L’Assemblea comunale chiede prudenza alle autorità sul futuro della scuola di Campocologno

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Il sindaco di Brusio, Arturo Plozza durante l'Assemblea comunale del 1° dicembre 2019

(vedi primo e secondo articolo sull’Assemblea comunale di Brusio del 1° dicembre 2019)

Chiusa la lunga discussione sul preventivo 2020, Arturo Plozza è passato al quinto punto all’ordine del giorno: l’informazione sull’edificio scolastico di Campocologno – Li Geri. A tal proposito il sindaco ha innanzitutto precisato che l’informazione ai cittadini riguardava il futuro dell’immobile scolastico di proprietà del Comune, dal momento che una ditta specializzata in biotecnologie (la Quantix Swiss SA) ha ufficialmente manifestato il proprio interesse all’acquisto dello stesso.

Arturo Plozza ha spiegato che a seguito della richiesta giunta presso l’Amministrazione in primavera, le autorità comunali si sono assunte il compito di chiarire l’importanza e la sostanza della stessa. La valutazione e la preparazione di una debita risposta è poi passata al Consiglio comunale, che in questa prima fase è stato informato nelle sedute del 27 maggio e del 17 giugno 2019 al punto varia. In data 1° ottobre 2019 il Comune ha poi ricevuto un’offerta per l’acquisto e la locazione dell’immobile scolastico e la questione è stata discussa nella seduta di Consiglio comunale del 14 ottobre 2019. In quella riunione il Consiglio ha deciso di delegare alla Commissione di consiglio ulteriori approfondimenti, e in seguito di informare la popolazione sulla questione.

In data 7 novembre 2019 il Comune ha inviato una controfferta a Quantix Swiss SA, specificandone la valenza solo previo approvazione del popolo. A questo proposito il sindaco ha anche spiegato che per la vendita di proprietà fondiarie, in base agli art. 21 e 22e della Costituzione comunale, è responsabile il popolo (voto per urna) o l’Assemblea comunale. Anche se il sindaco non ha voluto parlare del valore dell’offerta, nella discussione avvenuta in seguito con il pubblico è emerso che il potenziale importo di vendita/acquisto dell’immobile equivarrebbe circa a tre volte il valore commerciale di CHF 540’000.- , come risulta dalla stima dell’Ufficio per le valutazioni immobiliari dei Grigioni dell’8 luglio 2019.

Arturo Plozza ha anche ammesso che la ditta avrebbe una certa fretta di iniziare alcuni lavori di assemblaggio, e al limite chiederebbe anche la possibilità provvisoria di affittare alcuni locali, senza intervenire sulla struttura fino alla decisione definitiva del popolo. Ciò almeno sarebbe emerso da un incontro avuto dal sindaco con il titolare della ditta in data 18 novembre, il quale avrebbe anche confermato l’interesse per l’area in questione, che permetterebbe alla Quantix Swiss SA uno sviluppo a medio termine.

Il primo cittadino ha poi brevemente dato qualche cenno sulla ditta in questione. La Quantix Swiss SA, di cui titolare è il signor Bonfante Elia (originario di Verona), ha attualmente la sua sede legale nel Comune di Poschiavo [Via da Spultri 46, ndr] ed è una compagnia svizzera di biotecnologie che opera nell’ambito della medicina rigenerativa; sviluppa e produce tecnologie biomedicali innovative, che applicate a terapie cliniche, migliorano la qualità di vita dei pazienti. A questi dettagli, nella discussione avvenuta in seguito, si sono aggiunte alcune informazioni del cancelliere e di un cittadino, che hanno spiegato al pubblico che si tratterebbe di un’azienda di tipo “start up”, già attiva con un proprio laboratorio presso il Tecnopolo di Manno (Lugano).

Le scuole di Campocologno (foto d’archivio – Fonte: Regione Valposchiavo)

Arturo Plozza ha poi aggiunto che grazie a questa richiesta o interessamento da parte della Quantix Swiss SA, viene offerta al Comune di Brusio l’opportunità di valutare la situazione attuale dell’area in questione e in particolare dell’edificio scolastico di Campocologno, costruito nel 1962 su disegno dell’architetto Cyrill von Planta, e che non è più utilizzato per lo scopo originario dal 2010 (trasferimento di tutte le scuole a Brusio). Il sindaco ha tuttavia parlato di un uso saltuario dell’edificio da parte di società locali per attività ludiche e culturali. Egli ha anche accennato alla locazione gratuita di un piccolo locale alla Spitex Valposchiavo, dell’affitto per alcuni anni di due aule alla ditta e-comunicare e dell’utilizzo, avvenuto in passato, di alcuni spazi quali deposito per il materiale raccolto in valle per aiuti umanitari.

