CSVP, in 80 per dimostrare l’importanza del volontariato

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Anche quest’anno, come di consueto, si è svolta sabato 17 agosto la festa dei volontari del Centro Sanitario Valposchiavo che, grazie al tempo meteorologico favorevole, ha avuto luogo nel giardino della Casa Anziani. Alla ricorrenza erano presenti circa 80 persone del grande gruppo di 179 volontari, suddivisi tra quelli appartenenti all’ATE (Animazione Terza Età), alla Casa Anziani e all’Ospedale San Sisto.

I partecipanti erano stati assegnati ai tavoli secondo l’appartenente “tipo” di volontariato; c’era il tavolo della tombola, quello dei giochi con le carte, come pure il tavolo dei risciò, del canto, della ginnastica e della maglia; era presente anche il gruppo uomini della Spitex, responsabili della distribuzione degli alimenti e tanti altri tipi di servizio.

I risciò, nuovo servizio che viene offerto alle persone anziane, sono delle bici elettriche con una portantina, sulla quale gli anziani vengono condotti a fare il giro del paese. Questa idea permette così agli ospiti che escono raramente di poter vedere con i loro occhi i cambiamenti che sono avvenuti in valle, come ad esempio la costruzione di edifici e fontane; inoltre, permette loro di incontrare persone che magari non si vedono da tanto tempo.

L’evento ha avuto inizio a mezzogiorno con un discorso tenuto da Guido Badilatti, direttore del Centro Sanitario Valposchiavo. Quest’ultimo ha tenuto a ribadire come il volontariato, soprattutto nella nostra piccola valle, non sia carente di persone attive che si impegnano, mettendo a disposizione il loro tempo gratuitamente per il bene del prossimo.

A seguire i presenti sono stati serviti di un ricco pranzo e, durante le varie portate, sono stati intrattenuti dal suono delle fisarmoniche. Dopo il pasto si sono susseguiti dei giochi e sulle note musicali delle canzoni popolari c’è chi si è pure scatenato cantando o ballando sull’improvvisata pista da ballo.

In quest’atmosfera piacevolmente allegra e spensierata, si è svolta anche quest’anno la festa dei volontari del Centro Sanitario Valposchiavo, volta a ringraziare di cuore l’impegno delle persone che si mettono a disposizione per rendere gradevolmente scorrevoli le giornate dei pazienti. In conclusione, una profonda citazione di Erich Fromm, uno dei più grandi filosofi del secolo scorso, che ha concluso il discorso di Guido Badilatti, la quale racchiude tutto il succo del volontariato: “Dare è la più alta espressione di potenza. Nello stesso atto di dare, io provo la mia forza, la mia ricchezza, il mio potere. Questa sensazione di vitalità e di potenza mi riempie di gioia. Mi sento traboccante di vita e di felicità. Dare dà più gioia che ricevere, non perché è privazione, ma perché in quell’atto mi sento vivo“.

Esperienze e motivazioni nell’impegno dei volontari

Donatella Piatta
“Ho cominciato a prestare servizio di volontariato il primo di agosto. In occasione della Festa Nazionale ho aiutato ad organizzare i festeggiamenti per gli ospiti della Casa Anziani. Oltre a questo sono presente ad aiutare durante le passeggiate, a servire in caffetteria oppure semplicemente facendo compagnia. Quello che mi ha spinto a cominciare è stata la voglia di poter aiutare le persone e in questo caso il sorriso che sorge a chi viene aiutato ti dà la voglia di continuare a farlo. Per me volontariato significa la contentezza nel sentirsi “utile” più del solito. Invece di avere un altro hobby ho deciso di mettere il mio tempo a disposizione per rendere gli altri felici”.
Ottavia Branchi
“Quest’anno sono entrata in prepensionamento e mi è stato chiesto di aiutare a mantenere attiva la caffetteria della Casa Anziani, che senza l’aiuto dei volontari faticherebbe a rimanere aperta. Io ho accettato con piacere, visto che il volontariato è sempre stato un mio sogno. Adesso che si è finalmente avverato, sono molto felice di farne parte. Del servizio che svolgo mi rende particolarmente felice quando gli ospiti scendono in caffetteria e ti cercano per giocare a carte o chiacchierare. Alla sera rientri piena di soddisfazione”.
Valentina Zanolari
“Faccio parte del gruppo della tombola insieme a Teresina Zanetti, Renata Lanfranchi, Letizia Cortesi e Frida Godenzi. Le nostre attività principali sono naturalmente la tombola, i compleanni, che vengono festeggiati una volta al mese e la castagnata. Le tombole, che sono sempre di mercoledì, durano solitamente un’oretta e sono tutti felici e motivati nel partecipare perché ognuno riceve sempre un piccolo premio. Il nostro servizio di volontariato è cominciato 32 anni or sono. Nel periodo dell’alluvione abbiamo prestato aiuto alle suore e da lì abbiamo continuato facendo parte dell’Unione Femminile Valposchiavo. Una volta eravamo all’incirca una decina, perché prima, quando portavamo ancora a passeggio gli anziani, c’era bisogno di più aiutanti, ora siamo rimaste in cinque. Inizialmente, oltre a qualche buon’anima che faceva delle offerte, eravamo noi ad occuparci di tutto, ad esempio delle torte dei compleanni, ora invece siamo sostenute economicamente dall’ATE. Fare volontariato ci porta tanta soddisfazione, riconoscenza e torni a casa felice, perché hai donato qualcosa a qualcun altro”.
Renato Albasini
“Il gioco delle carte viene organizzato durante tutto l’anno, sempre di martedì. L’unico problema riscontrato è che abbiamo pochi anziani che riescono a giocare a carte, solitamente siamo tra i quindici e venti giocatori. Io ho cominciato da sette anni ad offrire questo aiuto come passatempo, ma già quando prestavo servizio militare ero nel campo sanitario ed ho sempre avuto una passione nell’aiutare le persone anziane. Finché la salute me lo permetterà sicuramente continuerò a farlo”.

Angelica Costa