L’anno che verrà – Cultura e sostenibilità

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Per propiziare il 2020, in queste settimane proponiamo ai nostri lettori una serie di editoriali speciali che tratteranno alcune tematiche di recente attualità.

Ho dato un’occhiata all’agenda 2020. Vi trovo già un bel numero di manifestazioni: la gran parte è di stampo culturale. L’agenda non è ancora completa, evidentemente. Mi preoccupa però che non vi figuri ancora un evento importante, lanciato da vari attori culturali del territorio. Dovrà essere l’evento faro 2020, riferito a una pagina di storia locale di sicuro interesse: la stregoneria. Mi informo: il progetto – come del resto si è letto nei media ultimamente – è ancora in fase di coordinazione, ma purtroppo il suo finaziamento non è ancora assicurato.

Nonostante questo “bemolle” – e sperando che vi sia rimedio – sono certo che anche il 2020 ci proporrà un ricco mosaico di proposte culturali. Ognuna stimolerà gusti e interessi diversi, ma, nell’insieme, l’offerta si rivolgerà nuovamente a tutti – si nota già ora.

Possiamo farcene un vanto: sfido qualsiasi altro microcosmo comparabile al nostro a superare tanto fermento creativo, tanta vivacità e pluralità culturale. Vi vedo soprattutto l’espressione di un forte senso civico: perché la cultura non è autoreferenziale o affare solo di pochi, ma coinvolge tutti. Contribuisce al confronto (anche “oltre i confini”), alla discussione e al dialogo – che sono il collante di una società. Fa muovere e crescere la comunità, la mantiene viva, insomma. Per questo le va prestata cura.

La cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande.”(Hans Georg Gadamer)

Dimostrando molta perspicacia politica, il Comune di Poschiavo si è dotato di una Legge sulla promozione della cultura nel 2007, e annualmente stanzia una somma di denaro destinato al sostegno di attività culturali. Le strutture e le dimensioni del Comune di Brusio permettono una gestione e un sostegno delle singole proposte culturali più diretti e immediati. Benché in entrambi i comuni gli importi destinati alla promozione della cultura non si possono certo ritenere indifferenti, quei fondi, tuttavia, non bastano da soli a coprire tutte le proposte culturali che meriterebbero davvero di essere realizzate.

E’ anche vero che la cultura nella regione costituisce in primo luogo un campo di dominio privato, sostenuto quasi esclusivamente dal volontariato. E l’appoggio sul volontariato va difeso, poiché è l’epressione più genuina della cultura quale veicolo di coesione comunitaria. Sono del resto molteplici le persone, le associazioni e altre istituziuoni che “fanno cultura” senza attingere dall’erario pubblico. Altre iniziative, invece, generano inevitabili costi, che non possono essere affrontati soltanto con il volontariato. E la mancanza di fondi sufficienti per coprirli comporta il grave rischio di soffocare l’impegno che vari promotori sono disposti a mettere nella realizzazione dei loro progetti.

Senza la cultura siamo campati in aria, è come stare al sesto piano di un palazzo senza altri piani sotto, incapaci di capire ciò che succede.(Roberto Vecchioni)

E’ quindi importante che la mano pubblica venga tesa. Con aiuti finanziari diretti, certo. Magari prevedendo anche dei fondi straordinari quando si presentino occasioni (scelgo appositamente questo termine) con potenzialità fuori dal comune, ma che richiedono sforzi finanziari più importanti: quali il progetto sulla stregoneria, che per la prima volta in assoluto “mette in piazza” con criterio moderno e in forma fruibile un tema di indubbio interesse comunitario. Finanziarli attingendo dai fondi ordinari destinati alla cultura significa penalizzare tutte le altre iniziative proposte per quell’anno, che si devono accontentare di sostegni ridotti – rischiando il naufragio.

Ma il sostegno dell’ente pubblico chiamato in causa può assumere anche altre forme: perché non pensare, ad esempio, alla possibilità di assistere i promotori culturali nella ricerca di aiuti finanziari anche altrove? Magari attraverso la creazione di un piccolo centro di competenza culturale da parte dei Comuni – o della Regione Bernina. Un simile passo sicuramente rientrerebbe in un’oculata startegia culturale per il futuro e potrebbe rivelarsi vincente anche per le casse comunali: la nuova Legge sulla promozione della cultura del Cantone dei Grigioni prevede dei sussidi per siffatte iniziative.


Hans-Jörg Bannwart