Puntualizzazioni sulla prevenzione al Covid-19

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Gentile Redazione,

ho letto il breve vademecum sulla prevenzione da mettere in atto nei confronti di Covid-19 pubblicato sulle vostre pagine. Vista la criticità della situazione con la vicina Lombardia dichiarata zona rossa, vorrei brevemente puntualizzare sul contenuto del punto 6 in cui si accenna all’uso di mascherine.

Per conoscere esattamente il tipo di mascherina più consono alla situazione in cui vi trovate parlate con un esperto. Qui mi limito a fornire indicazioni di massima che si trovano sui siti seri che trattano di questioni sanitario-epidemiologiche che chiunque può consultare con un po’ di pazienza e una competenza minima. Le informazioni non vanno assolutamente prese in senso allarmistico; non è ora il caso nella Valposchiavo. Tuttavia, è giusto conoscere l’uso corretto e circostanziato delle protezioni di cui si può usufruire e poi, ammesso che lo si desideri, optare a ragione veduta per il dispositivo che si ritiene più adatto.
Esistono diversi tipi di mascherine. Quella monouso comunemente usata nelle sale operatorie protegge più in senso attivo, cioè evita il contagio verso l’esterno. Tra l’altro, la sua efficacia dura solo un paio d’ore, poi occorre cambiare la protezione. La mascherina non va mai abbassata, anche per non contaminare col proprio alito la parte esterna della copertura e della garza. Per gli stessi motivi in ambienti a rischio di contaminazione la mascherina non va toccata con le mani non disinfettate. In luoghi pubblici o privati particolarmente affollati e in condizioni di rischio regionale maggiorato la sicurezza sanitaria è evidentemente tanto maggiore quante più persone portano questo tipo di mascherina, anche se la protezione è semplice e solo di tipo attivo.
La difesa passiva nei confronti delle proprie vie aeree è invece poco efficace con questo tipo di dispositivo monouso. Per proteggersi anche nei confronti di eventuali contagi che provengano da terzi occorrono mascherine di livello superiore, per esempio quelle dotate di filtri a carboni attivi, meglio se con valvola, onde facilitare la respirazione ed evitare ristagni di condensa.

Ricordo che Covid-19 si trasmette in vario modo, ma la sua via preferenziale è quella aerea. Il contagio per contatto fisico è sempre possibile, ma meno probabile. Sono le particelle virali che fuoriescono in quantità col fiato espirato dalle persone infette a costituire il pericolo principale che, tra l’altro, riguarda proprio l’attacco virale alle vie aeree (Covid-19 tende a spostarsi più verso i polmoni). Per questo motivo in ambienti a rischio la mascherina rappresenta la protezione più importante, insieme a un comportamento responsabile e all’osservanza della distanza di sicurezza dal proprio interlocutore.
Ripeto che non è proprio il caso di farsi prendere dal panico. La psicosi peggiora solo la situazione, tanto più che la Valposchiavo non è attualmente una zona a rischio. Questo tipo di influenza è particolarmente aggressivo, ma presenta un tasso di guarigione intorno al 98%. Può capitare persino che il sistema immunitario debelli il virus senza sintomi, ovvero senza che il contagiato nemmeno se ne accorga. Tuttavia, le persone defedate, gli anziani, gli immunodepressi, i diabetici, i trapiantati, i cardiopatici, i portatori di stent, i soggetti con comorbilità presentano un rischio fisiologico decisamente maggiore rispetto agli individui più giovani e sani. La difesa dal contagio è quindi anche un atto di responsabilità verso di loro.


Roberto Weitnauer

3 COMMENTI

  1. Ciao Roberto,
    permettimi un po’ di personale dissenso alla tua puntualizzazione, peraltro perfetta dal lato “tecnico”. Infatti, in questi tempi di evidenti incertezze e di malcelato panico (vedi le reazioni insensate come il fuggi fuggi da Milano, l’assalto ai supermercati, le incette di medicamenti, disinfettanti e mascherine) non credo sia opportuno profilarsi con corrette ma complesse nozioni tolte da siti scientifici accessibili a tutti gli interessati. Più che informare queste rischiano di confondere ed inquietare ancor più le persone.
    Di questi tempi servono direttive, norme e consigli semplici e chiari, adeguati alla situazione del momento e del luogo, ma soprattutto questi spettano alle autorità competenti!
    Oltre alle sei norme igieniche semplici e attuabili delle direttive ufficiali, ci sono ovviamente le linee di comportamento e di responsabilità individuale ( evitare assemblamenti, spostamenti inadeguati ecc) ; ma le mascherine non rientrano in queste misure,vengono citate solo nel contesto di malattia o per il personale sanitario. Lasciamo dunque ai professionisti la scelta dell’eventuale modello da usare, così come la scelta di future, purché attuabili, nuove raccomandazioni .
    Cordiali saluti Emanuele Bontognali

    P.s. A Poschiavo, che fa parte di “tutta” la Svizzera, il consigliato disinfettante alcolico lo si trova senza problemi! Saluti anche a Platta sopra Poschiavo (tranquillo, lassù non corri nessun rischio!)

    • Ciao Emanuele.

