La lingua italiana nelle camere del popolo: Dalla Carobbio a Della Vedova

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L’accostamento di due nomi può essere visto spesso come analogia o come ossimoro; quello presente nel titolo vuole essere invece un ideale passaggio di testimone tra l’uscente Presidente del Consiglio nazionale e il nuovo Presidente del Gran Consiglio grigione. La mancanza di affinità politiche tra i due eletti potrebbe risvegliare parecchi punti di domanda; un punto in comune comunque c’è, ed è il retroterra linguistico-culturale di cui sono rappresentanti: il territorio svizzero-italiano.

Quest’anno ricorre un ventennio, che non ha sollevato eco alcuna, purtroppo, nella stampa cantonale, e neppure in quella più specifica della scuola. Nel 1999 il Governo del Canton Grigioni decise di introdurre un nuovo concetto linguistico in cui non solo si sarebbe gradualmente introdotta una seconda lingua straniera (L2) nella scuola elementare di tutto il Cantone, ma che la prima lingua seconda di tutti gli allievi del Cantone avrebbe dovuto essere la lingua del vicino. Per cui gli allievi grigionitaliani e romanci hanno continuato ad imparare dapprima il tedesco, seguito poi dall’inglese; gli allievi tedescofoni hanno cominciato, sistematicamente, a seguire lezioni in italiano o romancio. Quest’ultima opzione è stata scelta da pochissimi comuni, perciò si può affermare che da vent’anni ogni allieva ed ogni allievo dei Grigioni tedescofoni abbia seguito per almeno sei anni lezioni di italiano.

Questa scelta, felice dal punto di vista della coesione interna cantonale, ha avuto notevoli ripercussioni positive. Si percepiscono, ad esempio, in una crescente accettabilità da parte di qualsiasi interlocutore nel Cantone verso qualcuno che parla italiano; sia se si viene interpellato in italiano o ci si trovi a dover seguire un breve scambio di parole in questa lingua oppure, quando si è in territorio italofono, si deve chiedere un’indicazione o un’informazione. È incoraggiante constatare come parlare italiano nel nostro Cantone, non sia (più) visto come straniante o straniero. Sono emerse, d’altro canto, anche veementi critiche sulla scarsa efficacia dell’insegnamento, in questi vent’anni, sebbene la maggior parte degli insegnanti sia di elementari che di scuola superiore si sia impegnata nel trasmettere al meglio la lingua italiana. Su questo aspetto vi sono sicuramente ancora margini di miglioramento.

Un’intera generazione grigione è dunque cresciuta con l’italiano a scuola; si potrebbero, a questo punto, osare anche passi ulteriori. E qui ritorno all’ideale passaggio di testimone, di cui sopra. I due politici citati nel titolo hanno assunto una carica fortemente simbolica e perciò è giustificato che si pensi al loro operato anche in questa chiave. L’onorevole Carobbio ha deciso di guidare i lavori parlamentari in italiano. Il vademecum preparato dal gruppo parlamentare Italianità, a Berna, per accompagnare i consiglieri nazionali nel capire la lingua utilizzata dalla Presidente del Consiglio nazionale, durante tutto il 2019, potrebbe avere un emulo nel Gran consiglio retico, guidato da un rappresentante del Grigionitaliano, al fine di poter gestire i lavori parlamentari tranquillamente in italiano.


Luigi Menghini

(questo articolo è pubblicato in tedesco nel Bündner Tagblatt, 30 ottobre 2019)