Filarmonica Avvenire Brusio, i musicisti dell’anno

0
1336

Anche quest’anno Il Bernina ha selezionato gli eventi e intervistato alcuni personaggi valposchiavini che si sono distinti nel corso del 2019. Raggiungendo il primo posto nella 2â categoria «Armonia» presso la Festa di Musica Cantonale tenutasi ad Arosa fra il 22 e il 23 giugno, la Filarmonica Avvenire Brusio (FAB) si è distinta fra i musicisti e le compagini musicali della valle. Abbiamo quindi intervistato il presidente Eugenio Zanolari.


La FAB, fondata nel lontano 1887, è ormai una realtà consolidata e apprezzata non soltanto nel Comune di Brusio, ma anche fuori del suo territorio. A quali fattori è riconducibile la tenacia e la longevità della vostra associazione?

La FAB è probabilmente il sodalizio più longevo attualmente attivo nel comune di Brusio. Come ben documentato e ricostruibile dai protocolli e da cronache scritte, essa ha attraversato dei periodi burrascosi dovuti in parte a cause esterne (le due guerre mondiali con tutte le conseguenze negative che ne seguirono), ma anche di carattere interno, che hanno comportato periodi senza attività per cause economiche, organizzative, mancanza di effettivi e a volte purtroppo per discrepanze personali. Gli statuti della FAB propensi all’insegnamento della musica e alla socialità, e che escludono fra l’altro ingerenze politiche che ne avrebbero potuto intaccare gli interessi primordiali, hanno preservato l’esistenza della banda e ne hanno garantito la continuità.

Un tempo le bande musicali di paese erano sinonimo di feste, sagre e cerimonie ufficiali; oggi questo ruolo si estende anche all’attività concertistica vera e propria. Come interpretate questi cambiamenti?

Possiamo senza ombra di dubbio affermare che la banda prosegue nel suo cammino, grazie a una passione per la musica radicata nel comune di Brusio, a un notevole volontariato e non da ultimo all’istruzione e alla promulgazione musicale garantiti dalla Scuola di musica di Brusio. Se in passato l’unica istruzione musicale poteva essere attinta dagli insegnati della scuola pubblica che apprendevano nozioni musicali presso la scuola magistrale, o ancor più da musicisti che erano entrati a far parte della banda militare, al giorno d’oggi abbiamo alcuni dei nostri giovani che si sono diplomati al conservatorio e in più sono operativi presso la scuola di musica; senza dubbio questo è un vantaggio per la banda e conferisce una maggiore qualità alla scuola di musica. I giovani musicisti sono un incoraggiamento per i loro compagni più giovani nell’apprendimento della musica, tanto che al momento abbiamo già dei candidati al conservatorio. Inoltre la banda, la scuola di musica e la scuola pubblica sfruttano molto bene le loro sinergie.
Il coinvolgimento di piccoli gruppi musicali in seno alle lezioni ordinarie scolastiche coinvolgono un po’ tutti e ciò invoglia i giovani a partecipare. Un problema che però riscontriamo da alcuni anni è purtroppo causato dallo spostamento della scuola secondaria a Poschiavo. Alunni che prima erano attivi al 100% a Brusio fino alla fine dell’obbligo scolastico, oggi non possono più partecipare all’interno della musica giovanile locale per motivi logistici e per mancanza di tempo – sul pullmino si trascorrono in media 2 ore al giorno! –. Va da sé che bisogna arrangiarsi con quelli più piccoli e il numero a volte è al limite.
Come già da molti anni, abbiamo all’interno della banda anche alcuni musicisti che provengono dalla Valtellina; del resto pure alcuni dei nostri sono attivi nelle bande di Tirano e Grosio. Questi scambi hanno favorito nuove conoscenze e una proficua collaborazione. A tal proposito il ruolo del direttore è stato a dir poco fondamentale. Ivan Nussio è stato di grande aiuto alla banda e l’ha risollevata coinvolgendo con il suo carisma un grandissimo numero di giovani, anche in funzione di insegnante di ottoni, dando così una svolta decisiva al vecchio repertorio bandistico. In seguito alle sue dimissioni abbiamo avuto la fortuna di trovare l’attuale direttore, il maestro Giovanni Sanvito, che funge pure da direttore della Scuola di musica. Seppur residente a Lugano, ogni venerdì raggiunge Brusio per la prova e dirige la nostra formazione con professionalità da ben 12 anni.

Potete farci un bilancio del vostro 2019?

