Quale futuro per lo stabile del CTL?

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Il destino dell’immobile dell’ex Centro Tecnologico del Legno (CTL) si profilerà con più evidenza il prossimo 27 febbraio. Giovedì alle ore 9.30, presso il salone di Casa Torre, infatti, sarà il giorno dell’incanto, gestito dall’Ufficio fallimenti della Regione Bernina.

E’ trascorso circa un anno da quando la società ha deciso di deporre il bilancio. Da quel momento in poi sono partite diverse congetture in merito al futuro dello stabile che, grazie ad un’accurata riqualificazione, ha acquisito un’importanza strategica soprattutto come biglietto da visita per chi giunge a Poschiavo in treno. Proprio per questo motivo, molti cittadini sono interessati al suo destino; diverse persone sperano che il nuovo acquirente possa fare un uso coscienzioso e rispettoso dell’area, fermo restando che il terreno fa parte di una zona artigianale, così che i suoi usi potrebbero rivelarsi molteplici.

Un acquisto da parte del comune di Poschiavo è stato escluso per bocca del podestà Giovanni Jochum che, nell’ultima seduta di Giunta, su interpellanza diretta di un membro del Legislativo, ha ufficialmente scartato l’ipotesi per le troppe problematiche connesse (prima su tutte, a causa delle cifre in ballo, la necessità di indire una votazione popolare). In questo senso, quindi, non sembra da prendere in considerazione l’ipotesi di un centro polifunzionale socio-culturale, che tanto era piaciuta alla Pgi.

La sede del CTL prima della ristrutturazione

Rimane quindi aperta la strada dei privati (escluso anche, come già annunciato precedentemente, un coinvolgimento da parte della Ferrovia retica); che gli interessati siano uno solo o un gruppo di persone non è dato sapere; vista la delicatezza dell’operazione, le indiscrezioni sono pressoché assenti.

E proprio mentre scriviamo questo articolo, i nostri lettori stanno votando il nuovo sondaggio: “Immobile CTL all’asta: chi potrebbe acquistarlo?”. Una gran parte dei votanti sta manifestando un forte disinteresse per la vicenda, segno evidente di sfiducia o quantomeno impotenza di fronte a questa vicenda che ha visto andare in fumo un investimento da 3 milioni di franchi; di questa ingente somma vorranno almeno parzialmente rientrare i creditori, ovvero la banca Raiffeisen (per circa 1,5 milioni) e Cantone e Confederazione (per la restante parte). Non ci resta quindi che attendere l’esito dell’incanto di giovedì prossimo.


Marco Travaglia

2 COMMENTI

  1. Rivedendo la foto del „vecchio stabile“ ora CTL fallito, mi chiedo se la lavorazione del sasso non potrebbe essere la soluzione ideale. Chi lo faceva avrà avuto problemi a farlo in modo redditizio (concorrenza, concessioni per l‘estrazione, ecc.); in altre zone la pietra viene ancora lavorata e richiesta. Boh! L‘incanto, il primo, andrà a buca anche per abbassare il prezzo.
    Anch‘io sono un votante più che disinteressato, tanto ma tanto deluso da come questa azione (vendita dell’officina al comune ad un prezzo, immagino, esorbitante; idea folle del vecchio Podestà e poi il fallimento), sia stata ideata gestita ed ora giunta in questa fase!