Il sindaco ha anche precisato che negli ultimi anni non è più stato fatto alcun investimento nell’immobile, al di fuori dello stretto necessario, e che nessun progetto per una ristrutturazione con altro scopo (ad esempio quale centro culturale) sarebbe giunto all’orecchio delle autorità comunali. In base ad un calcolo approssimativo, fornito al Comune da un architetto di fiducia, gli investimenti da prevedere in futuro per il risanamento della struttura potrebbero avvenire, in ordine di urgenza, in quattro fasi distinte.

Nella prima fase andrebbero sostituiti la caldaia e il bruciatore (CHF 40’000.-), risanato il tetto (CHF 332’000.-), sostituite le porte interne con tipologia antiincendio (CHF 78’000.-) ed eseguito il risanamento da radon (CHF 20’000.-). In una seconda fase andrebbero sostituite le finestre e le tapparelle con un motore elettrico (CHF 317’000.-), rinnovato l’intero impianto elettrico (CHF 90’000.-), sostituite le illuminazioni (CHF 40’000.-) e rifatti i pavimenti nelle aule (CHF 80’000.-). In una terza fase andrebbe sostituito l’intero impianto di riscaldamento, inclusi i radiatori, con geo-pompa o pompa termica (CHF 240’000.-) e coibentato l’involucro dell’intero edificio (CHF 228’000.-). Infine, in una quarta fase, andrebbero rifatti gli impianti sanitari, il vano scala (CHF 76’000.-) e il vialetto esterno (CHF 20’000.-).

Tenendo conto degli onorari dell’architetto e di eventuali imprevisti, senza alcun intervento al pavimento, al soffitto e al palco della palestra, nonché ai locali seminterrati, per ripristinare l’edificio al suo utilizzo originale andrebbe calcolata una somma che può variare da 2 a 2,5 mio di franchi.

A questo punto il presidente dell’Assemblea comunale ha proiettato sul telo una serie di valutazioni sulle problematicità, le opportunità e gli svantaggi relativi all’immobile in oggetto:

Al termine della sua lunga presentazione, Arturo Plozza, ha ribadito che dopo aver lasciato spazio alla discussione pubblica, il compito delle autorità sarà quello di informarsi meglio sulle attività previste dalla ditta richiedente l’acquisto dell’edificio, e in particolar modo su eventuali immissioni foniche o altro, nonché sulla sua sicurezza imprenditoriale. Le autorità comunali sarebbero anche disposte a valutare eventuali alternative alla vendita in forma di progetti concreti. Il sindaco qui ha tuttavia lasciato un po’ in sospeso come intenda ora procedere. L’iter prevede l’approvazione da parte del popolo per la vendita, ma anche se il popolo decidesse in tal senso, si porrebbe comunque la questione sulla modalità di vendita, che potrebbe anche avvenire tramite pubblicazione ed asta pubblica.

L’ex sindaco Pietro Cathieni, dopo avere ribadito alle autorità la necessità di informarsi meglio sull’attività della ditta, ha lasciato intendere all’assemblea che se davvero si trattasse di biotecnologie l’alternativa di una locazione transitoria non dovrebbe nemmeno essere presa in considerazione, e che in caso di vendita andrà considerato il prezzo al m² per terreno industriale.

Il cittadino Achille Pola ha affermato che nelle trattative fin qui avvenute con la Quantix Swiss SA, proprio in virtù della competenza che spetta al popolo in simili questioni, da parte delle autorità “il carro è stato messo davanti ai buoi”. Egli ha inoltre voluto far presente ad autorità e concittadini che nell’art. 5 della Costituzione comunale si cita “la promozione dello sviluppo culturale, nonché la prosperità sociale ed economica”. L’ordine con cui questi oggetti sono elencati nell’articolo non è casuale, ed avere due palestre relativamente piccole in un comune di 1’100 abitanti non sarebbe nemmeno un lusso se si guarda agli esempi dei comuni di Poschiavo e Bregaglia. Egli ha anche sottolineato l’importanza strategica dell’areale su cui si trova l’immobile di Campocologno da un punto di vista viario, di parcheggi e ubicazione particolarmente adatta per le attività culturali transfrontaliere.

