Alzati e muoviti

2
116

Giovanni 5.1 – 16. Ezechiele 47.1 – 9, 12
Meditazione del 24 marzo 2020

La meditazione è stata registrata e si può riascoltare al seguente indirizzo:

https://video.ibm.com/channel/6wHr8U23fcV

Buongiorno a tutte e tutti! Nello stato di agitazione e insicurezza dovuto alla situazione sanitaria in cui ci troviamo adesso dobbiamo imparare a come calmarci.

È pericoloso agire quando siamo in preda a una forte emozione, ma non abbiamo la forza o la chiarezza per trattenerci dal farlo. Allora dobbiamo imparare l’arte di fermare le nostre attività e calmare le nostre emozioni, alcuni pensieri dal buddhismo ci possono essere utili. Dobbiamo imparare a diventare solidi e stabili come una quercia, a non lasciarci squassare dai venti di tempesta.

Ci sono molte tecniche per aiutarci a calmare il corpo e la mente ed a guardarci dentro in profondità. Sono riassunte in 5 stati:

  1. riconoscimento.  Se siamo arrabbiati, dire: “so che in me c’è rabbia”.
  2. accettazione. Non negare di essere arrabbiato. Accetta quello che è.
  3. abbraccio. Prendi in braccio la tua rabbia come una madre tiene in braccio il suo bambino che piange. La consapevolezza abbraccia l’emozione e già questo di per sé può calmare la nostra rabbia e noi stessi.
  4. osservazione profonda. Se diventiamo calmi, possiamo guardare in profondità per capire che cosa abbia provocato questa rabbia, che cosa stia provocando disagio al nostro bambino interiore.
  5. comprensione risvegliata. Questa osservazione profonda porta alla comprensione delle tante cose e condizioni, primarie e secondarie, che hanno prodotto la nostra rabbia, che stanno facendo piangere il nostro bambino. Forse ha fame o lo punge la spilla da balia sul pannolino.

La rabbia si è scatenata dentro di noi, magari quando un amico ci ha parlato in maniera indegna, ma poi di colpo ci siamo ricordati che oggi non è nella sua forma migliore perché suo padre sta morendo.

Riflettiamo in questo modo finché non abbiamo un’intuizione sulla causa della nostra sofferenza.

Questa comprensione disseppellita ci indica che cosa fare e che cosa non fare per cambiare la situazione.

Se lo vogliamo dire brevemente in ZEN: Damose ‘nà calmata! E rifletti!

Scusate la “caduta di stile”, ma forse si capisce meglio!

Cari amici e care amiche, il Signore mette nel cuore del profeta Ezechiele una visione di fiumi di acqua vivente che fluisce dal trono celeste divino per portare guarigione e risanamento al suo popolo.

Ezechiele 47:1 e 12 Mi condusse poi all’ingresso del tempio e vidi che sotto la soglia del tempio usciva acqua verso oriente, poiché la facciata del tempio era verso oriente. Quell’acqua scendeva sotto il lato destro del tempio, dalla parte meridionale dell’altare 12 Lungo il fiume, su una riva e sull’altra, crescerà ogni sorta di alberi da frutto, le cui fronde non appassiranno: i loro frutti non cesseranno e ogni mese matureranno, perché le loro acque sgorgano dal santuario. I loro frutti serviranno come cibo e le foglie come medicina».

Il compimento di questo risanamento iniziamo a vederlo quando Gesù annuncia la venuta del regno di Dio, mentre interviene con segni potenti, dimostrando nel concreto la potenza di questo regno. In breve, il Regno che si allarga è Dio entra nei cuori e nella mente delle persone.

Giovanni 5:1 – 16: Dopo queste cose ci fu una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.

2 Or a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, c’è una vasca, chiamata in ebraico Betesda, che ha cinque portici. 3 Sotto questi portici giaceva un gran numero d’infermi, di ciechi, di zoppi, di paralitici[, i quali aspettavano l’agitarsi dell’acqua; 4 perché un angelo scendeva nella vasca e metteva l’acqua in movimento; e il primo che vi scendeva dopo che l’acqua era stata agitata era guarito di qualunque malattia fosse colpito].

5 Là c’era un uomo che da trentotto anni era infermo. 6 Gesù, vedutolo che giaceva e sapendo che già da lungo tempo stava così, gli disse: «Vuoi guarire?» 7 L’infermo gli rispose: «Signore, io non ho nessuno che, quando l’acqua è mossa, mi metta nella vasca, e mentre ci vengo io, un altro vi scende prima di me». 8 Gesù gli disse: «Àlzati, prendi il tuo lettuccio e cammina». 9 In quell’istante quell’uomo fu guarito; e, preso il suo lettuccio, si mise a camminare.

10 Quel giorno era un sabato; perciò i Giudei dissero all’uomo guarito: «È sabato, e non ti è permesso portare il tuo lettuccio». 11 Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: “Prendi il tuo lettuccio e cammina”». 12 Essi gli domandarono: «Chi è l’uomo che ti ha detto: “Prendi il tuo lettuccio e cammina?”» 13 Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato, perché in quel luogo c’era molta gente. 14 Più tardi Gesù lo trovò nel tempio, e gli disse: «Ecco, tu sei guarito; non peccare più, ché non ti accada di peggio». 15 L’uomo se ne andò, e disse ai Giudei che colui che l’aveva guarito era Gesù. 16 Per questo i Giudei perseguitavano Gesù e cercavano di ucciderlo; perché faceva quelle cose di sabato.

Uno dei segni chiave che l’evangelista Giovanni fa risaltare nel suo Vangelo avviene in Gerusalemme mentre Gesù si reca al tempio, durante una delle grandi feste ebraiche (Giovanni. 5.1 – 9). Avvicinandosi al cortile del tempio, Gesù si ferma alla vicina vasca di Betesda, (= casa di misericordia).

