Elezioni Federali 2019 – Grande successo per il Partito Ecologista Svizzero e i Verdi Liberali

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Immagine da: www.cvp-pratteln.ch

Ieri si sono svolte le elezioni federali 2019. Queste hanno sancito il rinnovo dei seggi dei 200 membri del Consiglio nazionale e contemporaneamente la maggioranza fra i 46 seggi da ripartire al Consiglio degli Stati. L’affluenza alle urne è stata del 45.1%, quindi più bassa in comparazione alle elezioni federali del 2015, che era stata del 48.5%. Ciò significa che le preferenze politiche di più della metà della popolazione non sono rispecchiate nei risultati.

Diversi sondaggi condotti prima delle elezioni hanno correttamente previsto un cambiamento al rialzo sia per il Partito Ecologista Svizzero (PES) che per i Verdi Liberali (PVL). Gli effettivi risultati hanno comunque stupito – rispettivamente il PES riceve 17 seggi in più e il PVL 9 seggi in più rispetto alle elezioni del 2015. Il PES ha ora quasi lo stesso numero di seggi dei Liberali e ha pure superato il PPD. I risultati rispecchiano l’emergere di un movimento politico che da inizio 2019 coinvolge sempre più il popolo svizzero, specialmente quello giovane, con la tematica del cambiamento del clima (surriscaldamento globale). I due partiti ecologisti hanno potuto trarre vantaggio da questo movimento, riconoscendo nel “clima” una tematica politica importante per gli abitanti svizzeri e quindi pure per l’agenda politica della Confederazione. Il risultato così drastico ha portato alcuni giornalisti a parlare di “Elezioni Greta”, riferendosi all’attivista Greta Thunberg , che ha saputo motivare i giovani a livello mondiale a protestare affinché i politici facciano di più per evitare una catastrofe climatica. A causa di questo spostamento nelle preferenze dell’elettorato, il PLR ha probabilmente perso alcuni elettori, che sono confluiti verso il PVL. E il PS ne ha probabilmente persi alcuni in favore del PES.

Interessanti sono inoltre le differenzi cantonali. Anche se il PES e il PVL a livello svizzero escono come vincitori di queste votazioni, non in tutti i cantoni il risultato è questo. Si possono notare delle differenze tra i tipici cantoni tendenzialmente liberali e quelli tendenzialmente conservatori e anche tra i cantoni con più seggi e quelli con meno seggi.
Sembra inoltre che anche la tematica delle “donne e l’uguaglianza” sia diventata un grande tema politico nel 2019 – molto probabilmente grazie anche allo sciopero delle donne a giugno. Innanzitutto, più partiti, pure quelli conservatori, come l’ UDC, hanno messo nelle liste più donne rispetto al passato. Inoltre, in funzione di questo incremento di candidature, sono appunto state elette più donne del solito. Nel Consiglio nazionale hanno guadagnato il 42% dei seggi (nel 2015 raggiungevano solo il 32%); per il Consiglio degli Stati invece bisognerà ancora attendere i risultati del ballottaggio in diversi cantoni. Un quadro che non rispecchia ancora totalmente la composizione della popolazione, ma che poco a poco si sta avvicinando.

Nel nostro cantone, il PES e il PVL hanno avuto più successo che nelle elezioni federali del 2015, senza però guadagnare un seggio. Nei Grigioni, in generale, non si possono vedere dei cambiamenti concreti di ideologia, ma la composizione dei seggi è comunque cambiata nel Consiglio nazionale. Il PLR e il PS hanno entrambi conquistato un seggio, mentre l’UDC e il PBD ne hanno entrambi perso uno. In confronto alle elezioni precedenti, sono state elette più donne (2015:2, 2019:3). Il Consiglio degli Stati invece è rimasto invariato.

Tutto sommato le elezioni federali 2019 sono state tutt’altro che noiose. Interessante sarà in seguito analizzare chi ha votato: hanno prevalso come al solito uomini adulti o hanno iniziato ad andare anche più donne e più giovani alle urne? Inoltre, sarà interessante vedere come questa nuova composizione del parlamento influenzerà l’agenda politica svizzera.


Lena Baumann