MIP, stessi temi ma nuove ed entusiasmanti idee

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Domenica 23 giugno 2019, presso il Polo Poschiavo si è svolta per la seconda volta con un gruppo di studenti nuovi, la presentazione dei risultati e la formulazione di proposte per lo sviluppo sostenibile che gli studenti del MIP (Politecnico di Milano) hanno avuto modo di elaborare durante i due giorni di permanenza in Valposchiavo.

Come la scorsa volta i partecipanti si sono confrontati con tre realtà poschiavine: la Valposchiavo stessa, l’azienda Raselli e la Repower.

Il MIP ha portato questi manager proprio da noi per mostrargli un modello particolare, un modello ecosostenibile ed infine un modello che ha portato sviluppo in un territorio difficile.

Repower
Partendo dal lontano 1904 in una valle che si sta spopolando, in un ambiente che si potrebbe definire un po’ ostile nasce la Repower (meglio detto le allora Forze Motrici Brusio). È stato un promotore di trasformazione e di sviluppo sfruttando l’orografia del territorio per creare energia. Ha portato lo sviluppo della tecnologia nella valle puntando comunque fin dal principio su energie pulite. Energie che hanno contribuito alla realizzazione della tratta del Bernina, cosa che ha aperto ancora di più la nostra valle al turismo ed ai mercati esteri. Come tutte le aziende ha avuto una grande voglia di espansione verso l’esterno per essere uno dei giocatori principali sul mercato europeo, rivedendo poi i suoi obiettivi per puntare di più sul cliente e sulla qualità del prodotto fornito.

Le proposte degli studenti sono di potenziare due delle attività che Repower sta portando avanti collegate al mondo del servizio e della manutenzione, andando a rafforzare questa area di commercio così da poter raggiungere più clienti, quindi a livello di indotto a portare maggior occupazione sul territorio. Come pure sarebbe auspicabile fare campagne di partnership con l’industria automobilistica per quanto riguarda le colonnine di ricarica per le auto elettriche. Per passare poi per esempio ad un modello innovativo di tipo ESCo (Energy Service Company), quindi di creare una branca che si occupi di realizzare interventi finalizzati alla efficienza energetica. Ed infine interfacciarsi con una realtà come l’Africa per portare anche lì i nostri modelli e le nostre tecnologie energetiche fotovoltaica e eolica.

L’azienda Raselli
Un encomio per questa azienda che è riuscita a sfruttare una nicchia di mercato fatta su misura per il territorio dove ci troviamo e per aver portato anche essa posti di lavoro.

Le idee di miglioramento sviluppate dai partecipanti sono la possibilità di sviluppare nuovi prodotti, diversificando il palinsesto esistente, togliere tutti i materiali che non sono naturali per quanto riguarda gli involucri del prodotto, utilizzare molto di più materiali naturali anche per la costruzione della sede, rendere l’immagine dell’azienda più accattivante così da accendere una lampadina nella testa del consumatore.

100 % Poschiavo
Poschiavo è una splendida vallata, con il treno che fa da collegamento tra St.Moritz e la Valtellina, che è stato potenziato dall’UNESCO e che ci ha dato un sacco di spinta nel fattore turistico. Una valle che sa collaborare e che punta sull’istruzione. Un luogo che è riuscito a creare conoscenza nuova partendo dal sapere antico.

L’augurio che ci fanno gli studenti è di portare fuori questo nostro modo di fare le cose. Creando un festival della sostenibilità, aprendo le porte ad altre realtà così da poter condividere le conoscenze (win-win policy). Aprendo ulteriormente le aziende per chi ha voglia di vivere per un certo periodo di tempo come lavoriamo, per creare un turismo attivo. Condividendo con il mondo del web e del MIP, così come altri politecnici il nostro sistema di ecosostenibilità e della strategia territoriale. Creando un’agenzia che fornisca consulenza ad altre realtà che siano interessate a cercare la via dello sviluppo territoriale, formando anche nuovi giovani che aiutino a portare le conoscenze altrove. Ed infine creare un “felicitometro” che grazie agli indici della FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) trovi delle ricette esportabili per passare da un livello di inefficienza economica e sociale ad un livello sostenibile come il nostro.

Ringrazio di cuore anche questi “ragazzi”, che pur avendo trattato gli stessi temi visti da i loro compagni prima di loro, sono riusciti ad elaborare nuove idee che sono sicuro potranno contribuire per sviluppare o conservare al meglio la valle.


Paolo Marveggio