La potenza di Gesù di guarire e sanare

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2 Re 5.15
Meditazione del 17 marzo 2020

La meditazione è stata registrata e si può riascoltare al seguente indirizzo:

https://video.ibm.com/channel/6wHr8U23fcV

Care amiche e amici, nelle Scritture si leggono molti atti potenti del Signore per salvare il suo popolo dalla morte e dalla distruzione. Il popolo d’Israele celebra sempre i suoi interventi liberatori. Il singolo, il popolo, si perdeva percorrendo strade distruttive, ma il Signore ricostruiva la vita di salvezza. Sulla stessa linea, nei vangeli, Gesù invita a mettere la fede in questo Dio che salva, riconcilia, ricrea le condizioni di vita dal male. Spesso Gesù lodava anche persone fuori di Israele, pagani di altre terre, un giorno, parla anche di un famoso comandante dell’esercito pagano siriano, afflitto da lebbra, una malattia molto debilitante. Ascoltiamo la sua storia.

2Re 5:1 – 15:  Naaman, capo dell’esercito del re di Siria, era un uomo tenuto in grande stima e onore presso il suo signore, perché per mezzo di lui il SIGNORE aveva reso vittoriosa la Siria; ma quest’uomo, forte e coraggioso, era lebbroso. 2 Alcune bande di Siri, in una delle loro incursioni, avevano portato prigioniera dal paese d’Israele una ragazza che era passata al servizio della moglie di Naaman. 3 La ragazza disse alla sua padrona: «Oh, se il mio signore potesse presentarsi al profeta che sta a Samaria! Egli lo libererebbe dalla sua lebbra!» 4 Naaman andò dal suo signore, e gli riferì la cosa, dicendo: «Quella ragazza del paese d’Israele ha detto così e così». 5 Il re di Siria gli disse: «Ebbene, va’; io manderò una lettera al re d’Israele». Egli dunque partì, prese con sé dieci talenti d’argento, seimila sicli d’oro, e dieci cambi di vestiario; 6 e portò al re d’Israele la lettera, che diceva: «Quando questa lettera ti sarà giunta, saprai che ti mando Naaman, mio servitore, perché tu lo guarisca dalla sua lebbra». 7 Appena il re d’Israele lesse la lettera, si stracciò le vesti, e disse: «Io sono forse Dio, con il potere di far morire e vivere, ché costui mi chieda di guarire un uomo dalla lebbra? È cosa certa ed evidente che egli cerca pretesti contro di me».

8 Quando Eliseo, l’uomo di Dio, udì che il re si era stracciato le vesti, gli mandò a dire: «Perché ti sei stracciato le vesti? Quell’uomo venga pure da me, e vedrà che c’è un profeta in Israele». 9 Naaman dunque venne …alla porta della casa di Eliseo. 10 Ed Eliseo gli inviò un messaggero a dirgli: «Va’, làvati sette volte nel Giordano; la tua carne tornerà sana, e tu sarai puro». 11 Ma Naaman si adirò e se ne andò, dicendo: «Ecco, io pensavo: egli uscirà senza dubbio incontro a me, si fermerà là, invocherà il nome del SIGNORE, del suo Dio, agiterà la mano sulla parte malata, e guarirà il lebbroso. 12 I fiumi di Damasco, l’Abana e il Parpar, non sono forse migliori di tutte le acque d’Israele? Non potrei lavarmi in quelli ed essere guarito?» E, voltatosi, se n’andava infuriato. 13 Ma i suoi servitori si avvicinarono a lui e gli dissero: «Padre mio, se il profeta ti avesse ordinato una cosa difficile, tu non l’avresti fatta? Quanto più ora che egli ti ha detto: “Làvati, e sarai guarito”?» 14 Allora egli scese e si tuffò sette volte nel Giordano, secondo la parola dell’uomo di Dio; e la sua carne tornò come la carne di un bambino; egli era guarito.

15 Poi tornò con tutto il suo seguito dall’uomo di Dio, andò a presentarsi davanti a lui, e disse: «Ecco, io riconosco adesso che non c’è nessun Dio in tutta la terra, fuorché in Israele…».