Molti ebrei portavano a questa vasca i loro parenti infermi, malati e amici. Giovanni ci dice che una moltitudine di infermi, di ciechi, di zoppi, di paralitici, giacevano sul pavimento dei portici intorno a questa vasca (Giovanni 5.3). Questa vasca era usata per i bagni di purificazione prima che il credente si recasse nel tempio ad offrire preghiere e sacrifici.

Secondo una narrazione tradizionale, l’evangelista ci dice che, in alcune occasioni, quando le acque della vasca si agitavano, i paralitici e altri con diverse malattie erano immersi nella vasca, nella speranza che potessero essere curati da tutti i loro malanni.

Vuoi che il Signore Gesù ti risani?

Gesù si ferma a parlare con un uomo, ci dice Giovanni, infermo da 38 anni. Non aveva amici che, quando l’acqua si agitava, lo aiutassero a immergersi, come si giustifica lui stesso: mentre ci vengo io, un altro vi scende prima di me! Nonostante i molti anni di preghiere inesaudite, quest’uomo infermo aspetta accanto alla vasca, nella speranza che, un giorno o l’altro, potessero essere aiutato.

Gesù, ecco un accenno di empatica vicinanza da parte sua: sapendo che già da lungo tempo stava così, offre a quest’uomo insanabile, non solo la prospettiva di un aiuto ma anche di essere sanato del tutto. Per prima cosa, Gesù risveglia nel paralitico la fede quando sonda la sua situazione con una domanda: vuoi guarire?

Questa domanda risveglia un nuovo raggio di fede in lui. Gesù allora gli ordina: alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina. Questo uomo paralitico deve mettere in azione la sua nuova fede ritrovata. Egli decide di prendere il Signore Gesù in parola e immediatamente si alza e inizia a camminare senza impedimenti.

Lo Spirito Santo ci purifica, ci guarisce e ci trasforma nell’immagine di Cristo.

Il Signore Gesù si avvicina ad ognuno di noi e ci pone la stessa domanda indagante: vuoi essere guarito, perdonato, liberato dalla colpa e dal peso del passato, da una rabbia incontrollabile e da passioni dannose, da desideri e abitudini dolorose?

È una domanda essenziale! Quante persone conosci, o forse sei tu stesso, che si lamentano tutto il tempo della propria condizione, di come si sentano paralizzate dalle circostanze, ferme accanto a una vasca che aspettano le cose cambiare? Poverino di qua, e poverino di là, mentre si recano ogni giorno per sdraiarsi accanto alla vasca, aspettando che qualcuno faccia il lavoro per loro di immergerli per primi e guarire? Gesù ti dice prima: vuoi guarire? Vuoi veramente guarire? Lo vuoi? Alzati, prendi il tuo lettuccio, e cammina! Smetti di continuare con le stesse abitudini distruttive, smetti di lamentarti, alzati, cambia la tua mente, smetti le vecchie strade e molte cose si metteranno a posto! Non puoi lamentarti e continuare a fare le stesse cose!

Il primo passo essenziale verso la libertà e la guarigione è la volontà di cambiare, di volere essere aiutato. Se siamo contenti di stare così come siamo, perché è comodo, più semplice, non ci sarà niente che ci può persuadere al risanamento.

È bene sapere però, che il Signore è la nostra liberazione, non rifiuta mai nessuno che si avvicina a Lui con sincerità chiedendo di essere risanato. Ma ti dice: alzati, muovi il sedere e cammina. Amen.

Preghiera

Signore Gesù, dimmi con la tua forza: alzati e cammina. Metti nel mio cuore il tuo invito a cambiare e a trasformarmi nella tua chiamata al servizio del prossimo. Lascia che il tuo Spirito depuri il mio cuore e rinnovi in me un amore entusiasta e il desiderio di camminare nella tua volontà e di rifiutare ciò che va nell’altra direzione ed è nociva per il mio prossimo. Amen.

SALMO 46 (45) Salmo 46.2 – 6, 8 – 9.

2 Dio è per noi sicuro rifugio, aiuto infallibile in ogni avversità.

3 Non abbiamo paura se trema la terra, se i monti sprofondano nel mare;

4 le acque possono sollevarsi infuriate, la loro forza può scuotere i monti! Il Signore dell’universo è con noi, ci protegge il Dio di Giacobbe!

5 Un fiume e i suoi ruscelli allietano la città di Dio, la più santa delle dimore dell’Altissimo:

6 non potrà vacillare, perché vi abita Dio. Egli la protegge fin dal primo mattino.

8 Il Signore dell’universo è con noi, ci protegge il Dio di Giacobbe!

9 Guardate che cosa ha compiuto il Signore, quali prodigi ha fatto sulla terra!

Cristo è il nostro dottore, di Agostino d’Ippona.

La nostra ferita è seria ma il medico può ogni cosa. Ritieni forse che sia una piccola misericordia il fatto che, mentre noi ci perdevamo nella nostra vita errante, non ha smesso di cercarci ma ci ha portato a credere e a perdonare la nostra follia? Quello di cui soffro, è serio, ma confido nell’Altissimo. Dispererei della mia ferita mortale se non avessi trovato un così grande medico a soccorrermi. Sermone 352,3

Anche oggi ho terminato, l’appuntamento è per domani.

Trovate questa meditazione sul canale streaming della Comunione Pastorale Riformata Valposchiavo, su Il Bernina e sulla mia bacheca di FB.

Se volete aiutare a diffondere queste parole di speranza in questo tempo difficile, condividete questi contributi sui Social, ce li abbiamo, usiamoli per cose utili.

A domani

Pastore Antonio Di Passa

2 COMMENTI