Binari pericolosi a Le Prese: una gomma potrebbe salvare ciclisti e motociclisti

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Durante la seduta della Giunta di Poschiavo di lunedì 25 novembre, sotto il punto “Varie ed eventuali”, il consigliere Franco Isepponi (PDC) ha chiesto al consiglio comunale informazioni in merito allo studio in corso sulla messa in sicurezza dei binari a Le Prese. Recentemente, infatti, sono state piazzate delle telecamere, a nord e a sud della località, per monitorare i numerosi incidenti, che hanno coinvolto bici e moto, causati dalla strada ferrata, alla ricerca di possibili soluzioni. Le statistiche della Polizia, infatti, fino ad ora, non rendevano conto dell’effettivo numero dei sinistri e quindi della reale pericolosità dei binari.

Il consigliere comunale Carlo Crameri, dopo aver informato che un tavolo tecnico con Polizia e Ferrovia Retica è stato istituito a partire da marzo di quest’anno, ha passato la parola al responsabile dell’Ufficio Tecnico Marco Passini che, più da vicino, ha seguito la tematica.

Le soluzioni che sono state ipotizzate, ha spiegato ai presenti, sono di tre tipi:

  1. Togliere i binari ferroviari lungo il tratto stradale di Le Prese.
  2. Togliere il traffico, automobilistico e non, nel punto interessato.
  3. Applicare una speciale gomma nel profilo del binari.
I binari bagnati rappresentano il pericolo più grosso

Quest’ultima ipotesi, anche se la tecnologia non è ancora consolidata, sembrerebbe la più accredita, per di più considerando che, fra qualche anno, sono stati programmati i lavori di manutenzione dei binari incriminati. Una sperimentazione in tal senso è in corso presso la periferia di Basilea.

Allo stato attuale, dei test si stanno effettuando dove è previsto il solo passaggio delle bici. Qui i risultati sono incoraggianti, ma la prova del nove, per il nuovo materiale, sarà il passaggio del tram. La plastica, infatti, oltre che essere abbastanza dura per non permettere alle bici di incastrarsi, dovrà essere abbastanza morbida per consentire al mezzo di trasporto su binari di passare. La prova decisiva sarà comunque nel 2020; in caso positivo allora si potrà importare questa nuova tecnologia anche nel centro della città, nella zona delle fermate.

A quel punto, bisognerà poi verificare che la soluzione adottata sia replicabile anche per i binari della Ferrovia Retica. Tempi e modi tutt’altro che vicini nel tempo.


Marco Travaglia