Miglioriamo i collegamenti per l’oggi, per il domani “olimpico” e per il futuro

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Questa l’esortazione che ha accomunato amministratori di tutte le appartenenze politiche che è emersa nel corso del convegno sondriese organizzato dal Partito Democratico (che è in minoranza nell’assemblea regionale lombarda).

“Il presente conta molto per gli utenti valtellinesi stanchi dei disservizi e tuttavia bisogna adesso pensare anche e soprattutto al futuro”, questo in sintesi il pensiero di Franco Spada, sindaco di Tirano. “Tirano è fulcro geografico, economico e infrastrutturale, cerniera tra Lombardia e Canton Grigioni. Ma siamo anche a rischio continuo di corto circuito”. Due i nodi che si riverberano concretamente anche in Valposchiavo.
Cominciamo dalla strada. Nel tardo autunno 2020 dovrebbero incominciare i primi lavori per la costruzione della tangenziale di Tirano che dovrà essere pronta per le Olimpiadi. I tiranesi respireranno vedendo il traffico dirottato fuori dal centro cittadino.
“Qualche vantaggio per la Valposchiavo, signor sindaco?”. “Si attenuerà parzialmente il flusso. Gli automobilisti entreranno in tangenziale a Bianzone e usciranno ai confini del Comune di Sernio, quindi saranno invogliati a continuare sulla strada statale dello Stelvio verso Bormio. Certo è possibile che a Bianzone snobbino la tangenziale e proseguano sulla strada normale verso il valico di Campocologno. Com’è anche possibile che qualcuno arrivato in cima a Campone decida di tornare indietro. Vedremo”.

Sempre a proposito di strade gli amministratori presenti e i tecnici hanno indicato i punti su cui intervenire.
A Sondrio la tangenziale finisce in un passaggio a livello, caso più unico che raro. L’obiettivo per il 2026 è prolungare la tangenziale superando la ferrovia e giungendo qualche chilometro oltre, nel comune di Poggiridenti. Le altre criticità si concentrano sulla strada del lago, in particolare a Dervio e Piona. Qui si costruiranno, entro il 2026, delle varianti che permettano vie alternative in caso di smottamenti.

Sui problemi della linea ferroviaria Milano-Tirano si sono dilungati tutti i relatori e in particolare l’ingegner Luigi Legnani, già amministratore delegato di Trenord (che gestisce la ferrovia per Milano). Per arrivare bene a Tirano bisogna intervenire, e subito, sulla tratta da Lecco. Le strozzature sono evidenti. Prima di tutto la presenza di un binario unico che impedisce sostanzialmente di recuperare i ritardi, anche di pochi minuti. E poi le gallerie sul lago che non permettono di superare i 70 chilometri all’ora, mentre gli attuali elettrotreni Alstom in servizio sulla linea consentirebbero di arrivare a 160 km all’ora. Se è impensabile raddoppiare tutti i binari per le Olimpiadi, molto si guadagnerebbe raddoppiandoli in tratte brevi, in modo da consentire una più agevole e veloce connessione tra i treni da e per Milano. Bisognerebbe inoltre eliminare tutti o quasi i passaggi a livello, fonte di rallentamento in caso di guasti alle sbarre (cosa che accade con una certa frequenza). Passaggi che generano poi situazioni di pericolo e di perdita di tempo per gli operatori e le merci che viaggiano su strada.
Il miglioramento della qualità del servizio ferroviario è stata la comune richiesta espressa dai relatori e dal pubblico presente.

Sottolineava il sindaco di Tirano che i miglioramenti delle reti ferroviaria e stradale favorirebbero anche gli utenti valposchiavini e bregagliotti in viaggio verso Milano o verso Lugano con il collegamento giornaliero del bus della Ferrovia Retica.
Ed ecco un’interessante prospettiva evocata sempre dal sindaco tiranese: “Noi vogliamo privilegiare i collegamenti ferroviari, più ambientalmente sostenibili. Chiediamo di pensare in grande. Cominciamo dunque a ragionare sulla fattibilità di due collegamenti: verso Edolo, traforando il Mortirolo, e prolungando la via ferrata da Tirano a Bormio. Sono infrastrutture del tutto incompatibili con i tempi delle Olimpiadi, epperò… ”.

In un’altra relazione, al convegno c’è stato un altro richiamo alla Valposchiavo. Lo ha fatto Loretta Credaro, presidente della Camera di Commercio di Sondrio. Lei ha raccontato dello stato di fibrillazione degli operatori economici e degli amministratori di Livigno. Com’è noto, sul piatto c’è, oggi e nel prossimo futuro, il rifacimento del tunnel Munt la Schera, collegamento essenziale verso l’Engadina. Sembra inevitabile che Livigno vorrà aprire una interlocuzione con le autorità del Cantone e della Valposchiavo per addivenire ad un accordo, evidentemente con compensazioni, per il passaggio sulla Forcola. Molto preoccupati i livignaschi per le fortissime perplessità manifestatesi in Valposchiavo.


Piergiorgio Evangelisti

1 COMMENTO

  1. Belle notizie e buono a sapersi, caro Piergiorgio, soprattutto la prospettiva che gli automobilisti diretti a Livigno prendano la tangenziale a Bianzone e proseguano verso Bormio… speriamo che non sia una favola! Inoltre fanno bene i livignaschi a preoccuparsi, perché gli abitanti di Poschiavo sono “stufi marci” dell’assurdo traffico per Livigno vogliono miglioramenti e non peggioramenti… facciamoci tanti auguri.