Incidenti lavoro: imprenditore valposchiavino condannato a Sondrio

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Omicidio colposo e non rispetto delle disposizioni in materia di sicurezza sul lavoro. Sono le imputazioni che hanno portato oggi alla condanna a due anni e due mesi di reclusione, oltre a un’ammenda di 6000 euro, a carico di un imprenditore della Val Poschiavo (GR).

A pronunciare la pena è stato il Tribunale di Sondrio nei confronti di un imprenditore di Brusio, a capo di una ditta che nel Cantone dei Grigioni opera nel settore del legname e che, spesso, si trova a operare anche al di là del confine, in Valtellina.

L’accusa mossa allo svizzero è relativa ad un incidente avvenuto il 2 giugno del 2017, a Grosio (Sondrio), che costò la vita a un romeno di 42 anni e procurò lesioni gravi a un connazionale di 45 anni.

I due, entrambi esperti boscaioli, in un giorno di festa, erano impegnati a recuperare alcuni tronchi a 1800 metri di quota, in località Cigozzo, nel territorio comunale di Grosio. Per effettuare il lavoro avevano ricevuto dalla ditta poschiavina una teleferica
che avevano provveduto a montare sul posto. Il mezzo era privo – stando al capo di imputazione – del manuale d’uso e di manutenzione e di alcuni componenti importanti per il suo funzionamento.

Fu proprio il montaggio maldestro della teleferica a causare la tragedia. La fune, a un tratto, si sganciò dall’argano e frustando l’aria decapitò uno dei boscaioli, il cui corpo fu trovato praticamente tranciato in più parti. Anche il collega subì ferite profonde e finì per questo motivo ricoverato d’urgenza nel reparto Rianimazione dell’ospedale di Sondalo (Sondrio).

L’imprenditore grigionese ha potuto beneficiare dello sconto di un terzo della pena avendo scelto il rito abbreviato, ma dovrà risarcire il 70% dei danni morali e materiali cagionati alle parti civili e dovrà versare una provvisionale che si aggira sui 100’000
euro, e farsi carico delle spese processuali, anche di quelle sostenute dalle parti civili.


Ats