Giovani e imprese, Adriana Zanoli torna in valle con ”ARTIgianato l’arte del creare”

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Sempre più giovani valposchiavini che hanno studiato fuori valle decidono di riportare nel luogo natio le abilità acquisite negli anni della formazione. E’ questo il caso anche di Adriana Zanoli, che dal primo ottobre di quest’anno ha aperto la sua piccola ditta come indipendente a Poschiavo. Il Bernina vi presenta la giovane imprenditrice con una piccola introduzione e una lunga intervista dedicata. 

Adriana Zanoli, classe 1988, nata e cresciuta a Poschiavo, ha frequentato le scuole dell’obbligo in valle per poi trasferirsi in Ticino dove ha prima frequentato il Liceo Artistico e successivamente ha ottenuto il Bachelor of Arts in Conservazione e Restauro alla SUPSI di Lugano. Il mondo del lavoro ha visto Adriana spostarsi inizialmente per due anni in tutta la Svizzera: nel Vallese, in Engadina e in vari cantieri di restauro di dipinti murali (anche a Poschiavo, in Sant’Anna). Successivamente, nel 2013, ha iniziato a San Gallo la formazione come decoratrice d’interni, nello specifico come tappezziere, fermandosi tre anni “a bottega” per fare esperienza. Nel 2016 il ritorno a Poschiavo e la spola lavorativa con l’Engadina dove ha proseguito la sua esperienza come decoratrice d’interni. Infine, come ricordato sopra, dal primo ottobre 2019 l’apertura della sua nuova ditta ”ARTIgianato l’arte del creare” a Poschiavo.

Foto di Selena Raselli

Ciao Adriana, ci spieghi un po’ di cosa ti occupi? In cosa consiste il tuo lavoro? 
Allora, diciamo che mi occupo di molte cose, innanzitutto di restauro mobili: con imbottitura convenzionale (incordatura originale delle molle, juta, fibra di cocco, crine di cavallo, lana) e con imbottitura moderna (gommapiuma, ovatta sintetica ecc.). Realizzo e riparo oggetti e accessori in cuoio e tessuto come cinture, borse, teloni, ombrelloni, sedie d’ufficio, sedili auto, coperture per barche, ecc. Creo, inoltre, piumini/trapunte in lana di pecora, acquistando la materia prima da produttori valligiani. Le conoscenze in materia di colori, storia classica e storia del design acquisite negli anni di formazione sono fondamentali per poter consigliare i clienti, dando preziosi suggerimenti sull’arredamento nuovo o già esistente che sia.

Nelle foto sopra: mobili dalle forme e modelli d’altri tempi, che con una stoffa colorata e la combinazione di vari materiali, cambiano aspetto e diventano dei pezzi unici e moderni. Realizzazione di piccoli oggetti come astucci, borse e cuscini decorativi su misura e per ogni gusto. L’incordatura delle molle e l’imbottitura con fibre naturali, un ritorno alla tradizione e un valore aggiunto alla qualità.

Da dove nasce questa passione, poi diventata lavoro?
Sono sempre stata affascinata dalla storia, dall’arte e dalla cultura. Per me l’istruzione nella vita ha sempre rivestito un ruolo molto importante; studiare, fin da piccola, mi è sempre piaciuto molto, ma da subito ho capito che solo il lato teorico, di ricerca, non mi dava abbastanza. Per trovare soddisfazione dovevo combinare storia e studio teorico con la pratica, il lavoro manuale, sul campo. In questo contesto il ruolo di restauratore calzava a pennello perché racchiude la storia, lo studio e la scienza, ma anche il lavoro manuale in cantiere. Se vogliamo, da tutto questo ragionamento è nato anche il nome che ho dato alla mia ditta: ”ARTIgianato l’arte del creare”; trovare il nome giusto per una nuova azienda non è così semplice, ma dopo averci pensato a fondo ho deciso di unire le mie due passioni: l’Arte e L’Artigianato; lasciando così ognuno libero di immaginare di quante cose mi occupo, in quanto il mestiere che faccio è talmente ampio che sarebbe riduttivo definirlo con un termine specifico.