La FAB non ha cessato la sua tradizione quale accompagnatrice musicale in occasione delle sagre e delle feste locali. Il tradizionale concerto primaverile ha avuto luogo, come di consuetudine, subito dopo Pasqua, ma anche la festa del Primo d’Agosto, il concerto di fine anno a San Carlo e in occasione della Sagra della Sacra Famiglia a Campocologno hanno assunto da alcuni anni a questa parte un carattere concertistico. Questi cambiamenti sono stati molto positivi ma anche impegnativi. Da un canto ci danno molto da fare, sia musicalmente che logisticamente, dall’altro la loro riuscita è motivo di grande soddisfazione. Ma quest’anno la Festa di musica cantonale ad Arosa ci ha riservato una bella sorpresa regalandoci il primo posto in 2â categoria «Armonia». Dico “regalato”, anche se il risultato è stato sudato e meritato, perché a volte le giurie riservano delle sorprese e non rispondono al risultato pronosticato.

Quanto vi aspettavate un tale successo?

Questa volta non c’erano dubbi, per noi l’importante era di tenere alto il nome della banda; il primo posto è stato il regalo che ha coronato i nostri sforzi. Tuttavia siamo sempre convinti che la continuità e il successo della banda non debba dipendere unicamente dal risultato di un concorso, bensì dal repertorio abituale offerto al pubblico e dal piacere di suonare, che si dovrebbe unanimemente assaporare durante le prove, sia fra i giovani che fra i più vecchi.

Scuola di musica e banda musicale, non solo a Brusio, appaiono come un binomio vincente. State forse raccogliendo i frutti di quanto è stato iniziato con coraggio anni fa?

La Scuola di Musica è importante e con essa la banda giovanile (Musica d’Assieme). Se prima il passaggio dalla banda giovanile alla banda avveniva durante la 2â o la 3â secondaria, ora questo è reso difficile in quanto gli alunni di questo grado non sono più presenti a Brusio. Un’entrata in banda già in 6â classe sarebbe prematura. La pausa di 2 o 3 anni con una forzata inattività bandistica, e di seguito la partenza per gli studi fuori valle prima di entrare in banda, pregiudica enormemente le nuove entrate e pure l’operato del piccolo gruppo “Musica d’assieme” condotto dal maestro Antonio Zanolari, anche se la Scuola di musica ha comunque dato buoni frutti per i motivi sopraccitati. Dobbiamo dunque essere grati ai suoi fondatori e a quelli che la stanno portando avanti. Malgrado attualmente il numero degli scolari sia pressoché stabile, in futuro dovremo fare i conti con la demografia. Per quanto concerne la banda osserviamo infatti che i ricambi avvengono più lentamente. Tuttavia, secondo il mio parere, i giovani devono poter ricevere un’offerta che li invogli a suonare e a partecipare alle prove. Questo significa mantenere obiettivi importanti, suonare pezzi impegnativi, promuovere responsabilità e fiducia personali con prove stimolanti. 

I concerti primaverili e di fine anno sono però sempre di ragguardevole livello. Qual è la ricetta del vostro successo malgrado i tanti sacrifici?

Sì, è vero, molti membri della banda fanno ritorno a Brusio il venerdì sera e vengono direttamente a prova senza neppure consumare la cena. Ma credo che la ricetta della longevità e del successo stia parzialmente in quanto già detto sopra. In più non devono mancare le amicizie, in particolare quelle fra coetanei, in modo che non si crei un baratro che impedisca una continuazione e un ricambio generazionale, come molto spesso avviene in altre società. A quelli della mia generazione viene chiesto di essere un po’ più bambini, andando incontro alle necessità dei più giovani, cercando di socializzare e di rompere quella barriera costituita dalla differenza d’età. La ricetta esatta del successo però non la conosciamo. Possiamo solo dire che quando in una società regna l’armonia tutto diventa più facile. E il volontariato, i sacrifici, lo studio e l’applicazione, la pazienza e l’ascolto, si applicano e si superano più facilmente.

Quali sono i vostri propositi per il 2020?

Abbiamo appena terminato i concerti di Natale e riteniamo di aver riscosso un buon successo. Per il 2020, oltre ai tradizionali concerti abbiamo in programma la partecipazione alla Festa di musica distrettuale a Zernez, che avrà luogo il 20 e il 21 giugno. I nostri obiettivi per il 2020 saranno il rinnovo del comitato, l’ingaggio di nuove leve all’interno della banda, alcune novità nel repertorio delle sagre e un buon successo durante i concerti principali e nell’evento a Zernez.

Vi ritrovate nella definizione di musicisti dell’anno”?

Non spetta certo a noi insignirci del titolo “I musicisti dell’anno”. Facendo un rendiconto di tutte le attività e dei risultati conseguiti nel 2019, ma specialmente per quanto concerne l’impegno dimostrato nella nostra piccola realtà e nel nostro ambito, ci possiamo definire musicisti molto contenti e soddisfatti.


A cura di Achille Pola