“Interpellanza Jochum” a favore delle regioni periferiche

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Il podestà di Poschiavo Giovanni Jochum, 31 agosto 2019

Nella scorsa sessione di agosto del Gran Consiglio, il podestà e granconsigliere poschiavino Giovanni Jochum ha inoltrato al governo retico un’interpellanza, firmata anche da altri 69 parlamentari, concernente lo sviluppo delle regioni periferiche e la collaborazione con gli uffici cantonali.

L’interpellanza, consultabile sul sito del Cantone (clicca qui), se da un lato riconosce all’Esecutivo di prodigarsi per la salvaguardia dell’autonomia delle singole regioni e dei comuni con strumenti quali la perequazione finanziaria, dall’altro lo redarguisce per non essere sempre cosciente del fatto che nelle località periferiche dei Grigioni ogni singola piccola o media impresa, nonché ogni singolo posto di lavoro, rivesti un’importanza maggiore rispetto ai grandi centri urbani. Ciò sembrerebbe essere attestato dal fatto che dipartimenti e amministrazione cantonali presenterebbero talvolta soluzioni e riorganizzazioni che disattendono il principio della decentralizzazione e del rafforzamento dell’economia nelle regioni periferiche.

Sempre nel medesimo testo, oltre a una sottolineatura sull’importanza del mantenimento dei posti di lavoro nell’amministrazione cantonale nelle regioni, si chiede pure alle massime autorità grigionesi che qualora sorgano divergenze fra i diversi uffici cantonali venga dato maggiore peso a soluzioni locali o regionali. Poiché il tema appare sempre più un nodo cruciale attorno al quale si giocheranno a medio e lungo termine buona parte delle questioni aperte sul futuro del nostro territorio, abbiamo chiesto alcune precisazioni a Giovanni Jochum, promotore e primo firmatario dell’interpellanza.

Riferendosi all’interpellanza, in prima battuta il podestà di Poschiavo ha voluto anzitutto segnalare – a riprova di come alcune iniziative parlamentari possano trovare un consenso ampio e trasversale – l’«Incarico Ellemunter-Della Cà-Jochum» per l’eliminazione della tassa supplementare di CHF 30.- relativa all’esame di veicoli a Scuol, Li Curt e Müstair, approvato dal Gran Consiglio retico proprio nella sessione di agosto senza alcun voto contrario.  

Jochum spiega inoltre di avere richiesto al Cantone, nello scorso mese di luglio, di potere usufruire di tutti i servizi che il nuovo sistema di telefonia “Skype for Business” permette. Tale sistema è già in applicazione presso il Comune di Poschiavo e gli uffici cantonali, e consentirebbe di migliorare la collaborazione con le autorità cantonali, nonché la creazione di una rete (o federazione) fra vari comuni. “La risposta del consigliere di stato Rathgeb è stata solo in parte soddisfacente: anche se al momento il Cantone riconosce i vantaggi di questa tecnologia, esso teme che ampliando la rete ai comuni, i rischi di virus e attacchi hacker possano aumentare. Comunque, pochi giorni dopo la richiesta, i responsabili cantonali dell’informatica hanno preso contatto con il Comune di Poschiavo proponendo una prima variante di collaborazione”, afferma il podestà di Poschiavo.   

L’«Interpellanza concernente lo sviluppo delle regioni periferiche e la collaborazione con gli uffici cantonali», inoltrata al Governo nell’ambito della sessione del Gran Consiglio d’agosto, prende dunque le mosse dalla precedente richiesta inviata al Cantone dal Comune di Poschiavo e il podestà precisa: “Lo scopo di tale interpellanza parlamentare non è quello di ricevere maggiori contributi o di mantenere strutture private che non sono più redditizie. Tuttavia, il futuro di aziende private, che rappresentano le fondamenta delle attività artigianali e commerciali della nostra valle, potrebbe essere messo a repentaglio da eventuali decisioni di uno o dell’altro ufficio cantonale, o a causa di loro opinioni divergenti”.

