Ora delle domande in Gran Consiglio per la sessione di dicembre – Alla mafia piace il Moesano

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Durante le ultime settimane è tornato di attualità il tema della mafia in Svizzera, definendo terra di conquista principalmente le valli di Mesolcina e Calanca. A dire il vero non è emerso niente di nuovo, senonché a sollevare l’argomento è l’ex procuratore pubblico Paolo Bernasconi, che per anni è stato attivo nella lotta alle mafie e ai loro traffici illeciti.
Nel comunicato, affrontato dal quotidiano Südostschweiz con più approfondimenti, si rileva che nel 2014 il Canton Ticino ha inasprito i controlli per le iscrizioni al registro di commercio e il rilascio di permessi B agli stranieri, spostando i malavitosi nel Moesano che fa capo ad un sistema di controlli meno rigido. Pure la Fedpol (Ufficio federale di polizia) afferma che la mafia è una realtà nel territorio grigionese, spesso sottovalutata dalle autorità competenti.

Rodolfo Fasani

Pongo una sola domanda al lodevole Governo Grigione, sulla base della constatazione che il Moesano conta di 8000 abitanti e le aziende registrate sono ben 1600:

Nel giugno del 2017 si era presentato un’interpellanza sul problema delle società bucalettere. In questo lasso di tempo che iniziative sono state prese ?

Dato che la competenza spetta alle autorità di ogni Cantone, che controlli si sono svolti nel registro di commercio e di riflesso quanti interventi sono stati presi nei confronti di quelle società finanziarie che non rispettano determinati obblighi ?


Rodolfo Fasani