Che cos’è può significare per noi la guarigione di Naaman? Che cosa è guarire la lebbra dell’animo e del corpo? Questo testo nei Padri della Chiesa è sempre interpretato come la guarigione che ci porta il battesimo, secondo la lettera di Tito 3.5: egli ci ha salvati non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia, mediante il bagno della rigenerazione e del rinnovamento dello Spirito Santo,

Gesù aveva detto anche a Nicodemo: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Il Signore Gesù rinnova in noi il dono della fede con la rigenerante del battesimo e dello Spirito Santo, che ci sana dalla lebbra della indifferenza e della mancanza di amore, per farci rinascere figli e figlie di Dio, che gli assomiglino nel suo modo di amare. La malattia, la lebbra, non sono punizioni del Padre di Gesù, ma, come risponde Gesù ai discepoli che chiedono del cieco nato: chi ha peccato, lui o i suoi genitori perché sia nato cieco? “Né lui ha peccato, né i suoi genitori, ma è così affinché le opere di Dio siano manifestate in lui”. In breve, affinché il Signore continui a operare per la nostra salute e salvezza. Lo fa guarendo il nostro pensiero dall’indifferenza, dalla mancanza di amore e dalla mancanza di fede e speranza.

Naaman s’infuria perché per la guarigione gli è stato detto di andarsi a lavare! Una cosa semplice: lavarsi le impurità, i germi. Anche a noi i medici ci hanno detto: lavatevi le mani, osservate la distanza sociale, non create situazioni di contagio, state a casa. Una cosa semplice, ma anche da noi c’è chi si arrabbia per queste indicazioni semplici, non le vuole seguire. Però ovunque tutti elevano preghiere a Dio e chi si preferisce, come Naaman all’inizio: «Ecco, io pensavo: il profeta uscirà senza dubbio incontro a me, si fermerà là, invocherà il nome del SIGNORE, del suo Dio, agiterà la mano sulla parte malata, e guarirà il lebbroso. Si aspettano interventi “miracolosi”. Bisogna ragionare: i suoi servitori si avvicinarono a lui e gli dissero: «Padre mio, se il profeta ti avesse ordinato una cosa difficile, tu non l’avresti fatta? Quanto più ora che egli ti ha detto: “Làvati, e sarai guarito”?

La fede in Dio è la nostra forza in questa pandemia, ma il Signore ci ha già dato i mezzi per la guarigione: abbiamo i medici, le infermiere, le istruzioni per non diffondere il virus e guarire. Seguiamoli perché anche loro sono la potenza di Dio per noi!

Il Signore ci guarisce e sana anche così. Tutti noi abbiamo bisogno della grazia divina e della sua misericordiosa e aiuto ogni giorno ogni momento della nostra vita. E possiamo con fiducia dire: Lamentazioni 3:22 è una grazia del SIGNORE che non siamo stati completamente distrutti; le sue compassioni infatti non sono esaurite; 23 si rinnovano ogni mattina. Grande è la tua fedeltà!

La guarigione del Signore Gesù è che ci libera da ogni abitudine nociva e ogni via distruttiva di rapportarci con il prossimo e la natura, se gli permettiamo di guarirci e sanarci. Se camminiamo nella libertà e cresciamo nell’amore, allora rinunciamo a comportamenti distruttivi e seguiamo gli insegnamenti di Cristo. Che il Signore Gesù ci mostri la via per camminare nella sua sanante verità e amore.

Preghiera: Signore insegnami ad amare le tue vie affinché rinunci a una vita distruttiva e dannosa nella mia vita. Sanami e guariscimi affinché io possa prendere gioia nel vivere la tua volontà.

Sal 42:2 L’anima mia è assetata di Dio, del Dio vivente; quando verrò e comparirò in presenza di Dio?

3 Le mie lacrime sono diventate il mio cibo giorno e notte, mentre mi dicono continuamente: «Dov’è il tuo Dio?»

4 Ricordo con profonda commozione il tempo in cui camminavo con la folla

verso la casa di Dio, tra i canti di gioia e di lode d’una moltitudine in festa.

Sal 43:3 Manda la tua luce e la tua verità, perché mi guidino,

mi conducano al tuo santo monte e alle tue dimore.

4 Allora mi avvicinerò all’altare di Dio, al Dio della mia gioia e della mia esultanza; e ti celebrerò con la cetra, o Dio, Dio mio!

Citazione di Agostino, vescovo di Ippona, 354 – 430 d.C.

Chi può rifiutare l’amore di Dio? Vivi gli insegnamenti del Signore con amore. Chi può rifiutare l’amore del nostro Signore, così abbondante in misericordia, così giusto in tutte le sue vie? Chi può negare il proprio amore a lui che per primo ci ha amati in tutte le nostre ingiustizie e orgoglio? Chi può rifiutare l’amore del Signore che ci ha così amati da mandare il suo unigenito Figlio, non solo per vivere fra noi ma anche a finire in croce pur di farci capire che Dio ci ama completamente?

Saluti

Appunti per la predicazione del pastore Antonio Di Passa