Indossa quello che sei

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Atti 1.1 – 8
Sermone del 2 giugno 2019

Il culto è stato registrato e si può riascoltare al seguente indirizzo:
http://www.ustream.tv/channel/riformati-valposchiavo

1 Nel mio primo libro, o Teofilo, ho parlato di tutto quello che Gesù cominciò a fare e a insegnare, 2 fino al giorno che fu elevato in cielo, dopo aver dato mediante lo Spirito Santo delle istruzioni agli apostoli che aveva scelti.

3 Ai quali anche, dopo che ebbe sofferto, si presentò vivente con molte prove, facendosi vedere da loro per quaranta giorni, parlando delle cose relative al regno di Dio.

4 Trovandosi con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’attuazione della promessa del Padre, «la quale», egli disse, «avete udita da me. 5 Perché Giovanni battezzò sì con acqua, ma voi sarete battezzati in Spirito Santo fra non molti giorni». 6 Quelli dunque che erano riuniti gli domandarono: «Signore, è in questo tempo che ristabilirai il regno a Israele?» 7 Egli rispose loro: «Non spetta a voi di sapere i tempi o i momenti che il Padre ha riservato alla propria autorità. 8 Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra».

Cara comunità, l’industria della moda è una delle più lucrative nel mondo. Ognuno ha la sua moda o ne imita una. Lo stile come ti vesti è un’identità visuale e tangibile che segnala all’osservatore il tuo credo. Come le azioni svelano le motivazioni, così la moda rivela le tue emozioni e motivazioni, le intenzioni e la personalità, i valori radicati nell’intimo come la tua fede. Addirittura, la Bibbia conosce il linguaggio dei vestiti. Salmo 30.11: hai cambiato il mio abito di lutto in un vestito di festa. Salmo 104.1: il Signore è rivestito di maestà e splendore. Abbigliamento è la croce che indossi o un tatuaggio che porti, i gioielli e gli accessori che scegli, lo stile dei capelli o gli occhiali. La tua apparenza esteriore è una manifestazione diretta del tuo atteggiamento interno. È l’immagine del tuo spirito, il frutto delle tue radici.

Mostra immagini sullo schermo di persone vestite in stili diversi.

Quando comunichi una “moda”, trasmetti qualcosa del tuo spirito e questa è la tua vera confessione di fede, in cosa o in chi metti la tua fede, e come pratichi la tua fede nel mondo reale.

Nel testo di oggi, Gesù racconta ai nuovi apostoli di “rimanere in città fino a quando non saranno rivestiti con la potenza dall’alto”. I discepoli erano andati con Gesù e gli erano state date istruzioni su cosa fare, ma non potevano fare niente senza il giusto abito. L’ordine era di aspettare l’abito adeguato alla nuova missione. Questa nuova divisa li avrebbe permeati dall’esterno fino all’interno dei loro cuori. Dovevano essere “rivestiti nella luce”, colorati nell’amore e nella potenza dello Spirito Santo, protetti dall’armatura del Signore, adatti al compito da iniziare. Proprio come in ospedale puoi riconoscere un medico, un’infermiera o un’inserviente dal camice, così gli apostoli necessitavano di una “divisa” come “maestri della Via”, incaricati e testimoni di Dio, Sherpa dello Spirito, megafoni di Gesù. Sarebbero stati una nuova comunità riconoscibile dalla “divisa”. Idoneo alla missione significava avere “l’equipaggiamento” adatto per il lavoro! Forse qualcuno è già stato in una sartoria. Qualcuno che non ha solo scelto per voi l’abito appropriato e creato per voi l’immagine adatta o il look giusto per la personalità, ma che ti ha anche ritagliato addosso un vestito da farlo diventare un’espressione di te stesso. Uno stilista cuce a mano un abito per soddisfare il tuo gusto, il tuo ambiente, la tua altezza e l’occasione per indossarlo. Ecco, gli apostoli, prima di entrare nel mondo come nuova comunità, urgevano l’abito appropriato. Per questo: rimanete fino a quando non sarete rivestiti dall’alto!