Quindi, spiegaci, quali sono le sensazioni che ti trasmette fare questo lavoro? 
Sono da sempre un’accanita sostenitrice del concetto del riutilizzo, del riciclo, della sostenibilità. Nel mio campo, ridare vita ai mobili preserva la tradizione e non alimenta un modello di vita basato sul consumismo. Anche un solo piccolo accorgimento rende il manufatto nuovo e contribuire a questa rinascita mi dà parecchia soddisfazione. Toccare con mano, produrre da zero, essere a contatto con il mondo dei tessuti, delle stoffe, del cuoio, dei colori e le forme, nonché dei materiali naturali per le imbottiture, mi affascina. Sono sempre alla ricerca di nuovi materiali e tecniche antiche di lavorazione. Avendo acquisito una formazione prima artistica, poi verso il restauro e la storia (sia del mobile, che generale), rimango spesso colpita non solo dalla contestualizzazione storica che si può fare riguardo un manufatto, ma anche da quei piccoli aneddoti che mi raccontano i clienti (per esempio i ricordi del mobile legati all’infanzia e alle eredità di famiglia).

Quanto tempo ti occupa questa professione? Quante ore sono mediamente necessarie per un restauro? 
Difficile dire quante tempo mi occupa la mia professione; essendo all’inizio, posso dire che con la mente mi occupa giorno e notte e in atelier poco di meno; per il futuro mi auguro di avere abbastanza lavoro da poter mantenere questa come attività principale, ma avere anche il tempo per frequentare dei corsi di perfezionamento e per poter rimanere sempre al passo con le nuove tendenze nel settore dell’arredamento. Il tempo di realizzazione di ogni mobile/manufatto è vario, una riparazione può essere facile quanto molto complicata e lo stesso discorso vale per il rifacimento totale; ci sono molti fattori che giocano sul tempo, i materiali, lo stato originale del mobile e i vari desideri dei clienti.

Nelle foto sopra, gli ”attrezzi del mestiere” di Adriana: vari attrezzi da tappezziere e sellaio, martelli di vario genere, macchine da cucire industriali, borchie, aghi tondi, ecc. 

Nel video stai restaurando una poltrona e creando un piumino. Qualche dettaglio?
Il primo è un lavoro sul nuovo rivestimento in cuoio per una poltrona design LC2 originale, passando dalla preparazione dei singoli pezzi alla cucitura a macchina, ridando così nuovo lustro a un mobile senza tempo. Di seguito la realizzazione di un piumino per bambino, con lana di Poschiavo, trapuntatura a mano e finitura a macchina.

Questo tipo di lavoro pian piano sta sempre più scomparendo, tu lo riproponi: qual è il tuo scopo?
A Poschiavo e in zona manca l’offerta, quindi non c’è più nemmeno la domanda. Il mio scopo è far riscoprire al pubblico questa antico mestiere che, purtroppo, sta diventando sempre più raro e non solo in Valposchiavo. Vorrei riuscire a sfatare il mito per cui bisogna buttare sempre tutto quando è rotto o non piace più il colore. Non è assolutamente così, la gran parte delle cose si possono riparare ridandogli nuova vita e aspetto, se fatto a regola d’arte, dura nel tempo ancor più di un nuovo acquisto.

Oltre al lavoro in atelier che, come hai detto, occupa gran parte della tua giornata, riesci a coltivare altre passioni? 
Sì, mi piace molto praticare sport all’aria aperta. Sono appassionata di camminate in montagna e quando riesco stacco da tutto e vado a farmi delle lunghe passeggiate nei nostri splendidi luoghi.

Infine, quali sono i tuoi propositi per il futuro?
Voglio continuare a evolvere professionalmente attraverso corsi e specializzazioni sulle tecniche. Rimanere sempre aggiornata su mode, tendenze e colori, che cambiano ogni anno. Ricercare vecchie conoscenze e tecniche di lavorazione e utilizzo dei materiali naturali, come il cuoio e la lana. Vorrei riportare in valle una filiera, un valore aggiunto, legato alla professione del tappezziere e dei molti bravi artigiani che già ci sono, visto che siamo rimasti in pochi sia in Valposchiavo che nei dintorni. La buona collaborazione tra professionisti, in una realtà piccola e periferica, come la nostra è fondamentale e gratificante.

Per chi fosse interessato a una consulenza di Adriana Zanoli l’indirizzo e-mail da contattare è il seguente: a.artigianato@hotmail.com.


A cura di Ivan Falcinella