L’avvocato Plinio Pianta ha dal canto suo invitato le autorità a valutare la questione parallelamente all’eventuale rientro delle scuole secondarie a Brusio e a procedere con prudenza. Secondo l’avvocato, le due questioni andrebbero infatti valutate unitamente. Il futuro membro del Consiglio scolastico, Domenico Pola, ha ribadito che nella questione si è presa troppa fretta e che la ditta interessata all’immobile avrebbe anche altre possibilità di acquistare immobili a Campocologno o dintorni. Egli ha contestato anche il fatto che il sindaco abbia indicato l’utilizzo della palestra di Li Geri come saltuario, in quanto alcune società che usufruivano di questo spazio lo facevano in maniera regolare, durante tutto l’arco dell’anno. Il futuro consigliere scolastico ha anche rimandato al mittente il fatto che la vendita di una scuola possa essere un fatto emotivo e ha affermato che sarebbero proprio le autorità a giocare sulle emozioni, descrivendo lo stato dell’immobile come pressoché fatiscente, cosa che non corrisponde nemmeno alla realtà.   

Anche altri cittadini si sono espressi con scetticismo rispetto alla tempistica e hanno invitato le autorità a ponderare bene i prossimi passi da intraprendere. A questo proposito Giorgio Pola ha ricordato all’Assemblea che tutti gli edifici appartenenti al Comune, anche se poco utilizzati, hanno bisogno di manutenzione e investimenti, e ha ventilato l’opportunità di fare dell’immobile di Li Geri un centro polifunzionale: un tipo di infrastruttura che i cittadini del Comune di Poschiavo bramano da tempo.

Pietro Pola ha espresso qualche perplessità pure sulla procedura seguita alla richiesta d’acquisto ed ha affermato che, procedendo in questo modo, il Comune ha già creato un precedente secondo il quale a qualsiasi richiesta di acquisto di un immobile comunale poco utilizzato (come ad esempio per la Casa Besta o la capanna Anzana) debba subentrare una discussione pubblica come quella attualmente in atto. Inoltre, sia lui che Achille Pola hanno auspicato che, qualora si passasse alla votazione popolare per vendere l’immobile alla Quantix Swiss SA, al popolo venga almeno presentato un controprogetto per la rivalorizzazione della ex scuola. A queste richieste il sindaco ha però ribattuto che spetterebbe ai cittadini, e non alle autorità, presentare un progetto concreto di rivalorizzazione.

Terminata l’informazione sul futuro dell’immobile comunale di Campocologno, a cui è seguita un’intensa discussione, l’Assemblea si è avviata alla conclusione non dopo due ultimi interventi al punto varia, in cui è stato chiesto alle autorità la possibilità di spostare alla sera, al posto del pomeriggio, l’Assemblea che normalmente si tiene nel mese di agosto, nonché di proiettare sul telo, in futuro, il documento relativo al preventivo durante la lettura dello stesso.


Achille Pola

1 COMMENTO

  1. La tentazione di (s)vendere un immobile poco utilizzato, con riscontri „positivi“ riguardo ad eventuali posti di lavoro (con quale base salariale; di zona di confine? Per cittadini residenti nel comune?), entrate fiscali?; può essere grande. Sarebbe giustificabile se il Comune di Brusio si trovasse nel bisogno di incassare soldi a breve; lo stesso ragionamento vale nel contesto del deposito di materiale I Sac. Finanziariamente, il comune „sta bene“. E la situazione migliorerà nei prossimi anni, anche grazie alle maggiori entrate garantite da Repower (moneta contante e, non dimentichiamo, energia gratuita che potrebbe procurare diverse centinaia di migliaia di franchi annualmente e per un lungo periodo; se ben gestita!). Consiglio prudenza, si tratta di una offerta (quella di Quantix) interessante; pur sempre di una ditta Startup. Le alternative di utilizzo dello stabile a scopo culturale, non sono da sottovalutare. Sta al consiglio comunale, valutarle (così come ha proposto la possibile vendita).