“A volte per proseguire bisogna saper tornare indietro”

0
1112

Sabato 5 ottobre 2019 si è svolto, presso il Mulino d’Aino, un’interessante incontro per sancire la recente collaborazione tra Mulino Aino e Cooperativa Campicoltura Valposchiavo.

Con questo incontro si ufficializza e concretizza un’importante collaborazione, aggiungendo un prezioso tassello all’offerta del marchio 100% Valposchiavo. L’associazione Pro Mulino Aino ha quindi invitato ad una visita guidata i campicoltori valposchiavini mettendo in funzione, per l’occasione, l’intera infrastruttura risalente all’era preindustriale.

La mattinata si è prevalentemente incentrata sulla presentazione di questa nuova collaborazione tra Mulino e campicoltori di grano saraceno. “Già in precedenza, in via sperimentale si era macinato grano saraceno proveniente da coltivazioni locali – spiega Adriano Menghini (presidente di Pro Mulino Aino) –, ma fino ad oggi il Mulino acquistava il grano saraceno presso la Cooperativa e dopo averlo macinato, lo immetteva sul mercato nei tipici sacchetti da 600 g, mentre il rimanente grano valligiano veniva fatto macinare direttamente dalla Cooperativa dei campicoltori in Bregaglia per poi venderlo all’ingrosso”.

“D’ora in poi tutto il grano saraceno prodotto in Valposchiavo verrà macinato a pietra presso il Mulino Aino, aumentando così il valore di questa apprezzata materia prima. Grazie a questa collaborazione e alla disponibilità della Cooperativa di campicoltura, il mulino può fregiarsi del marchio Bio Suisse, un altro riconoscimento per un’infrastruttura in sintonia con l’ambiente, aumentando e valorizzando notevolmente il concetto di sostenibilità”, aggiunge Menghini.

Anche per il presidente della Cooperativa Campicoltura Valposchiavo, Reto Raselli, questa collaborazione è un ottimo modo per rilanciare la produzione di grano saraceno, una produzione molto importante in valle fino agli anni ’60 circa e poi completamente sparita. “È una grande occasione per dare valore alla tradizione, evitando di perdere il sapere e aumentando di conseguenza l’offerta culinaria e culturale valligiana; valorizzando una filiera locale, dal contenuto alla produzione e promuovendo un ottimo saraceno chilometro zero”, afferma l’imprenditore di Le Prese.

“Il 2019 è un buon anno a livello di produzione di grano saraceno – continua Reto Raselli – e all’interno della cooperativa, composta da 5-10 produttori, sono stati prodotti circa 15 quintali di saraceno, con una resa pari al 70%, dopo la trasformazione in farina. Per il futuro ci sono delle idee interessanti legate alla produzione del mais a granella per polenta. Si stanno facendo già degli esperimenti; varrebbe magari la pena potenziare e promuovere tale produzione nel brusiese in quanto le condizioni climatiche sono più favorevoli per questo tipo di grano”.

Il Mulino Aino, costruito probabilmente già nel 17° secolo, si è conservato fino ai giorni nostri. A tutt’oggi sfrutta l’acqua del Poschiavino e la durezza della pietra indigena che spoglia il chicco di saraceno dal suo involucro e, schiacciandolo delicatamente e senza modificarne la struttura, lo trasforma in farina. Un prodotto con doti nutritive e organolettiche eccellenti e senza glutine. L’associazione Mulino Aino, che è un’associazione senza scopo di lucro, sottolinea che il ricavato della vendita della farina, il sostegno dei soci e il grande impegno dei volontari servono a mantenere in vita questa importante testimonianza dell’era preindustriale ancora perfettamente intatta e funzionante, rendendola accessibile al pubblico.

Il Mulino spera nell’apprezzamento da parte dei ristoratori con i loro clienti, nonché dei consumatori tutti, per lo sforzo attuato attraverso questa nuova e forte collaborazione e ringrazia i campicoltori per l’impegno nella coltivazione del grano saraceno indigeno, un’impresa non sempre facile e redditizia. L’invito rivolto a tutta la popolazione è di sostenere questo progetto, consumando e comprando prodotti locali dall’alto valore aggiunto.

Durante il corso della mattinata è stato possibile visitare e vedere in funzione anche la fucina e la segheria, che, come il mulino, sono azionate grazie alla forza dell’acqua. Un tuffo nel passato che ha interessato e emozionato tutti i presenti. L’incontro si è concluso con un buon bicchiere di vino accompagnato da assaggi di formaggi e salumi nonché grissini e torta a base di farina di grano saraceno.


Adriana Zanoli