Jochum afferma che la riorganizzazione di uffici cantonali, tendente a creare centri nelle periferie (come a Samedan), corre palesemente il rischio di creare dei disservizi. Potrebbe essere il caso, ad esempio, dell’annunciata chiusura del posto di polizia in Bregaglia, e si chiede: “Cosa succederà se non ci saranno poliziotti in Bregaglia e il Maloja venisse chiuso? E anche se ciò non fosse e capitasse un incidente a Castasegna con necessità d’intervento della polizia, quanto tempo passerà fino all’arrivo del primo poliziotto? Pochi minuti se una pattuglia si trovasse per caso in Bregaglia, ma fino a più di un’ora se dovesse partire da Samedan”.

Al centro Giovanni Jochum durante la sessione di giugno 2019 del Gran Consiglio a Pontresina (extra muros)

L’obiettivo principale dell’interpellanza è dunque quello di trovare delle soluzioni grazie alle quali questi disservizi non vengano a crearsi. Ciò potrebbe essere reso possibile, fra l’altro, se il Cantone permettesse anche un accesso remoto ai server degli uffici cantonali tramite il nuovo sistema di telefonia. I commissari fiscali, ad esempio, potrebbero controllare direttamente il lavoro dei collaboratori con ufficio dislocato, che a loro volta potranno essere d’aiuto a chi lo richieda, senza bisogno di spostarsi nei grandi centri o a Coira. In questo modo posti di lavoro dislocati non correrebbero il rischio di venire smantellati. “Tutti parlano di digitalizzazione, di posti di lavoro dislocati, di flessibilità. Allora perché non cercare nel limite del possibile di decentralizzare?”, aggiunge Jochum.   

In secondo luogo i 70 firmatari dell’interpellanza chiedono al Governo e agli uffici cantonali maggiore trasparenza: “È molto importante per noi che vi sia trasparenza, che ci venga comunicato con anticipo in che direzione ci si vuole muovere e che i comuni possano prendere posizione in merito. Trovarsi di fronte a decisioni prese, a fatti compiuti, non aiuta di certo a migliorare lo spirito di collaborazione”, dichiara ancora il podestà di Poschiavo. E a tal proposito egli chiarisce anche una frase presente nel preambolo dell’interpellanza, in cui si accenna a sassi trasportati dalla Valposchiavo in Prettigovia. Si tratterebbe di blocchi usati per lavori di arginatura oltre il Passo del Flüela e provenienti dalla cava della Motta di Miralago, che avrebbero potuto essere agevolmente estratti in loco, evitando così un forte impatto ambientale causato dal trasporto, qualora gli uffici cantonali competenti fossero debitamente intervenuti.  

L’interpellanza punta infine anche a sensibilizzare governo e amministrazione cantonali sul fatto che in regioni periferiche come la nostra un posto di lavoro in meno, una persona o una famiglia in meno, riduca la capacità dei comuni di rimanere indipendenti e di prosperare. Poiché la politica cantonale vuole invece dei comuni forti, in grado di affrontare le sfide future, è necessario invertire l’attuale tendenza e promuovere maggiormente la decentralizzazione. Per far ciò è quindi fondamentale sensibilizzare sia Governo che Gran Consiglio in merito alla tematica. 

Abbiamo poi chiesto a Giovanni Jochum se la nomina alla prestigiosa carica di Presidente del Gran Consiglio retico per l’anno parlamentare 2019/2020 del suo collega poschiavino Alessandro Della Vedova – che non ha firmato l’interpellanza a causa del suo ruolo istituzionale che non gli permette di prendere direttamente posizione su singoli atti parlamentari – potrà influire su una maggiore sensibilità del governo grigionese rispetto alle difficoltà nelle periferie del Cantone.

“Alessandro Della Vedova potrà sicuramente sensibilizzare l’amministrazione cantonale e in occasione dei suoi innumerevoli incontri durante questo anno di presidenza anche tutti i centri più produttivi e popolati del Cantone sulla situazione delle regioni periferiche, delle minoranze linguistiche, come pure su quanto sia importante un’ottima collaborazione tra uffici cantonali e comuni. Non potrà invece sostenere più di tanto eventuali rivendicazioni provenienti dalla nostra regione”, ha concluso il promotore dell’interpellanza.


Achille Pola