La traduzione simultanea in Gran Consiglio: una vittoria per il trilinguismo!

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Il Gran Consiglio ha oggi deciso all’unanimità e con l’appoggio di tutte le frazioni di istituire una Commissione ad hoc che studi varianti di un servizio di traduzione simultanea per i dibattiti parlamentari. Quello che negli altri parlamenti nei cantoni bilingui e a livello federale è una cosa scontata, sembra possa concretizzarsi anche nell’unico cantone trilingue. Già l’articolo 3 della nostra Costituzione sancisce l’eguaglianza delle tre lingue cantonali. I Grigionesi pensano, sognano, parlano e scrivono in tre differenti lingue. A mio modo di vedere è difficilmente accettabile che proprio il Parlamento che più di ogni altro potere dello Stato rappresenta questa popolazione non parli anch’esso in tre lingue.

Considero questo voto non una vittoria personale perché sono stato il primo firmatario dell’atto parlamentare ma una vittoria del nostro trilinguismo, il tratto più distintivo del nostro Cantone. Ringrazio di cuore perciò i miei colleghi e i firmatari dell’atto parlamentare per il sostegno che hanno voluto concedere alla mia proposta.

Lo spunto per proporre la traduzione simultanea in Gran Consiglio è nato da un’indicazione formulata dalla valutazione che la Confederazione ha fatto redigire circa la politica di promozione delle lingue minoritarie nel nostro Cantone. Mi sono deciso definitivamente di inoltrare un atto parlamentare quando ho saputo che Marina Carobbio avrebbe condotto i dibattiti in italiano nel suo anno di presidenza del Consiglio nazionale, una novità (!) nei 170 anni di storia dello Stato federale. Se un giorno i Granconsiglieri retici si potranno esprimere nella loro lingua senza temere di non essere compresi sarà anche merito di Marina Carobbio.

Poter esprime con precisione il proprio punto di vista è importante, diventa fondamentale se si pensa che la funzione principale di un Parlamento è quella di legiferare. Sbaglia perciò chi pensa alla traduzione simultanea come un mero atto simbolico, non fosse altro perché rende accessibile a tutti gli effetti alle minoranze linguisitche la diretta streaming dei nostri dibattiti.

In questo anno di elezioni ho potuto visitare regioni del nostro cantone che prima non conoscevo. La ricchezza ma anche la diversità linguistico-culturale è grande, altrettanto grande è la necessità di dialogare e di imparare a conoscersi. Mi sono reso conto della necessità di investire in questo dialogo, la traduzione simultanea in Gran Consiglio è sicuramente un primo passo. In futuro bisognerà però continuare su questa strada!


Tobias Rettich, Granconsigliere PS, 079 609 05 10
Manuel Atanes, Granconsigliere PS, 078 644 59 46