”Valposchiavo a tutto (Bio)Gas”, se son rose fioriranno

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Si è svolta giovedì scorso, 6 giugno, presso il salone di Casa Torre, la serata informativa ”Valposchiavo a tutto (Bio)Gas” organizzata dall’Associazione Agricola Poschiavo (AAP).
Nel corso dell’incontro, moderato da Daniele Raselli, due realtori dell’associazione Ökostrom Schweiz, Andy Kollegger e Simon Bolli, hanno illustrato agli intervenuti la possibilità della costruzione di un impianto di Biogas in Valposchiavo.

Di impianti a biomassa in Valposchiavo se ne parla già da tempo, quasi quindici anni, come spiegato in apertura era già stato progettato un impianto a Biogas in tempi non sospetti da Remo Bartolucci. Dopo un periodo di ”affossamento” delle discussioni sul progetto, a riportare in auge la questione ci ha pensato l’ingegnere forestale Sandro Lardi, che ha consentito la concretizzazione della serata informativa contattando direttamente tutti gli interessati e la Ökostrom Schweiz.

Dopo l’approvazione, nel maggio 2017, della strategia energetica 2050 del Consiglio federale, che, per salvaguardare il clima, sancisce la necessità dell’abbandono dal nucleare grazie al passaggio alle energie rinnovabili, l’agricoltura svizzera per la prima volta nella sua storia si è trovata per obbligo del governo federale a dover ridurre la sua emissione di gas a effetto serra. In questo contesto gli impianti a biomassa, nonostante le difficoltà attuali nella loro realizzazione, sembrano la soluzione ideale. Se il 40% (ad oggi ne viene utizzato il 4%) del concime aziendale fosse utilizzato energeticamente, infatti, la maggior parte della riduzione richiesta all’agricoltura potrebbe essere realizzata.

La Ökostrom Schweiz, come spiegato agli intervenuti dal responsabile sviluppo mercato Simon Bolli, è un associazione professionale degli agricoltori produttori di energia focalizzata sulla biomassa. L’obiettivo di questo gruppo è quello di migliorare in modo sostenibile le condizioni quadro e l’economicità della produzione di energia da fonti rinnovabili.

In sintesi, come spiega insieme al collega Bolli il CEO Andy Kollegger, passando ad un sistema di produzione energetica con la biomassa, si produrrebbero: gas rinnovabile (calore e carburante), elettricità verde e calore rinnovabile. In questo modo si andrebbero a favorire gli obiettivi climatici grazie a: riduzione delle emissioni di combustibili e carburanti fossili a favore della quota di energia verde, passaggio da un sistema di stoccaggio metano aperto (più emissioni) ad uno chiuso e producendo concime organico di alta qualità anzichè fertilizzanti. Tutto questo andrebbe a creare un valore aggiunto per la Valposchiavo a livello regionale, dandole una grande efficienza e autosufficienza energetica, una grande flessibilità e la possibilità di accumulare e vendere le riserve energetiche.

La realizzazione di questa tipologia di impianto però non è di facile attuazione, soprattutto per questioni legate alle normative, come spiega il moderatore della AAP Daniele Raselli: il cambio della RIC (rimunerazione per l’immissione di elettricità orientata ai costi), che ora prevede la commercializzazione diretta della produzione, ha per il momento frenato la costruzione di impianti a biomassa in favore di altre soluzioni (eolico e altre), fino al 2022, anno in cui andrà in scadenza, ma non si conosce ancora che soluzione si adotterà in seguito. In attesa di conoscere il futuro delle normative, quello che si può fare è parlarne, unire intenti e forze e farsi trovare pronti quando sarà il momento; proprio in questo senso, in sala, prendono la parola tre dei protagonisti principali del futuro della biomassa in Valposchiavo.

”Non condivido proprio tutto il discorso al cento per cento, – dice il Podestà di Poschiavo Giovanni Jochum – ma la base è assolutamente molto buona, ci regala una visione di cosa può succedere in Valposchiavo nel prossimo futuro. L’idea si sposa molto bene con gli sforzi fatti in tutta la valle per produzione e consumo dei prodotti a livello locale, la domanda è: si riuscirà a finanziare questo progetto? Sicuramente vale la pena approfondirlo andando avanti in questa direzione”.

”Sono tanti anni che discutiamo e tentiamo di realizzare questo progetto, – spiega Pierino Rada, presidente AAP – c’è stato un periodo di rallentamento, ma ora sembra essersi ripreso. Speriamo che insieme a Comune di Poschiavo e Repower un giorno, una volta trovati i mezzi finanziari, potremmo finalmente realizzarlo anche in Valposchiavo”.

”Inzio subito col dire, – interviene Loris Raselli, responsabile pianificazione presso Repower – che nell’ambito di un precedente accordo con la AAP ci siamo già resi disponibili per valutare e approfondire le soluzioni di fonti rinnovabili in Valposchiavo. Proprio in questo contesto lo scorso anno è stato realizzato uno studio a livello generale per il potenziale in Valposchiavo ed è emerso che questo potenziale esiste ed è opportuno fare ulteriori ricerche per ricavare dati più concreti. Repower è quindi disponibile per l’avanzamento del progetto”.

A seguito degli interventi dei portavoce principali, la discussione è proseguita con domande e risposte da parte del pubblico agli oratori. Interessante l’intervento di Reto Raselli che ha suggerito un maggiore coinvolgimento del settore alberghiero nel progetto (scarti alimentari) e azioni di coinvolgimento tramite un progetto appetibile per tutte le parti coinvolte.

”L’obiettivo della serata, – ha concluso il moderatore Daniele Raselli – era quello di iniziare a trovare una linea comune e iniziare a tracciare un cammino per portare alla realizzazione di un progetto di impianto a Biogas. Il discorso grazie a Sandro Lardi è stato riaperto, ricominciamo a parlare di BioGas… e se son rose fioriranno. Questo il mio augurio per tutti voi”.


Ivan Falcinella