Nuovo volto per il tunnel di Casa Anziani grazie ai ragazzi delle superiori

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Si è concluso con il finire del mese di maggio il progetto dei ragazzi delle scuole superiori di Poschiavo che, dal 30 aprile, si sono impegnati durante le ore scolastiche ad affrescare ed abbellire le pareti del tunnel che passa sotto la Casa Anziani. Il passaggio pubblico, infatti, purtroppo, non è nuovo ad atti di deturpamento, tramite graffiti spesso osceni.

A ”pennelli fermi” Il Bernina ha contattato uno dei tre insegnanti di arti figurative che hanno contribuito a realizzare il progetto scolastico di riqualificazione. Sandro Plozza, facendo da portavoce anche per i colleghi Reto Spadini e Moreno Raselli, risponde alle nostre domande.

Da dove, o da chi, è nata la decisione di dedicarsi a questa attività con le scuole?
L’idea non è nuova ed è sempre argomento di dialogo, visto che questo tunnel già da anni è vittima di scritte volgari e disegni osceni. Qualche mese fa, la Casa Anziani ha contatto Moreno Raselli chiedendo se fosse possibile attivare gli alunni per ripulire insieme il passaggio e decorarlo con un tema legato alla natura.
La decisione del gruppo di lavoro sul tema natura è caduta sugli animali, dividendoli in: animali della terra e animali dell’acqua. La Casa Anziani ha quindi messo la mano di bianco e gli alunni per tre martedì di fila si sono occupati, tramite le sagome su carta da pacco, di realizzare gli animali sulle pareti.

Qual è stata la risposta delle classi coinvolte?
Innanzitutto, la proposta era stata estesa a tutte le classi superiori, ma visti altri impegni e l’avvicinarsi della fine dell’anno scolastico sono state le prime superiori e una seconda avviamento ad aderire al progetto.
I ragazzi hanno risposto positivamente a questo invito della Casa Anziani, infatti, disegnare su grandi spazi, all’aperto, il tutto nell’orario scolastico è stato sicuramente un modo piacevole di dare uno strappo alla routine scolastica.
Anche noi insegnanti coinvolti ci siamo divertiti, benchè controllare una media di 18 alunni a testa (il gruppo grande era composto da 35 scolari e due insegnanti) non sia stato un compito facile. A rendere il lavoro più difficile è stato pure il vento che si incanalava, abbassando la temperatura e riducendo la motivazione in alcuni ragazzi.

Quanto è stato importante e didattico per i ragazzi toccare con mano e rimediare al danno del vandalismo?
Certamente uno degli scopi che ci prefiggevamo, aderendo al progetto, era creare una maggior coscienza sociale nei nostri giovani ragazzi. Sentirsi protagonisti di questa riqualificazione credo sia servito a far crescere in loro il rispetto nei confronti di chi si occupa degli spazi pubblici. Averlo fatto con le proprie mani, inoltre, credo abbia instillato in ognuno la consapevolezza di aver contribuito in maniera concreta alla bellezza del loro paese. Siamo molto soddisfatti della riuscita di questo progetto.


A cura di Ivan Falcinella