La ROSI sceglie ancora Poschiavo

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Giovedì 19 settembre alle ore 20.30, presso la chiesa evangelica riformata di Poschiavo, torna la Rassegna organistica della Svizzera italiana (ROSI), questa volta con la musicista Suzanne Z’Graggen.

“La scelta di Poschiavo per il secondo anno consecutivo – spiega il direttore artistico Stefano Molardi – è dettata dalla bellezza del territorio, dall’interesse del pubblico, dalla disponibilità delle persone, curiose di avvicinarsi all’organo, ed in particolare dalla bellezza di questo strumento, uno dei più belli di tutta la Svizzera”.

Il concerto di Suzanne Z’Graggen sarà un omaggio a Cécile Chaminade e comprenderà, oltre a pezzi scritti dalla pianista e compositrice francese, musiche di
Johann Sebastian Bach, Nadia Boulanger e Philip Glass (clicca qui per visualizzare il programma completo). “La scelta del repertorio – spiega Molardi – è dettata non solo dalla volontà di valorizzare il bellissimo organo della chiesa evangelica, ma anche dal desiderio di far conoscere al pubblico il grande repertorio scritto nei secoli sull’organo e anche, come in questo caso, far scoprire repertori, in particolare del ‘900, non sempre presentati nei concerti tradizionali”.

Suzanne Z’Graggen

Suzanne Z’Graggen ha studiato presso i conservatori di Lucerna e Berna (Kirchenmusik A-Diplom, Insegnamento e diploma solista per organo), presso l’Università di Berna (insegnante di musica) e presso l’Università di musica e arti dello spettacolo di Vienna nella classe di concerti di Michael Radulescu. Ha vinto premi in numerosi concorsi nazionali e internazionali. Dal 2008-2016 ha lavorato come organista presso la cattedrale di St. Ursen a Soletta. Suzanne Z’Graggen è inoltre coordinatrice degli studi e responsabile del personale per la musica sacra e docente per organo all’Università di Musica di Lucerna. E’ anche la musicista responsabile e organista principale della chiesa dei Gesuiti a Lucerna.

“Grazie al programma proposto – conclude il direttore artistico Stefano Molardi – il pubblico può ascoltare i numerosi colori sonori dello strumento come in un caleidoscopio, ma al tempo stesso può emozionarsi grazie alla piena sonorità che si sviluppa in chiesa e grazie alle armonie, a volte ardite e contrastanti, dei brani in programma”.


Marco Travaglia

Caporedattore e membro della Direzione