Il Bernina Fly ha perso le ali

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Esempio di zipline

Il 30 maggio del 2017 fu il giorno in cui Fabiola Monigatti e Gian Paolo Lardi presentarono al pubblico il progetto Bernina Fly, una fune d’acciaio che avrebbe lo scopo di collegare i due versanti della conca di Cavaglia (tra Alp Grüm e Mota da Cavaglia) permettendo ai partecipanti di volare appesi a un filo. Dopo più di 2 anni, il proponimento giace chiuso nei cassetti della burocrazia.

L’ultimo aggiornamento riguardo al progetto risale al dicembre dello scorso anno. In quell’occasione, i promotori avevano chiesto, in maniera responsabile, di sospendere temporaneamente la procedura di domanda di costruzione della zipline fino all’entrata in vigore della nuova pianificazione locale. Da allora, però, nulla si è mosso, come ha confermato a Il Bernina la promotrice Fabiola Monigatti.

Nel frattempo, dopo le elezioni amministrative, dal 2019 si è messa al lavoro una nuova compagine politica. Per quanto riguarda il progetto, il nuovo Podestà Giovanni Jochum, per voce dell’amministrazione, dichiara di essere, in linea generale, aperto a tutte quelle attività “che possano portare un valore aggiunto al nostro territorio e alla nostra società”.

“Ogni investimento, ogni posto di lavoro addizionale – ha detto – sono visti in modo positivo laddove questi siano compatibili con la nostra realtà e le attività esistenti. Il Consiglio Comunale (in carica dal 1° gennaio 2019) non si è ancora occupato in dettaglio della tematica, perché al momento mancano ancora i presupposti”.

“A livello pianificatorio – ha continuato il Podestà – stiamo rivedendo le linee guida in base ai commenti ricevuti da parte degli uffici cantonali, in base a una valutazione preliminare, e da parte della popolazione, che ha avuto modo di visionare le linee guida e inoltrare dei commenti. Sarà poi compito della Giunta approvare il documento prima dell’inoltro agli uffici cantonali per l’approvazione. In seguito si dovrà prendere in mano la pianificazione del territorio, in base alla quale ci si occuperà delle singole zone e delle attività da attribuire a queste zone”.

E’ possibile ipotizzare delle tempistiche? Secondo il primo cittadino risulta molto difficile. Le linee guida, ha spiegato, potrebbero essere pronte verso la metà del 2020 e la pianificazione locale non prima del 2023. In seguito alla sua pubblicazione ci saranno prese di posizione da evadere, si dovrà passare dall’approvazione del Governo cantonale e si dovranno affrontare dei possibili ricorsi. Se si considera che nel 2017 si era paventata un’approvazione del progetto entro il 2018, non è azzardato affermare che la burocrazia ha sotterrato un progetto che aveva tra i suoi obiettivi quello di far conoscere la Valposchiavo e i suoi dintorni ai turisti più giovani e alle loro famiglie.


Marco Travaglia