Intervista a Livio Zanolari, candidato al Nazionale

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Come preannunciato nella nostra intervista a Jon Pult, torniamo ad occuparci di politica federale con un altro candidato grigionese al Consiglio nazionale nelle elezioni del prossimo 20 ottobre. Livio Zanolari non è certo un volto sconosciuto in Valposchiavo, anche se gli impegni professionali lo hanno tenuto spesso lontano dal suo luogo d’origine. Lo abbiamo recentemente incontrato per un’intervista durante una delle sue frequenti visite in valle.

Nato e cresciuto in Valposchiavo e residente con la sua famiglia a Coira, Livio Zanolari ha iniziato il suo percorso professionale come docente di scuola secondaria. Si è poi formato come giornalista ed ha lavorato per molti anni quale corrispondente della RSI a Coira e a Berna. In seguito ha avuto una lunga esperienza a Palazzo federale, dove ha collaborato come portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri e capo dell’informazione del Dipartimento federale di giustizia e polizia con sei consiglieri federali. Dopo una parentesi presso Repower, si occupa ancora di comunicazione per conto proprio (clicca qui per maggiori informazioni).

Fra il 2000-2006 Livio Zanolari è stato eletto per due legislature quale granconsigliere nel circolo elettorale di Coira nelle liste del PDC, che nel 2011, dopo una lunga militanza, ha lasciato per passare nelle file dell’UDC, di cui è tra i fondatori della sezione valposchiavina. Dopo il 2011 e il 2015, quest’anno è la terza volta che Livio Zanolari si candida al Consiglio nazionale nelle liste dell’UDC. La motivazione principale che lo spinge a candidarsi è l’interesse per la vita pubblica e in particolare per le regioni di montagna.

Contrario alla tendenza generale a centralizzare e concentrare il potere istituzionale nelle varie capitali (come ad esempio Coira, Berna o Bruxelles), Livio Zanolari è un fautore dell’autonomia delle istituzioni locali e vede la sua candidatura anche come un gioco di squadra all’interno del partito, con il quale è orgoglioso di gareggiare per le elezioni federali al fianco dei due capilista dell’UDC grigionese, Magdalena Martullo-Blocher e Heinz Brand.

Livio Zanolari

È convinto che l’Accordo quadro con l’Unione europea sia assolutamente da respingere perché la Svizzera non deve cedere all’UE il suo diritto di imporsi le proprie leggi ed è contrario anche all’Accordo di libera circolazione delle persone, stipulato dalla Svizzera con i Paesi dell’UE nel 1999, in quanto questo accordo sarebbe la causa di un’alta percentuale di persone con reddito insufficiente.

Per quanto riguarda l’ambiente Livio Zanolari ritiene che dal punto di vista delle imprese la coscienza per il rispetto e la salvaguardia in Svizzera sia già a un buon livello ed è critico sull’imposizione di nuove tasse, divieti e limitazioni. L’ambiente va ulteriormente protetto con l’innovazione e il progresso tecnologico e la sua preoccupazione maggiore è rivolta a quegli stati che non hanno una politica efficace né sui rifiuti, né sulle emissioni di gas tossici.

Il candidato valposchiavino è inoltre convinto che per uno sviluppo duraturo e sostenibile del settore energetico – un settore che lo interessa in particolar modo – in Svizzera sia necessario un maggiore sostegno da parte della Confederazione, affinché vengano promossi ulteriori progetti di sfruttamento della forza idrica, che è l’unica vera risorsa disponibile ed ecologica nelle regioni di montagna. Pensa ad esempio a progetti come quello di Chlus, nella bassa Prettigovia e di centrali con sistema di pompaggio come Curciusa e Lago Bianco.

Riferendosi al problema del traffico di Livigno, inoltre, egli vedrebbe di buon occhio l’esenzione dal pagamento del dazio sul carburante dei rifornitori in Valposchiavo. Una misura da lui definita eccezionale per far fronte a una situazione molto grave. Questa misura aiuterebbe a ridurre il traffico di transito lungo l’asse del Bernina. In ogni caso, per riuscire a muovere qualcosa e ad avere voce in capitolo in seno all’amministrazione federale, ritiene che sia fondamentale essere nel Parlamento nazionale.


Achille Pola