      Per ragioni di sicurezza mi vedo costretto a replicare alla tua cortese precisazione.
      Come ho chiaramente scritto nella mia missiva, le psicosi sono quanto di peggio per affrontare un’epidemia. Lo stesso dicasi per il disorientamento che direttive contrastanti possono causare. Istituire un unico centro informativo è senz’altro indicato. Sono in questo totalmente d’accordo con te. Vorrei tuttavia sottolineare un aspetto non indifferente: se le autorità sanitarie istituiscono i loro canali di comunicazione ufficiali relativamente a Covid-19, i media (come appunto “Il Bernina”) hanno il dovere e il diritto di portare alla popolazione tutte le informazioni o le opinioni integrative che provengano da altre fonti e che, responsabilmente, ritengano attendibili e adeguate in questo frangente.

      In questa epidemia molto è demandato ai comportamenti individuali, giacché è impossibile che le autorità controllino ogni persona. Credo pertanto che la cittadinanza abbia il diritto di conoscere l’efficacia di un tipo di mascherina, piuttosto che di un’altro. Le mascherine non sono affatto tutte uguali e questo va chiarito, non posto in secondo piano e tenuto di esclusiva competenza della sanità locale. Si tratta di una questione critica, giacché si capisce bene che portare una mascherina nella convinzione che protegga sempre e comunque, mentre invece non lo fa per niente, potrebbe implicare rischi incrementati in talune condizioni. Questo non va affatto bene, com’è immediato comprendere.

      È inutile girarci intorno: la curva epidemiologica è destinata a crescere ovunque. In Svizzera ogni due o tre giorni i contagiati raddoppiano, esattamente come in Italia e in altre nazioni. La differenza è che il virus Sars2-CoV-2019 attecchisce prima in certe aree geografiche e dopo in altre. La curva epidemiologica riflette infatti più o meno fedelmente un fattore R0 di contagio pari a circa 2, tipico delle fasi iniziali, in mancanza di adeguato isolamento: ogni contagiato infetta in media circa altri 2 nuovi soggetti. Ritengo pertanto che portarsi razionalmente avanti, fornendo informazioni utili ai residenti, e non false garanzie di sicurezza, sia un atto dovuto fin da ora. Non capisco perché i media non dovrebbe indicarlo.

      Questa emergenza passerà, non bisogna allarmarsi più del dovuto. Ma alla tranquillità concorre anche un’informazione completa. In tal senso, vorrei ribadire una volta di più che le normali mascherine chirurgiche monouso, oltre a durare solo un paio d’ore, offrono esclusivamente una protezione attiva, cioè evitano in buona misura che un contagiato che la indossa infetti terze persone. Ovviamente, se in un luogo affollato (comunque da evitare) tutti le indossassero si otterrebbe una protezione maggiore. Tuttavia, tali mascherine non proteggono l’individuo in senso passivo, ovvero non lo difendono da possibili contagi di terze persone. Un individuo che malauguratamente si trovasse in un luogo affollato, munito della banale mascherina con garza, non sarebbe affatto protetto. È importante saperlo.

      Il centro unico di riferimento è senz’altro una buona cosa. Tuttavia, io vorrei riferirmi a qualche piano più in alto e citare L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che ha appena passato il livello d’inquadramento dell’influenza Covid-19 da epidemia a pandemia, con relativo passaggio di competenze e autorità nei riguardi di tutte le nazioni. L’OMS mette infatti chiaramente in guardia la popolazione di fronte all’uso scorretto delle mascherine e all’adozione della mascherina sbagliata. Viene chiaramente sottolineato il pericolo di indossare normali mascherine chirurgiche, illudendosi di essere in una botte di ferro. Esattamente quanto scrivevo io nella mia lettera aperta.

      In linea di massima, al momento qui in Valle chi non ha sintomi non dovrebbe nemmeno optare per una mascherina e dovrebbe invece, sempre e comunque, osservare la distanza di sicurezza, insieme alle altre norme igienico-sanitarie. Chi però volesse garantirsi una protezione passiva più seria deve sapere che solo una mascherina con filtro adeguato e valvola può filtrare batteri e virus in massima misura. Nemmeno questa protezione deve ovviamente indurre in comportamenti a rischio. Non sappiamo quanta disponibilità ci sarà in futuro di questi dispositivi. Come però ho chiarito, il punto è un altro: l’importante è sapere fin da ora che la normale mascherina con garza serve a ben poco per proteggersi dalle infezioni esterne.

      Qui una sintesi delle indicazioni OMS:

      https://www.galileonet.it/coronavirus-mancanza-mascherine-uso-corretto/

      Qui il documento originale in inglese dell’OMS per un controllo:

      https://apps.who.int/iris/bitstream/handle/10665/331215/WHO-2019-nCov-IPCPPE_use-2020.1-eng.pdf

      Segalo inoltre il chiaro e dovuto avvertimento dell’altroieri del Prof Walter Ricciardi dell’OMS:

      “Attenzione, le mascherine chirurgiche ai sani non servono a niente, il virus penetra attraverso la garza”

      Roberto Weitnauer

  2. Caro Weitnauer,
    grazie per il vademecum professionale sulla prevenzione da mettere in atto contro il contagio di Covid -19.
    Vedo che il problema attuale è che in tutta la Svizzera non si possono comperare le diverse mascherine da nessuna parte. Leggo or ora che la Germania vieta da subito l’esportazione di “mascherine” verso la Svizzera!!!
    Persino i diversi disinfettanti a base di alcool non sono reperibili in “tutta” la Svizzera!
    Allora, come prevenirsi di questa “maledetta” infezione ?
    Forse i lettori ne sanno di più ? Spero in bene. State all’erta e buona “fortuna” , non sapendano di più !!!
    Salve a tutti da Arnaldo Semadeni a Plata sopra Poschiavo