Anziani, catasto e polizia, il comunicato del Governo

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Il Governo ha preso posizione riguardo alle previste prestazioni transitorie della Confederazione a favore dei disoccupati anziani e al previsto catasto delle condotte svizzero. Inoltre ha approvato un cambiamento di sistema per la formazione di agenti di polizia.

In linea di principio il Governo accoglie con favore le prestazioni transitorie per i disoccupati anziani
Il Governo ha preso posizione riguardo alla prevista legge federale sulle prestazioni transitorie per i disoccupati anziani. Con l’avamprogetto il Consiglio federale intende migliorare la situazione dei disoccupati anziani che hanno esaurito il diritto all’indennità. Per queste persone è proposta l’introduzione di una prestazione transitoria (PT) che copra il periodo tra l’esaurimento del diritto all’indennità di disoccupazione dopo il compimento dei 60 anni e il raggiungimento dell’età di pensionamento.
In linea di principio, al pari della Conferenza dei direttori cantonali dell’economia pubblica (CDEP) e della Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS), il Governo valuta l’avamprogetto in termini positivi. Tuttavia esso ritiene importante che con la PT non vengano creati falsi incentivi. La motivazione a lavorare deve essere garantita nonostante la PT. La PT non deve avere la conseguenza di aggravare ulteriormente la carenza di personale specializzato. Inoltre il Governo rileva che in caso di domande di prestazione presentate da persone di età superiore ai 60 anni l’assicurazione per l’invalidità (AI) è tenuta a concedere provvedimenti d’integrazione anche a queste persone o a prendere in considerazione l’erogazione di una rendita, dopo che provvedimenti d’integrazione esigibili non hanno prodotto l’effetto sperato. Si intende tuttavia non vincolare più esplicitamente l’erogazione di PT all’obbligo per le persone interessate di cercare un posto di lavoro. In tal modo la PT si pone in contrasto con gli sforzi profusi dall’AI di accertare opportunità di integrazione e attività esigibili ed eventualmente di decidere in maniera coerente. Pertanto il Governo chiede che questa contraddizione venga chiarita e che l’avamprogetto venga adeguato in maniera tale che la reintegrazione venga definita esplicitamente come prioritaria e quindi i principi dell’AI non vengano relativizzati.

Procedure di consultazione del Dipartimento federale dell’interno DFI

Il Governo è contrario a un catasto delle condotte svizzero
Il Governo ha preso posizione riguardo al “Rapporto concernente la visione, la strategia e la concezione del catasto delle condotte” della Confederazione. Il Governo grigionese respinge con decisione un catasto delle condotte svizzero.
Il catasto delle condotte è un importante strumento di coordinamento per compiti di informazione e pianificazione nello spazio pubblico. Per tale ragione il Cantone dei Grigioni ha già predisposto un raggruppamento dei dati del catasto delle condotte a livello cantonale e ha emanato un’ordinanza corrispondente nel maggio del 2016. Da allora è in corso lo sviluppo del rispettivo catasto cantonale. Un catasto svizzero sarebbe associato a notevoli svantaggi. Anche con un coordinamento molto ben funzionante tra le parti coinvolte, i Cantoni, ma anche i comuni e i gestori delle condotte sarebbero obbligati ad adeguare i loro sistemi. Per il Cantone dei Grigioni che presenta un rapporto sfavorevole tra infrastrutture e capacità finanziaria, questi adeguamenti sono solo difficilmente sostenibili. Secondo le esperienze maturate, i costi menzionati nel rapporto nell’ordine di poche migliaia di franchi a carico di ciascun organo coinvolto devono essere considerati come un limite minimo. A seconda della soluzione scelta occorre procedere a modifiche onerose nei dati, il che comporterebbe una moltiplicazione dei costi. A seconda dell’interpretazione che viene data al rapporto, le parti coinvolte si troverebbero a dover sostenere la metà o la totalità dei costi. Ciò risulta assolutamente sproporzionato in considerazione del fatto che tale soluzione non comporta benefici ulteriori rispetto al catasto cantonale esistente.

Procedure di consultazione del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS)

Cambiamento di sistema per la formazione di agenti di polizia
Il Governo ha approvato la revisione parziale dell’ordinanza sulla polizia. La formazione di base degli agenti di polizia durerà due anni in tutta la Svizzera. Il primo anno della formazione viene svolto presso uno dei sei centri di formazione regionali; per la Polizia cantonale dei Grigioni si tratta della scuola di polizia della Svizzera orientale ad Amriswil o della scuola di polizia a Giubiasco. Il primo anno si conclude con l’esame della prontezza d’intervento. Questo esame uniforme in tutta la Svizzera corrisponde fondamentalmente all’odierno esame di professione previsto dal sistema avente una durata di un anno. In particolare vi è la novità che gli aspiranti agenti di polizia debbano esprimersi anche in merito a valori, norme e atteggiamenti nel quadro di una parte orale dell’esame. Nel corso del secondo anno gli aspiranti agenti di polizia applicano quanto appreso nella pratica all’interno del corpo corrispondente e concludono la formazione con l’esame federale di professione. La nuova formazione più lunga inizia il 1° ottobre 2019. Il primo esame della prontezza d’intervento verrà svolto quindi nell’autunno del 2020, mentre il primo nuovo esame di professione avrà luogo nell’autunno del 2021. Questo cambiamento di sistema nella formazione, alcuni nuovi requisiti previsti per il reclutamento nonché l’introduzione di una nuova uniforme richiedono l’adeguamento di alcuni articoli nell’ordinanza sulla polizia.

Il Governo stabilisce la percentuale contributiva per offerte di assistenza ai bambini complementare alla famiglia
A seconda delle esigenze individuali, per i bambini in età prescolare sono a disposizione le seguenti forme di assistenza: asilo nido, associazione di genitori diurni nonché famiglie diurne private. Tali strutture di assistenza vengono finanziate tramite contributi pagati dai genitori, donazioni e contributi versati da Cantone e comuni. Il Governo stabilisce ogni anno i costi standard e la percentuale contributiva del Cantone per offerte di assistenza ai bambini complementare alla famiglia.
Dal calcolo dei costi standard per il 2020 è risultata una tariffa dei costi standard media invariata pari a 9.05 franchi per ora di assistenza e bambino. Secondo quanto indicato nella risposta all’incarico Hardegger concernente la revisione della legge sulla promozione dell’assistenza ai bambini complementare alla famiglia nel Cantone dei Grigioni, il Governo pianifica un aumento dei costi standard a partire dal 2021. La percentuale contributiva per nuove offerte nei primi tre anni è pari al 25 per cento dei costi standard. Per tutte le altre offerte essa ammonta al 20 per cento. Per il 2020, per l’assistenza ai bambini complementare alla famiglia ne risulta un sostegno finanziario complessivo del Cantone pari a circa 3,45 milioni di franchi. I comuni sostengono le offerte con il medesimo importo. La pianificazione del fabbisogno dei comuni per il 2020 prevede circa 719 posti di assistenza ai bambini complementare alla famiglia.


Cancelleria dello Stato dei Grigioni