potere e ricchezza. Compito degli adulti è quindi quello di insegnare ai giovani, soprattutto con l’esempio, a ricercare questa felicità perché è la base di questo nostro mondo (“forse non il migliore che si possa avere ma sicuramente il migliore avuto fino ad ora”).

    Per quanti hanno apprezzato le parole di De Masi e quanti invece non hanno avuto l’onore di conoscerlo c’è la possibilità di tuffarsi ancora una volta nelle sue riflessioni illuminanti assistendo, venerdì 7 e sabato 8 giugno, ad un’altra rappresentazione teatrale della stessa Amonini, portata in scena questa volta dagli allievi delle terze superiori, dove si scandaglierà il fondo dell’animo umano e del suo essere straniero.


    Catia Curti