Gran Consiglio: chiesta traduzione italiana per tutti i testi didattici

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Il presidente della deputazione del Grigionitaliano a Coira Paolo Papa ha sollecitato il Governo chiedendo la traduzione nella lingua di Dante entro settembre del 2020 di tutti i testi didattici ufficiali in uso nel cantone. Il consigliere di Stato Jon Domenic Parolini ha assicurato che verrà fatto “il possibile”.

Il Piano di studio 21 è stato elaborato nei Grigioni, come in altri cantoni germanofoni della Svizzera, per sostenere le scuole nelle sfide future e per meglio coordinare la formazione scolastica di base in Svizzera in sei gruppi disciplinari: lingue; matematica; natura, essere umano e società; materie artistiche; canto e musica; educazione e sport. Si tratta di uno strumento essenziale che ha richiesto vari anni di lavoro, già pubblicato da inizio 2017 nella lingua di lingua di Göthe, ma che però nei Grigioni non è ancora disponibile in italiano per tutte le materie.

Sulla questione è tornato oggi, nella seconda giornata della sessione di dicembre del Parlamento retico, il granconsigliere Paolo Papa (PBD), chiedendo al Consiglio di Stato di ultimare la traduzione dei testi didattici per il prossimo settembre, quando inizia il nuovo anno scolastico.

Il deputato calanchino ha sollevato il problema per le scuole del Moesano, con i docenti costretti, a suo dire, a ricorrere a testi di riferimento in uso nel vicino canton Ticino o che scelgono di tradurre loro stessi le schede didattiche.

Papa ha poi notato che nella stesa situazione si trova anche la Valposchiavo, che ripiega invece sul materiale scolastico della vicina Italia. Un fatto “inaccettabile” a parere del granconsigliere, intervenuto nel corso del dibattito sul Programma annuale 2020 del governo. Lo stesso problema, ha aggiunto Papa, tocca anche le regioni romance, che necessitano oltretutto di una traduzione in tutti e cinque gli idiomi parlati.

Nella sua risposta il direttore del Dipartimento dell’educazione Parolini ha premesso che per raggiungere gli obiettivi prefissati sono stati investiti vari milioni di franchi, sottolineando che spesso è il personale, quindi i traduttori specializzati, più che i mezzi finanziari a mancare.

Un’argomentazione che non ha tuttavia fugato i dubbi di Papa, convinto che se manca il personale necessario, occorre provvedere con le assunzioni necessarie. Oltre al Piano di studi – ha evidenziato – a venir meno sono anche le traduzioni in italiano dei manuali di supporto voluti per orientare i docenti nell’insegamento delle varie materie.


Ats