APE in lutto, i saluti a Kim e Baffo

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Ultimo saluto a Baffo 

Cara Franca, cari parenti, cari amici,

l’Associazione Poschiavina Esploratori e gli Esploratori Nell’Ombra condividono il profondo dolore per la perdita di Giacomo.

Per la nostra famiglia scout Giacomo Lardi era “Baffo”, un uomo tutto d`un pezzo, affidabile, preciso, diretto, disponibile e aperto al prossimo.
Ha onorato il motto scout “sii preparato ad essere sempre pronto”.

Chi ha avuto la fortuna di condividere con lui attività e campeggi sa che “Baffo” è stato un amico, un fratello, una guida dal cuore grande in tutti i sensi.

L’ultimo saluto con una massima di Ugo Foscolo:
“Un uomo non muore mai se c’è qualcuno che lo ricorda”
noi ti ricorderemo sempre, ciao “Baffo” riposa in pace.

Vicini nel dolore, porgiamo le nostre più sentite condoglianze.

Mauro Isepponi/Muro
Presidente ENO


In ricordo di Kim

“Il vero modo di essere felici è quello di procurare la felicità agli altri. Cercate di lasciare questo mondo un po’ migliore di quanto non l’avete trovato: quando suonerà la vostra ora, potete morire felici con la coscienza di non aver sprecato il vostro tempo, ma di aver fatto del vostro meglio”.

Addolorata famiglia
Caro Kim

Le parole che ho appena citato sono un passo dell’ultimo messaggio di Lord Robert Baden Powell fondatore del movimento scout.

Sicuramente tutti voi che oggi accompagnate all’ultima dimora Kim avete fatto un pezzo di strada con lui e potreste raccontare una vostra propria storia. Una storia lunga, di una personalità con un grande carisma che ha vissuto la sua vita a favore del prossimo e specialmente dei meno fortunati. Non ha solo interpretato la legge, la promessa scout e le parole dall’ultimo messaggio di Baden Powel, ma le ha pure messe in pratica.

La sua apertura, la sua sincerità, il modo di trattare con rispetto il prossimo e offrire il suo aiuto, la voglia di trasmettere la gioia, la positività e la condivisione, come pure affrontare con fiducia le difficoltà e le varie avversità, impegnandosi sulle scelte fatte amando la vita e proteggendo la natura, lo hanno contraddistinto per tutta la sua vita.

Egli è pure stato un meraviglioso esempio di vera vita cristiana diventando uno strumento di pace, amore e speranza come contemplato nella più semplice, bella armoniosa preghiera di tutti i tempi scritta da S. Francesco.

Kim non è più tra noi. Non ci sarà più possibile porgergli la mano sinistra un’ennesima volta, come d’uso tra fratelli scout. La mano sinistra perché è la mano del cuore.

Stilare un curriculum sulla sua lunga esperienza scoutistica e sugli innumerevoli ricordi del pezzo di strada passato assieme non è cosa semplice e incapperemmo sicuramente in qualche dimenticanza. Noi scout lo vogliamo ricordare con semplicità e umiltà.

Ogni scout con il passaggio da lupetto ad esploratore riceve un vulgo, un nome che dovrebbe rispecchiare le qualità e il carattere di chi poi lo porta. Il nome scout di Andrea Compagnoni fu Kim, tratto dal romanzo dello scrittore inglese vincitore del premio Nobel Rudyard Kipling. La storia si dispiega sullo sfondo del Grande Gioco, il conflitto politico tra la Russia e l’Impero Britannico nell’Asia Centrale. Il tredicenne Kimball O’Hara, orfano di un sergente irlandese e di una madre irlandese, vive e racconta la propria esistenza vagabonda nelle strade polverose dell’India. Passa le sue giornate mendicando o svolgendo piccole commissioni. Grazie alla sua conoscenza tanto delle consuetudini indiane quanto di quelle inglesi, Kim si pone come ponte tra le due civiltà configurandosi come un cittadino dell’Impero più che di una delle due nazioni.

Chi meglio del nostro Kim ha interpretato l’essere ponte, punto di riferimento o locomotiva dello scoutismo valligiano? Kim è stato un personaggio contraddistintosi in punta di piedi sia nella nostra valle che oltre confine. Ha guidato e organizzato azioni umanitarie e di solidarietà di indiscusso valore.

Grazie alla sua avvedutezza e alla sua tenacia, Kim ha realizzato progetti che all’inizio a molti sembravano utopici o impossibili. Egli, senza mai perdere il coraggio si è sempre battuto ed impegnato seguendo il motto dell’esploratore “sempre pronto ad aiutare”, senza dare importanza al merito. Il suo ottimismo costante in tante occasioni ha moltiplicato le forze ed ha incoraggiato tanti “a miga mulà al maz”. Tutte queste qualità e capacità di affrontare con serenità la gioia ed il dolore, di non lasciarsi consigliare dalle paure o dai rinunciatari, ha fatto sì che tante cose che all’inizio sembravano dei sogni, si sono potute realizzare. Chi non si ricorda di tutte le invenzioni e di tutti i progetti voluti da lui fermamente, portando in certe occasioni chi collaborava con lui quasi all’esasperazione. Quando lui parlava tutti ascoltavano con attenzione perché ciò che diceva erano parole che avevano peso. Bisogna riconoscerlo, Kim non era una persona che si arrendeva facilmente e se era convinto di una cosa la portava a termine fino in fondo. La sua creatività e fantasia non avevano limiti.

Quanti campeggi, quante rappresentazioni e quanti teatri sono stati organizzati con successo, ricevendo il plauso non solo dai partecipanti o dagli spettatori, ma dalle autorità e da personalità di tutto il mondo. Per riconoscere l’operato a favore della comunità, gli fu insignita l’onorificenza di membro onorario dell’APE, dell’ENO e le autorità comunali lo hanno omaggiato quale cittadino onorario.

Kim è stato capo sezione, presidente dell’APE e dell’ENO, membro attivo fino che le forze glielo hanno permesso. Sarebbe però ingiusto in questa occasione dimenticare la sua amata moglie Agnese, perché anche lei ha scritto una parte della storia dell’APE. Molti di noi si ricorderanno degli incontri “in cusina in via da Mezz” a discutere su strategie e progetti da realizzare.

Questo attaccamento allo scoutismo di Kim è motivato dal fatto che questo movimento è aperto a tutti, e trasmette valori di fratellanza, di solidarietà, di rispetto reciproco nonché di amicizia, favorendo le relazioni e le amicizie fra i giovani.

Caro Kim ci mancherà la tua genialità, la tua tenacia, la tua voglia di fare senza essere in prima persona, la tua semplicità, il tuo modo di vivere la vita, di lavorare, di affrontare le varie situazioni, di amare la famiglia e il prossimo, di essere disponibile e sempre pronto, tutto questo sono stati e saranno per noi d’esempio e il testimone che noi raccogliamo. La grande famiglia degli scout ti ricorda con profonda gratitudine e ti dice semplicemente: g-r-a-z-i-e, grazie, grazie, grazie.

A nome dell’APE e dell’ENO dal cielo accompagna con il nostro amico Baffo il nostro impegno.

Vim