Poco prima della sua morte, Gesù racconta ai discepoli una parabola ambigua di una festa di matrimonio nel quale tutti avrebbero dovuto avere l’abito adatto per l’occasione. Quella veste era un segno di appartenenza e idoneità basato non sul ceto sociale ma sul rispetto e l’onore dovuto al padrone di casa e per l’occasione! La persona senza la veste giusta è cacciata perché il suo abito non riflette una giusta disposizione del cuore e di lealtà verso il luogo e l’ospite. Avete mai sentito dire: indossare il proprio cuore sulla “manica”? Significa “mostrare le proprie emozioni onestamente e apertamente”, non fingere di essere un altro. Da dove viene questo modo di dire? Si rifà all’usanza medievale dei cavalieri nei tornei di mettere il simbolo della propria amata intorno alla “manica dell’armatura”. Era una chiara confessione dei loro sentimenti. L’intruso della parabola è allontanato perché il suo esteriore non corrisponde ai sentimenti del cuore. Il Signore ci riveste affinché l’esteriore rifletta il cuore dentro. Quando siamo leali e amorevoli verso Dio tutti lo capiscono, perché è scritto sui nostri volti e corpi in colori viventi. Il Signore conosce quali indumenti portiamo dentro! il Signore conosce se i nostri cuori sono pronti a seguire il Maestro Sarto e se gli permettiamo di vestirci con la sua veste celeste nella luce dello Spirito Santo.

L’indumento che lasciamo metterci dal Signore rivela la nostra fede e abilità a seguirlo per seguirlo alla missione e al ministero divini. Se permettiamo al Signore di rivestirci con la sua grazia e saggezza, amore e Parola potente, noi saremo sommersi e sedotti nello Spirito di grazia e misericordia, di guarigione e giustizia. Non cambieremo solo dentro ma quando le persone ci guarderanno, sentiranno la presenza divina intorno a noi e in noi! Ricordate la Genesi? Adamo ed Eva cercano di vestirsi da soli dopo avere rotto la relazione con Dio. Quando però il Signore interviene li riveste Lui con la relazione di cui ha bisogno da noi. Anche qui, gli apostoli devono lasciare al Signore di rivestirli, per essere idonei a ripercorrere i suoi passi. Il nostro modo di agire sarà allora in sintonia con il nostro abito. Se quest’estate andrete per escursioni o arrampicate, non vi metterete in calzoncini corti o in costume ma degli abiti adatti: scarponi, pantaloni e maglie adatte. È solo così che possiamo avventurarci in luoghi selvaggi. Se lavori in un cantiere di costruzione, indosserai scarpe con punta d’acciaio, casco protettivo e guanti. Non ci vai come all’Opera. Essere rivestiti dall’alto dal Signore è il nostro abito protettivo e dinamico e presume che abbiamo un obiettivo da completare, luoghi da visitare, gente da conoscere e una chiamata da adempiere. Non ci tiriamo indietro dall’andare per compiere il nostro mandato, ma non ci andiamo impreparati, senza protezione, vestiti con indumenti inadatti alla missione.

Non ho mai visto un pompiere gettarsi nel fuoco senza tuta protettiva. Se ci sono persona da salvare, indossa la tuta adatta e si getta nel fuoco, sapendo che la tuta lo proteggerà mentre salva altri. Noi siamo i pompieri divini. I bagnini di Dio. La sua squadra di salvataggio, un popolo in missione di riconciliazione che rischia ed entra negli incendi, sott’acqua, affronta la tempesta e le onde, ma solo perché abbiamo la presenza protettiva del suo Spirito Santo di luce ed energia, in noi e intorno a noi. Non si affronta il male senza la forza divina dentro e fuori di sé. Salendo al Padre, Gesù promise che lo Spirito Santo avrebbe rivestito i credenti con la sua forza per ricevere la corazza adatta per andare e predicare l’Evangelo e l’amore divino anche nei posti peggiori. Ricevuto il compito, l’unica cosa da fare è andare. Il Signore è la nostra forza di andare, di fare e di essere! Il Signore dice: vai come Gesù e agisci come Gesù. Noi dobbiamo solo prestargli le mani e piedi, le bocche, i corpi e uno spirito ubbidiente. Indosseremo il nostro cuore sulla manica e il Signore ci rivestirà con una veste esterna che rifletterà la nostra fede.

Domenica prossima è Pentecoste! Accendiamoci! Permettiamo al Signore di vestirci con il suo Spirito Santo di potenza! Poi andiamo! Per essere come Gesù e fare come Gesù nel mondo. Amen.

Appunti per la predicazione del pastore Antonio Di Passa