Piccoli passi: la plastica, un pericolo per l’intero ecosistema

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La plastica è un materiale estremamente versatile, la sua produzione è economica ed è possibile produrla in grandissime quantità. Negli ultimi 50 anni la plastica si è lentamente insinuata nella nostra vita. Sacchetti, scarpe, posate, piatti, spazzolini, imballaggi, tessuti, pezzi d’automobile, elettrodomestici… la lista di oggetti di plastica che fanno parte della nostra vita è infinita. Basta guardarsi in giro per casa; in bagno, in cucina, nella camera da letto, in salotto: in ogni locale delle nostre case ci sono moltissimi oggetti di plastica; troppi.

Anche se la plastica è un materiale molto economico da produrre sta diventando sempre più costoso per il nostro ambiente. Decenni di uso sconsiderato di questo materiale, di prodotti usa e getta e di cattiva gestione dei rifiuti, hanno trasformato il pianeta in una discarica a cielo aperto. Nei nostri oceani ci sono isole galleggianti di plastica dalle dimensioni inimmaginabili, la maggior parte della fauna acquatica ha della plastica nello stomaco e molti animali muoiono perché incapaci di digerire i pezzi di plastica che hanno scambiato per cibo. La crisi legata alla plastica sta raggiungendo tali dimensioni da mettere in pericolo l’intero ecosistema.

Fortunatamente, in Valposchiavo la situazione è meno critica rispetto a Paesi in via di sviluppo come l’India oppure il Bangladesh, tuttavia anche da noi è un problema che non può essere sottovalutato. Anche se in Svizzera i rifiuti vengono smaltiti in modo più sicuro non ha senso che una persona nel nostro paese produca in media 712 chili di rifiuti all’anno. Anche se è possibile riciclare una parte dei rifiuti e gli altri vengono bruciati, la loro produzione causa comunque emissioni di CO2 ed è inevitabile che molta spazzatura finisca nella natura. Basta pensare alle azioni che sono state fatte negli ultimi anni con gli scolari e alla quantità di rifiuti che è stata trovata sul nostro territorio. Andando a passeggio nel bosco, lungo il lago oppure nei campi è sempre possibile trovare dei pezzi di plastica, dei mozziconi di sigaretta oppure qualche cartaccia.

Tuttavia, non ancora tutto è perduto. È una crisi difficile da risolvere ma lentamente il mondo sta realizzando che questa non è la direzione giusta dove andare. Adidas ha venduto più di un milione di scarpe realizzate con bottiglie di plastica riciclate, il secondo produttore di sigarette al mondo sta sviluppando dei filtri biodegradabili, centinaia di migliaia di volontari raccolgono plastica da fiumi, laghi, boschi e spiagge prima che entrino nell’oceano e molti paesi stanno bandendo la plastica monouso. Una start-up chiamata Ocean Cleanup ha brevettato un sistema per riuscire a raccogliere grandi quantità di plastica nel mare aperto. Tempi migliori sono quindi all’orizzonte ma solamente con il contributo di tutti è possibile raggiungere dei risultati. Anche noi, nella nostra vita quotidiana possiamo fare una grande differenza, basta solamente qualche piccolo accorgimento per poter raggiungere dei grandi risultati.

Dato che la plastica è presente in quasi tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana, è impossibile riuscire ad eliminarla completamente da un giorno all’altro. Tuttavia, facendo un passo alla volta è possibile ridurne considerevolmente l’uso. Quando ho cominciato a ridurre il mio consumo di plastica ho iniziato con delle cose semplici, come tenere sempre delle borse nello zaino e comperare una bottiglia per l’acqua riutilizzabile in modo da non dover comperare le bottigliette di plastica tutti i giorni. Con il passare del tempo si possono cambiare più abitudini: come ad esempio usare solo saponette e shampoo solido per lavarsi al posto del sapone liquido in bottiglia, comperare degli spazzolini da denti in bambù, portarsi le posate da casa al posto di utilizzare quelle in plastica, usare dei sacchetti riutilizzabili per fare la spesa, eccetera. Cercando su Google (o meglio su Ecosia) “zero waste” è possibile trovare un’alternativa senza plastica per praticamente qualsiasi oggetto; ci sono anche molti video in italiano dove è possibile trovare degli spunti interessanti.

Inoltre, riflettere un po’ di più mentre si fanno le compere può fare una grande differenza. Un trucco molto utile è chiedersi se ciò che si compera può essere riutilizzato oppure riciclato oppure se deve essere buttato immediatamente dopo l’utilizzo. È molto stupido acquistare dei prodotti che utilizziamo per pochi secondi realizzati con un materiale che impiega centinaia di anni a decomporsi. Anche in questo caso la chiave per il successo è cominciare con una cosa alla volta, farla fino a che non diventa automatico e poi modificare ancora un’altra abitudine. L’obiettivo non è essere perfetti, ma cercare di fare il proprio meglio; poi se una volta ci si dimentica di portare la propria borsa e se ne prende una in plastica il mondo non crolla.


Daniele Isepponi