Due volti di un amore

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Sotto le arcate del Viadotto di Brusio, sabato 31 agosto Begoña Feijoó Fariña – scrittrice e presidente della PGI Valposchiavo – intervista Alexandre Hmine, professore di letteratura italiana al Liceo di Lugano.

Parla del suo libro, il primo.

Racconta ciò che ha vissuto, con lucidità e amore, dopo il tempo giusto per capire…” essere troppo dentro le cose non fa scrivere”…dice.

È un canto alla vita, un omaggio a culture diverse, un messaggio di gratitudine.

«La chiave nel latte» è la sua storia, quella trascorsa fino a 18 anni nel Malcantone, quella delle vacanze a Casablanca, quella di due culture che si scontrano, si incontrano, si fondono, lo fanno sentire parte di due mondi dai quali cogliere il meglio.

Non è un vissuto facile il suo; c’è spaesamento, rancore, scontro, c’è il dolore dell’abbandono, la curiosità di sapere e la paura di scoprire.
E c’è il tempo per rappacificarsi con il destino e per scrivere la sua storia.
La dedica alle due madri; a Elvezia, che lo alleva consapevole di non averlo partorito, e alla giovane mamma marocchina, che lo ha partorito e non l’ha visto crescere.


Begoña Feijoó Fariña con Alexandre Hmine presso il viadotto elicoidale di Brusio, 31 agosto 2019

Elvezia lo ama di un amore ruvido, scarno, fatto di frasi brevi in dialetto stretto, dell’ovomaltina e gli Zwieback al mattino, consumati in silenzio che… “Mòcala! A tavola non si canta e non si cìfola!”, della messa della domenica.
Vivono in simbiosi loro due; non sente la mancanza di un padre.

La mamma marocchina è un po’ distratta, un po’ distante: lo copre di regali, impreca in arabo sulle strade di montagna, si affeziona all’Islam, porta le scarpe col tacco e lo ama, a modo suo. Ha un marito – che tutto sommato gli vuole bene – gli regala una sorellina.
Ha letto la sua vita attraverso gli occhi del figlio. Hanno avuto il tempo di confrontarsi. Non è stato facile e c’è ancora tanto da dire.

Elvezia non c’è più. Alexandre la va a trovare al cimitero e le regala la sua storia…
“A ta l’ lengi mì, Elvezia, pian pianìn, come ta fasevat tì quand ca sevi pinìn e a ma setavi giò süi tò ginöcc, visìn a la stüa…”

Aspettiamo il secondo libro di Hmine. Se ci sarà, sarà simile al primo – ci dice, e intanto aspetta di aggiungere nuovi fotogrammi alla storia della sua vita.


Monica Paganini